16/23 marzo – Una settimana in 10 notizie

Se da una parte grandi leader come Putin e Erdoğan continuano a consolidare il loro ruolo, il primo sbaragliando nettamente la concorrenza alle elezioni presidenziali russe, il secondo godendo di sempre più popolarità grazie ai successi militari in Siria; dall’altro lato Macron e il nuovo premier slovacco Pellegrini si trovano a dover fronteggiare il malcontento e il sospetto popolare. Intanto numerosi Capi di Stato africani hanno siglato un accordo istitutivo di un ampia zona di libero scambio e i deputati e senatori della XVIII legislatura italiana si sono insediati in Parlamento. Le notizie degli ultimi sette giorni selezionate per voi in Una settimana in 10 notizie.

1. Domenica 18 – Putin trionfa alla presidenza della Federazione Russa

Domenica 18 marzo si sono tenute le elezioni presidenziali in Russia. Come previsto, è stato riconfermato alla guida della Federazione Vladimir Putin con il 76,6% dei voti. Con un’affluenza alle urne attestata al 67,5%, il leader di Russia Unita ha sbaragliato la concorrenza: gli altri maggiori sfidanti Pavel Grudinin (Partito Comunista), Vladimir Zhirinovsky (Partito Liberale), Ksenia Sobchak (indipendente) hanno ottenuto rispettivamente l’11%, il 6% e il 1,6% delle preferenze. Gli altri quattro candidati non hanno superato la soglia dell’1%. Rivolgendosi alla nazione, Putin ha ringraziato i sostenitori e affermato che “il successo è il nostro destino. Ha negato il coinvolgimento di Mosca nel tentato omicidio per avvelenamento avvenuto a Salisbury dell’ex spia russa Serghei Skripal e della figlia.

 

Credits: en.kremlin.ru

2. Domenica 18 – La conquista turca di Afrin

La città siriana di Afrin, roccaforte curda stretta da una morsa di forze alleate ribelli sostenute attivamente dalla vicina Turchia, è capitolata nella giornata di domenica. Afrin era da mesi bersaglio dell’offensiva di Ankara, la quale teme l’espansione e il consolidamento del potere dei curdi che controllano soprattutto il nord della Siria, al confine con la Turchia. Nel multiforme panorama bellico siriano, gli equilibri si fanno sempre più instabili: le Unità di protezione popolare (YPG), la milizia curda, sono state sostenute nella resistenza dalle Forze Democratiche Siriane, una coalizione di combattenti arabi e curdi che lottano contro lo Stato Islamico e sono appoggiate dagli Stati Uniti, e da miliziani alleati del governo di Damasco, che in cambio vorrebbe avere il controllo sulle zone curde. Erdoğan ha annunciato di non volersi fermare e cacciare “i terroristi” da tutti gli altri centri di potere controllati dai curdi siriani, creando così una sorta di enclave turca in Siria che metta a tacere le istanze curde rivendicate anche in Turchia e Iraq.
Afrin, come prima Aleppo e la Ghuta orientale, è un simbolo tragico degli effetti della guerra siriana: gli incessanti bombardamenti e poi i combattimenti hanno stremato le popolazioni civili, protagoniste di un esodo di vaste dimensioni.

Bombardamenti su Afrin.
Credits: Wikimedia Commons

3. Martedì 20 – Meeting G20 a Buenos Aires

A Buenos Aires si sono tenuti i primi vertici del G20 organizzati dalla presidenza argentina. La regolamentazione delle criptovalute, lo sviluppo delle infrastrutture, la tassazione delle grandi aziende digitali, il protezionismo dei dazi di Donald Trump: queste le principali tematiche su cui si sviluppa la discussione dei ministri delle finanze e dei banchieri centrali delle 20 economie più sviluppate del mondo. Tra novembre e dicembre si terrà il vertice dei Capi di Stato.

Credits: Wikimedia Commons

 

4. Mercoledì 21 – Africa: accordo di libero scambio

Dopo qualche anno di negoziati, a Kigali (Ruanda) è stato firmato un accordo istitutivo di una zona di libero scambio. Sotto l’egida dell’Unione Africana, 44 paesi africani hanno creato così la Continental Free Trade Area (Cfta), ritenuta essenziale allo sviluppo economico del continente. Grande assente la Nigeria, una delle economie più forti e sviluppate dell’intera Africa. L’accordo, per entrare in vigore, deve ora essere ratificato dagli Stati che l’hanno adottato.

I leader dei Paesi membri dell’Unione Africana.
Credits: Flickr.com

5. Mercoledì 21 – Approvato accordo sui confini Kosovo-Montenegro

Nonostante il lancio di lacrimogeni all’interno del parlamento del Kosovo, a Pristina, da parte della sinistra nazionalista all’opposizione, è avvenuta la ratifica di un accordo siglato nel 2015 sulla linea di demarcazione dei confini tra Kosovo e Montenegro. L’approvazione dell’accordo era per l’Unione Europea requisito fondamentale all’ottenimento della circolazione senza visto dei cittadini kosovari nei paesi dell’area Schengen.

Credits: Flickr.com

 

6. Mercoledì 21 – Attentato a Kabul

In occasione delle celebrazioni del capodanno persiano a Kabul (Afghanistan), un kamikaze si è fatto esplodere causando la morte di 26 persone e un’altra ventina è rimasta ferita. L’attentato è stato rivendicato dallo Stato islamico ed era diretto ad una minoranza sciita.

Veduta sulla moschea di Kabul.
Credits: Wikimedia Commons

 

7. Mercoledì 21 – Il caso Cambridge Analytica e la presa di posizione di Zuckerberg

Cambridge Analytica è una società che si occupa di analisi dati e consulenza politica che avrebbe ottenuto i dati di milioni di utenti Facebook per orientare le scelte di voto politico (si è parlato dell’elezione di Donald Trump o del voto per la Brexit) attraverso un’intensa propaganda social. Il caso, la cui fondatezza è tutta da dimostrare, ha indignato il popolo fruitore del social network e la testimonianza del suo fondatore, Mark Zuckerberg, è attesa al Parlamento Europeo. Zuckerberg si è preso la responsabilità dell’accaduto riconoscendo “una violazione del rapporto di fiducia” tra Facebook e i suoi utenti.

Credits: Pixabay

 

8. Giovedì 22 marzo – Pellegrini nuovo premier slovacco

Il presidente della Repubblica slovacca Andrej Kiska ha nominato l’ex vicepremier Peter Pellegrini nuovo primo ministro. La nomina segue delle dimissioni del predecessore Robert Fico, avvenuta a causa dell’uccisione del giornalista Jan Kuciak che stava investigando sui legami tra vertici della politica slovacca e malavita.

Il nuovo premier slovacco Peter Pellegrini.
Credits: Wikimedia Commons

9. Giovedì 22 – Francesi scendono in piazza contro le riforme di Macron

Nell’anniversario del 22 marzo di cinquant’anni fa che segnò l’inizio delle grandi manifestazioni del Sessantotto francese, nelle maggiori città francesi i dipendenti pubblici e i ferrovieri della Société Nationale des Chemins de Fer (SNCF) contrari alle riforme della pubblica amministrazione e del sistema ferroviario volute dal presidente della Repubblica Emmanuel Macron sono scesi in piazza. A livello nazionale, le stime parlano di circa 400mila manifestanti.

Emmanuel Macron.
Credits: WIkimedia Commons

10. Venerdì 23 – Insediamento delle nuove Camere del Parlamento italiano

Venerdì 23 marzo le aule di Montecitorio e Palazzo Madama si sono riempite degli eletti alle politiche del 4 marzo [l’elenco dettagliato dei nuovi deputati e senatori è consultabile sui siti ufficiali di Camera e Senato]. Si avvia così la XVIII legislatura dell’Italia repubblicana. Con l’insediamento delle rinnovate camere del Parlamento, iniziano le votazioni per la scelta dei presidenti delle assemblee. La spartizione delle presidenze è l’accordo raggiunto tra il Movimento 5 Stelle e il centrodestra cappeggiato dalla Lega, le due formazioni che hanno ottenuto la maggioranza delle preferenze. Il voto a scrutinio segreto e i delicati equilibri politici dettati dalla reticenza dei due partiti a trovare un punto d’incontro potrebbero far saltare i piani. Due le votazioni sinora fatte al Senato e alla Camera, la terza prevista per sabato 24 marzo.

L’aula di Montecitorio, sede della Camera dei deputati.
Credits: Flickr.com

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