11/18 maggio – Una settimana in dieci notizie

Come annunciato a dicembre da Donald Trump è stata inaugurata a Gerusalemme l’ambasciata americana, causando le veementi reazioni palestinesi trasformatesi in un bagno di sangue. Anche in Francia e in Indonesia hanno perso la vita alcune persone, a causa di attentati terroristici. In Italia intanto, Salvini e Di Maio hanno dato vita al nuovo contratto di governo in attesa di un accordo sul nome del futuro premier italiano. Questo e molto altro scelto e raccontato per voi in “Una settimana in 10 notizie“.

1.e Domenica 13: Nuovo attentato a Parigi, un morto e quattro feriti

Un terrorista ceceno di ventun anni ha accoltellato dei passanti per strada a Parigi uccidendo una persona e ferendone quattro. L’uomo, già schedato per la sua vicinanza ad ambianti islamici radicali, è stato ucciso quasi subito dalla polizia evitando così ulteriori spargimenti di sangue. Il Presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato: “La Francia paga nuovamente con il sangue ma non arretrerà un millimetro ai nemici della libertà”. L’ISIS ha rivendicato l’attacco ma non è ancora chiaro il motivo o lo stato mentale dell’uomo.

Fonte: Facebook

2. Lunedì 14: Gli Stati Uniti spostano la loro ambasciata a Gerusalemme, violenti scontri a Gaza con oltre 50 morti e migliaia di feriti

 

Lunedì 14 maggio gli Stati Uniti d’America rappresentati dalla figlia del Presidente Ivanka Trump ed il Segretario del Tesoro Steven Mnuchin hanno ufficialmente inaugurato la nuova ambasciata di Gerusalemme. Il passo, altamente controverso e contestato, era stato annunciato a dicembre causando reazioni fortemente critiche da parte del resto della comunità internazionale (ad esclusione ovviamente di Israele e alcuni stati dell’Europa Centrale governati dall’estrema destra conservatrice quali l’Ungheria e l’Austria). In reazione all’evento decine di migliaia di palestinesi sono scesi in piazza. In particolare la zona di confine fra Gaza e Israele è stata oggetto di violenti scontri fra i manifestanti palestinesi e le forze armate israeliane con oltre 55 morti e più di 2700 feriti.

Fonte: Facebook

3. Lunedì 14: Catena di attentati in Indonesia, 8 morti e 51 feriti

 

Una famiglia di sei persone ha portato a termine attacchi suicidi contro tre chiese e una stazione di polizia causando 8 morti e 51 feriti. Si tratta dell’ultimo di una lunga serie di attentati che da anni affliggono il paese musulmano più popoloso del Mondo. Secondo la polizia la famiglia era reduce dalla Siria dove è possibile che operassero come foreign fighters per l’ISIS. Tutti i componenti del nucleo familiare (il più piccolo appena undicenne) hanno perso la vita.

Fonte: Facebook

4. Lunedì 14: Torna lo spettro del virus ebola nella Repubblica Democratica del Congo, WHO invia squadre di esperti e vaccini

Il virus ebola torna a far paura nel Congo e il contagio si espande ad alcuni centri urbani nella zona di Bikoro, nel Nord-Est del Paese. Il virus fino ad ora ha causato oltre 20 morti e contagiato una quarantina di persone. La WHO ha prontamente reagito in collaborazione con Medici Senza Frontiere e il Ministero della Sanità Congolese per controllare il focolare epidemico. Sono state inviate infatti quadre di esperti e oltre 4000 dosi di vaccino. Le autorità stanno facendo il massimo sforzo il quanto la zona esposta al contagio non è lontana da Mbandaka, un centro urbano che conta più di un milione di abitanti. Un’eventuale diffusione del virus all’interno della metropoli potrebbe avere effetti difficili da contenere e aprirebbe la strada ad una maggiore diffusione del virus.

Fonte: Facebook

5. Lunedì 14: Vladimir Putin inaugura il nuovo mega-ponte che collega la Crimea alla Russia

La Russia di Putin non intende fare passi indietro sulla Crimea e inaugura il nuovo ponte che collega la penisola alla nuova “madrepatria”. L’opera inaugurata con stile faraonico, con i suoi 19 chilometri, consentirà a treni e mezzi su strada di transitare fra i due territori bypassando l’Ucraina. Il Presidente ha così dato il via in pompa magna la sua presidenza con l’opera architettonica di questo genere più grande d’Europa, peraltro completata in tempi record. Il ponte ha inoltre un fortissimo valore simbolico in quanto riafferma le capacità del paese e la sua reputazione (dopo il flop nella costruzione degli impianti a Sochi) e manda il chiaro messaggio che la Russia non arretrerà di un millimetro riguardo alla Crimea.

Fonte: Facebook

6. Martedì 15: Esercitazioni USA-Corea del Sud, il Nord sospende il colloqui

 

La Corea del Nord sospende i colloqui pianificati con il Sud mercoledì a causa delle esercitazioni militari congiunte tenute da USA e il suo alleato. Kim minaccia anche  di far saltare il storico summit che dovrebbe tenersi con il Presidente americano Donald Trum a Singapore. Di fatto però alcuni importanti passi sono stati fatti per la de-escalaiton, la Corea del Nord ha già avviato lo smantellamento del sito per test nucleari di Puggye-ri e sia i sudcoreani che gli statunitensi hanno dichiarato che i lavori preparatori per il summit del 12 giugno non verranno sospesi. La reazione del Nord alle esercitazioni però ricorda quanto sia fragile l’intesa raggiunta dalle due Coree e che un ritorno alla realtà di qualche mese fa è dietro l’angolo.

Fonte: Facebook

7. Giovedì 17: Siglato il Contratto di Governo fra Lega e Movimento 5 Stelle

La Lega e il Movimento 5 Stelle hanno ultimato il Contratto di Governo in cui vengono delineate le priorità del nascente esecutivo giallo-verde. Le misure previste sono un compromesso fra i cavalli di battaglia delle due forze politiche e prevederebbe profonde riforme istituzionali. Dal reddito di cittadinanza, alla flat tax, alla chiusura dell’ILVA alla sospensione ed annullamento del trattato per la costruzione della TAV Torino-Lione. Si aggiungano poi riforme costituzionali che prevederebbero il taglio dei parlamentari, l’introduzione del vincolo di mandato e l’abolizione del CNEL. Resta da capire se Salvini e Di Maio riusciranno a trovare un compromesso sul nome del Presidente del Consiglio dei Ministri.

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8. Venerdì 18: L’ONU da la via libera alla Commissione d’inchiesta sulle presunte violazioni dei diritti umani a Gaza, Gerusalemme Est e Cisgiordania

Uno schiaffo per Israele da parte delle Nazioni Unite: è stato dato infatti il via libera per la composizione della Commissione d’Inchiesta da parte del Consiglio per i Diritti Umani. Israele si oppone completamente alla nascita della Commissione che ritiene decisa da “un’automatica maggioranza anti israeliana dominata dall’ipocrisia e dall’assurdità”  costituita  “per violare il diritto all’autodifesa di Israele e demonizzare lo stato ebraico”. La costituzione della Commissione è stata decisa  in seguito alle violentissime manifestazioni che hanno seguito l’apertura dell’ambasciata USA a Gerusalemme e  i raid militari israeliani su presunte postazioni militari di Hamas a Gaza di giovedì.

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9. Venerdì 18: Violentissima eruzione del Vulcano Kilauea nelle Hawaii

Paura nelle Isole Hawaii in seguito alla devastante eruzione del Vulcano Kilauea con colonne di fumo e ceneri alte più di nove chilometri. L’eruzione era stata preceduta da uno sciame sismico con terremoti di magnitudo fino a 4.4 che hanno causato danni a edifici ed infrastrutture. L’attività del Vulcano era cominciata due settimane fa con l’apertura di grosse crepe sui versanti orientali del Monte. Il cratere in eruzione è situato nel Kilauea National Park (chiuso per ragioni precauzionali da inizio mese) e l’evento ha distrutto una trentina di edifici. Fortunatamente non vi sono vittime.

Fonte: Facebook

10. Venerdì 18: L’Unione europea attiva lo “statuto blocco” contro le sanzioni USA all’Iran

L’Unione europea muove i primi passi nei confronti degli Stati Uniti per neutralizzare gli effetti delle sanzioni americane ai danni dell’Iran cercando così di salvare l’Accordo sul Nucleare negoziato dall’Amministrazione Obama con la collaborazione degli altri membri del Consiglio di Sicurezza ONU più la Germania.  Le misure sono state messe in atto per proteggere le imprese europee dagli effetti indiretti delle sanzioni statunitensi che colpirebbero tutte le imprese che hanno stretto rapporti commerciali con la Repubblica Islamica. Questo evento è solo l’ultimo passo di ciò che si sta delineando come un crescente divario fra le due sponde dell’Atlantico. Il riconoscimento di Gerusalemme come capitale d’Israele, i dazi sull’acciaio europeo e l’uscita degli USA dall’Accordo di Parigi sul Clima sono solo alcuni esempi di come il Blocco Occidentale si trovi su posizioni diverse su sempre più temi.

Fonte: Facebook

 

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