17/24 Novembre – Una settimana in 10 notizie

Un’altra settimana ricca di vicende politiche si è conclusa. Bolsonaro non parteciperà al G20 in Argentina, l’amministrazione Trump pubblica un rapporto sul cambiamento climatico e viene inaugurato il MED 2018. Questo e molto altro in ”Una Settimana in 10 notizie”!

1. Sabato 17: Il presidente Xi invitato da Kim Jong-Un in Corea del Nord

Il presidente cinese ha ricevuto l’invito del leader nordcoreano a recarsi a Pyongyang e sta considerando, come dichiarato al vertice bilaterale con il presidente sudcoreano Moon Jae-In, se andare nel 2019. Sarebbe il quarto dei “Kim-Xi meetings, la serie di incontri tra i Capi di Stato iniziata nel marzo del 2018, che segna la vicinanza tra la Corea del Nord e la Cina, opposta a quella fra la Corea del Sud e gli Stati Uniti d’America.

Il presidente cinese Xi Jinping Credits: Wikimedia.org

2. Mercoledì 21: Bolsonaro non parteciperà al G20 in Argentina

Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha dichiarato che non sarà presente a Buenos Aires il 30 novembre e l’1 dicembre per il prossimo G20. Parteciperà quindi solo la delegazione ufficiale brasiliana, guidata dal presidente uscente Michel Temer, che ha sollecitato Bolsonaro a recarsi con lui nella capitale argentina, senza però ottenere alcun risultato.
Subito dopo l’elezione, il suo ministro dell’Economia, Paulo Guedes, ha annunciato che il  primo viaggio ufficiale  del presidente sarebbe stato in Cile, Stati Uniti e Israele, lasciando da parte la tradizione dei nuovi governanti brasiliani di viaggiare prima in Argentina.

Il presidente del Brasile Jair Bolsonaro Credits: Wikimedia.org

3. Giovedì 22: Maduro incita agli studenti “Studio e fucile”

Il presidente venezuelano, Nicolás Maduro, ha raccomandato agli studenti di unirsi alle “milizie universitarie”  per prepararsi a difendere la patria da eventuali tentativi di invasione da parte degli Usa.
Maduro ha invocato studio e fucile, affinché la gioventù universitaria difenda con le armi in mano la Patria se necessario di fronte all’imperialismo e all’oligarchia“, offrendo poi aiuti economici a giovani colombiani che non hanno la possibilità di studiare a causa del lungo sciopero che sta ostacolando l’attività didattica. Il Capo dello Stato ha poi esteso l’offerta di 20.000 borse di studio agli studenti colombiani, che vivono una situazione analoga a causa dei mancati finanziamenti governativi, incentivandoli ad immigrare in Venezuela.

Il presidente del Venezuela Nicolás Maduro Credits: Wikipedia

4. Giovedì 22: May “l’accordo sulla Brexit metterà fine alla libertà movimento”

La presidente May ha difeso di fronte alla Camera dei Comuni l’accordo con l’UE sulla Brexit. L’accordo“, afferma “metterà una volta per sempre fine alla libertà di movimento, alla giurisdizione della Corta europea sul Regno Unito e all’invio di vaste somme di denaro verso Bruxelles” e “onora la volontà espressa dal popolo britannico nel referendum“, in vista dell’uscita dall’UE il 29 maggio 2019. Contestualmente, assicura che vengono preservati la cooperazione coi 27 sul terreno della sicurezza e rapporti commerciali “senza dazi.

Theresa May tra Brexit e UE Credits: Flickr.com

5. Giovedì 22: Il presidente Mattarella inaugura a Roma il MED 2018

Viene inaugurato a Roma il MED 2018, un Forum globale di riflessione e dialogo sulle sfide, le crisi e le necessità del Mediterraneo. L’iniziativa, promossa dal MAECI e dall’ISPI e inaugurata dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, pone Roma al centro del Mediterraneo ospitando, fino a sabato, la quarta edizione del Forum più importante dell’area mediterranea. Il programma prevede interventi di alcune figure di spicco, tra cui il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha chiuso i lavori il 24 novembre: “L’Italia sente forte l’impegno per la sensibilizzazione dei nostri partner” nel Mediterraneo “per la stabilizzazione della Regione. Questa nostra azione si estende dai rapporti bilaterali ai fori internazionali“; “L’Europa ha una particolare responsabilità perché ad essere in gioco non è solo il futuro di una regione ma anche l’avvenire e la sicurezza del vecchio continente. Se vuole essere attore globale l’UE deve collaborare alla formazione di un nuovo ordine regionale” in cui ci sia una “responsabilità condivisa” tra gli Stati dell’area del Mediterraneo.

Credits: Wikipedia

6. Venerdì 23: Di Maio annuncia la stampa di 5-6 milioni di tessere per il reddito di cittadinanza

Il capo del MISE Luigi Di Maio ha annunciato a ”Piazza Pulita” su La7 la stampa di 5-6 milioni di tessere, che arriveranno direttamente a casa di chi usufruirà del “più grande investimento sul capitano umano“. Il ministro poi ha aggiunto che non si correrà il rischio di alimentare il lavoro nero poiché “le persone saranno impegnate per tutta la giornata e quindi non ce ne sarà il tempo“. La distanza da casa per le offerte di lavoro, spiega ancora Di Maio, non sarà definita per “raggio di chilometri” ma “in macroaree.

Il Vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio Credits: Wikipedia

7. Venerdì 23: Assaltato il consolato cinese in Pakistan

I separatisti dell’Esercito di liberazione del Baluchistan hanno rivendicato un assalto di stamane al consolato cinese di Karachi, in Pakistan. Il gruppo ha diffuso le foto di tre miliziani su Twitter.
Durante l’attacco sono morti due poliziotti e i tre assalitori-hanno riferito le forze dell’ordine chiarendo che i membri del consolato sono al sicuro.
I terroristi sono arrivati al consolato a bordo di un’auto ed hanno iniziato a sparare contro il personale della sicurezza, ma non sono riusciti a raggiungere gli uffici dei diplomatici e dello staff, e tutti i cittadini cinesi sono salvi, ha riferito il capo delle operazioni.

Una strada di Karachi Credits: Wikipedia

8. Sabato 24: Gilet gialli a Parigi sugli Champs Elysees

E’ guerriglia nel centro di Parigi, dove la polizia respinge centinaia di gilet gialli che hanno invaso la zona vietata degli Champs-Elysees, con lacrimogeni, getti d’acqua e granate assordanti al fine di disperdere i manifestanti. Ingenti i danni all’arredo urbano su quella che i parigini definiscono “la strada più bella del mondo” dove alcuni ‘casseur‘ hanno divelto sampietrini con sbarre di ferro per lanciarli contro la polizia. Stando a informazioni raccolte sul posto dalla tv BFM, insieme a questi “almeno un centinaio di esponenti dell’estrema destra” è presente sulla parte più bassa degli Champs-Elysees, verso la Concorde.

Secondo il ministero dell’Interno francese ci sarebbero 8.000 manifestanti a Parigi, 5.000 dei quali si sono diretti nella zona vietata dalla prefettura attorno agli Champs-Elysees, mentre in tutta la Francia ci sarebbero 23.000 manifestanti. Una cifra in netto ribasso rispetto ai 282.000 di una settimana fa, quando è iniziata la manifestazione contro il caro-carburante sembrano determinati a non accettare l’offerta delle autorità di manifestare a Champ-de-Mars, il grande spazio vicino alla Tour Eiffel.

Il bilancio della settimana di manifestazioni è di 2 morti e 620 feriti fra i manifestanti e 136 feriti fra i poliziotti.

I “Gilet Gialli” in Francia Credits: Wikipedia

9. Sabato 24: L’ISIS attacca in Cirenaica, 5 morti

Un gruppo di uomini armati ha attaccato un commissariato a Tazirbu, in Cirenaica, uccidendo 5 persone tra civili e poliziotti. Il commando ha anche rapito alcune persone prima di fuggire, come riferiscono un testimone e un medico dell’ospedale locale, secondo il quale il gruppo che ha condotto l’attacco aveva le caratteristiche dei combattenti dello Stato Islamico.

Credits: Wikipedia

10. Sabato 24: Il cambiamento climatico costerà miliardi a economia USA

Un rapporto dell’amministrazione Trump rileva che, se non si agirà immediatamente, entro il 2100 il cambiamento climatico potrà costare all’economia americana centinaia di miliardi di dollari. In forte contrasto con le dichiarazioni del presidente Trump, nel rapporto si legge: “Il cambiamento climatico sta trasformando dove e come viviamo e presenta sfide crescenti alla salute, alla qualità della vita e all’economia“. Inoltre, pur non offrendo soluzioni pratiche, viene evidenziata la necessità di agire in fretta, poiché più si aspetta, più salgono i costi, già elevati. Infatti, a distanza di pochi anni, le morti legate al riscaldamento globale costeranno 141 miliardi di dollari, mentre i costi per far fronte all’innalzamento del livello del mare e per le infrastrutture saranno pari a 118 e 32 miliardi.

Il riscaldamento globale e il conseguente scioglimento dei ghiacciai Credits: Wikipedia

Be the first to comment

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: