13/20 aprile – Una settimana in 10 notizie

La settimana appena trascorsa è stata ricca di avvenimenti a livello internazionale e nazionale: le tensioni in Siria e all’ONU, le elezioni in Montenegro e a Cuba, le condanne in Italia per la Trattativa stato-mafia e l’incontro segreto fra il direttore della CIA Mike Pompeo e Kim Jong-Un. Questo e molto altro in Una settimana in 10 notizie.

1. Venerdì 13: Terzo venerdì di proteste a Gaza

Durante il terzo venerdì di proteste, appoggiate da Hamas, si sono registrati ulteriori scontri a Gaza fra i dimostranti palestinesi e l’esercito israeliano. Il bilancio complessivo è di 1 morto e più di 700 fra feriti e intossicati dai lacrimogeni. I portavoce militari israeliani sostengono che i manifestanti hanno lanciato bombe incendiarie ed utilizzato ordigni esplosivi. Gli attivisti palestinesi accusano l’esercito israeliano di aver lanciato dei lacrimogeni anche in una tenda medica vicino a Khan Yunis, uno dei luoghi delle proteste, intossicando dieci soccorritori. “Quella che sta facendo Hamas alla frontiera” tra lo Stato di Israele e la striscia di Gaza “non è una marcia amichevole“, ha detto l’ambasciatore d’Israele in Italia Ofer Sachs a margine della conferenza stampa per le celebrazioni per i 70 anni dello Stato d’Israele, organizzate dalla Comunità Ebraica di Roma. Le proteste dovrebbero continuare anche nei prossimi giorni fino al 15 maggio, il giorno dell’inaugurazione dell’ambasciata statunitense a Gerusalemme. I palestinesi invece il 15 maggio celebrano il giorno della nakba – “la catastrofe” – cioè quella in cui molti di loro furono costretti a lasciare le proprie case, finite in territorio israeliano.

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2. Sabato 14: Forti tensioni all’ONU fra USA e Russia

Al Consiglio di Sicurezza dell’ONU viene bocciata la risoluzione della Russia che condanna ”l’aggressione” contro la Siria. Cina, Bolivia e Russia hanno votato a favore del documento, mentre 8 paesi hanno votato contro, fra cui Gran Bretagna, Francia e Usa, e 4 si sono astenuti. Il rappresentante permanente della Russia all’Onu, Vasily Nebenzya dichiara:L’attacco condotto da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna in Siria distrugge il sistema delle relazioni internazionali e rischia di destabilizzare tutta l’area“.
La tensione è salita quando l’ambasciatrice americana all’Onu, Nikki Haley, ha risposto:La Russia usa il veto al Consiglio di sicurezza dell’Onu, come il regime siriano usa il Sarin“, ricordando che il veto è stato utilizzato ben sei volte sul dossier siriano. E ha aggiunto: “Non possiamo permettere che la Russia getti nella spazzatura tutte le norme internazionali, e consenta che l’uso di armi chimiche non riceva una adeguata risposta“.

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3. Domenica 15: Secondo mandato presidenziale per Đukanović

Milo Đukanović vince le elezioni e diviene presidente del Montenegro per la seconda volta: è la prima elezione da quando il Montenegro è entrato nella NATO nel 2017. Il neopresidente ha più volte dichiarato di voler portare il Montenegro nell’Unione Europea.

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4. Lunedì 16: L’UE approva il raid in Siria

L’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini dichiara che ”l’UE capisce la necessità dei bombardamenti in Siria, ma invoca nuovi colloqui per la pace. La dichiarazione segue all’incontro fra i ministri degli esteri dove si è discusso di un presunto attacco chimico del 7 aprile a Douma. I ministri degli affari esteri hanno definito scioccante l’attacco chimico perpetrato in Siria e hanno chiesto un’indagine indipendente.

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5. Mercoledì 18: Incontro segreto fra USA e Corea del Nord

Il Washington Post rivela che Mike Pompeo, direttore della CIA, e nominato come futuro Segretario di Stato dal presidente Donald Trump, ha incontrato Kim Jong-Un segretamente. La notizia è stata confermata in un tweet da Donald Trump stesso, il quale precisa anche che l’incontro è avvenuto ”una settimana fa”. I dettagli non sono stati resi noti, ma il presidente, nel tweet, ha fatto sapere che l’incontro è andato molto bene e che ”la denuclearizzazione sarà una gran cosa per il mondo, ma anche per la Corea del Nord”. L’incontro segreto si è svolto per preparare il campo per il futuro vertice di giugno fra Donald Trump e Kim Jong-Un.

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6. Mercoledì 18: A Douma le indagine dell’OPAC vengono bloccate

Martedì 17 era partita l’indagine OPAC a Douma, al fine di riscontrare la fondatezza o meno delle accuse relative all’uso delle armi chimiche da parte del regime siriano. I russi continuano a negare l’uso delle armi chimiche da parte delle truppe di Assad e sostengono di aver trovato un laboratorio chimico utilizzato dai ribelli per produrre agenti tossici. La Francia dichiara che sicuramente le prove sono già state rimosse e la premier britannica Theresa May dice che il loro lavoro degli ispettori è bloccato dai militari russi. Non ancora iniziata l’ispezione, mercoledì mattina i funzionari dell’ONU si sono subito dovuti ritirare poiché sono stati fatti bersaglio di colpi d’arma da fuoco. L’indagine si è subito interrotta poiché non ci sono le condizioni di sicurezza per portare a termine le analisi. Il fatto ha suscitato scalpore fra le cancellerie europee e fa lievitare ulteriormente la tensione.

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7. Giovedì 19: Un nuovo presidente per Cuba

Miguel Díaz-Canel è stato nominato alla testa del Consiglio di Stato e del Consiglio dei ministri, in pratica alla presidenza del Paese. Ha voluto lasciar chiaro che Raul Castro, che lo ha indicato come successore «a dito», «continuerà a guidare le decisioni di maggior importanza per il presente e il futuro della nazione». Votato da 603 dei 604 deputati in Assemblea, ha dichiarato: “Il mandato dato dal popolo a questa legislatura è di continuare e perfezionare la rivoluzione cubana in questo momento storico cruciale. Cuba non fa concessioni: mai cederemo i nostri principi in base a pressioni o minacce“. E’ il primo leader cubano che non appartiene alla famiglia Castro e che è nato dopo la Rivoluzione del 1959.

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8. Giovedì 19: Il generale Haftar è vivo

Il governo francese ha confermato che il comandante libico Khalifa Haftar è ricoverato in Francia. Una settimana fa, e per un paio di giorni, sui giornali italiani si era diffusa la notizia che Haftar fosse morto; notizia mai confermata ufficialmente e poi smentita dai famigliari e da altre fonti libiche. Un diplomatico europeo citato da al Jazeera e rimasto anonimo ha sostenuto che Haftar ha subìto danni permanenti al cervelloHaftar, 75 anni, è stato uno dei principali alleati di Muammar Gheddafi e, dopo la rimozione del dittatore, ha assunto il controllo dell’est del Paese, stabilendo a Bengasi la sede dell’Esercito nazionale libico, l’organizzazione militare da lui fondata per combattere i miliziani islamisti. Oggi ha il sostegno della Russia, dell’Egitto e dell’Arabia Saudita e il suo obiettivo è prendere il controllo di tutta la Libia, nonostante i tentativi di mediazione della comunità internazionale, che vorrebbe si sottomettesse al governo di Tripoli.

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9. Venerdì 20: La Trattativa stato-mafia scuote la politica italiana

La Corte di Assise di Palermo ha condannato a pene comprese tra 8 e 28 anni di carcere per la cosiddetta trattativa Stato-Mafia gli ex vertici del ROS Mori, Subranni e De Donno, l’ex senatore Dell’Utri, Massimo Ciancimino e i boss Bagarella e CinàViene condannato a 12 anni l’ex senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri e il Pm Nino Di Matteo commenta: Prima si era messa in correlazione Cosa nostra con il Silvio Berlusconi imprenditore, adesso questa sentenza per la prima volta la mette in correlazione col Berlusconi politico. Segue la risposta di Forza Italia che ”respinge con sdegno ogni tentativo di accostare, contro la logica e l’evidenza, il nome di Berlusconi alla vicenda della trattativa stato-mafia”.

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  1. Venerdì 20: Fallisce il mandato esplorativo della presidente del Senato

Mercoledì 18, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva affidato il mandato esplorativo alla Presidente del Senato Casellati, affinché sondasse il terreno per una possibile intesa di governo sull’asse centrodestra-Movimento 5 Stelle. Tuttavia il suo tentativo è fallito ed Elisabetta Casellati torna a mani vuote dal presidente Sergio MattarellaSilvio Berlusconi chiude le porte a qualsiasi altro spiraglio di trattativa con il Movimento 5 stelle lanciando un “governo del centrodestra che deve andare in Parlamento a trovare dei voti di supporto a se stesso e al proprio programma“. Invece il suo alleato di coalizione, Matteo Salvini, esclude ogni dialogo con i dem. Il presidente Mattarella si prende due giorni di riflessione per valutare altre ipotesi, al fine di dare all’Italia un governo stabile.

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