24 novembre/1 dicembre- Una settimana in 10 notizie

Quella appena trascorsa è stata una settimana parecchio movimentata da eventi come il test missilistico di Pyongyang e le nuove indiscrezioni sul Russiagate, oltre all’attacco terroristico sventato nella cittadina tedesca di Potsdam. Vediamo con Una settimana in 10 notizie questi e gli altri eventi più importanti degli ultimi sette giorni.

  1. Domenica 26 – Non si calmano le proteste in Pakistan

Il Pakistan non vive una situazione facile: in tutto il Paese il movimento sunnita Tehreek-i-Labaik Rasool Allah ha dato il via ad una serie di proteste per richiedere le dimissioni di Zahid Hamid, ministro della Giustizia. Nell’area denominata Faizabad Interchange sono intervenute le forze dell’ordine in tenuta anti-sommossa per porre fine ai sommovimenti e i manifestanti hanno risposto con lancio di pietre all’uso di gas lacrimogeni e proiettili di gomma delle forze del’ordine. Un agente della polizia è rimasto ucciso negli scontri, si contano circa 100 feriti e più di 350 arrestati.

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2. Lunedì 27 – Il via libera dell’UE al glifosato

Il Comitato d’appello dell’Unione Europea  riunito in data 27 novembre ha deliberato l’autorizzazione all’uso del glifosato per altri 5 anni, con 18 Paesi a favore, 9 contro ed 1 astenuto. È la conferma dell’influenza delle multinazionali che hanno spinto perché l’uso venisse consentito, in quanto il glifosato è un erbicida utilizzato tantissimo nel settore agricolo, nonostante l’OMS abbia rilevato una correlazione tra questa sostanza e lo sviluppo di tumori. L’Italia, insieme alla Francia, è stata una dei pochi grandi Paesi ad aver votato contro, a differenza dei paesi del nord Europa.

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3. Lunedì 27 – La minaccia di Teheran all’Europa

Il messaggio del vice capo delle Guardie rivoluzionarie iraniane Hossein Salami è stato forte e chiaro: se l’Europa minaccerà Teheran, i pasdaran aumenteranno la  portata dei missili iraniani oltre i 2.000 km. Hossein ha dichiarato che, se l’Europa vorrà diventare una minaccia, si potrebbero prendere seri provvedimenti, aggiungendo che “aver mantenuto la portata dei missili a 2.000 km è una nostra scelta strategica, non una mancanza di tecnologie”. Parole forti, che ancora una volta espongono l’Europa a possibili risvolti critici.

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4. Martedì 28 – La sfida della Corea del Nord agli Usa

Secondo le analisi del Pentagono, la Corea del Nord avrebbe lanciato un missile balistico intercontinentale, che ha volato per mille chilometri prima di schiantarsi nel Mar del Giappone. Si tratta del primo test missilistico dopo quasi  3 mesi. Per Kim Jong-Un questo è l’ennesimo tentativo di ottenere il rispetto internazionale tramite il riconoscimento della Corea come potenza nucleare. Kim non intende dichiarare guerra agli Stati Uniti, ma impedire a Washington di sferrare un attacco preventivo. L’ambasciatrice Onu americana Nikki Haley però, durante il Consiglio di sicurezza sulla Corea del Nord, ha dichiarato che “ora la guerra è più vicina” e il presidente statunitense Donald Trump ha comunicato che nuove sanzioni saranno imposte.

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5. Mercoledì 29 – Il suicidio in diretta di Praljak

Slobodan Praljak, ex comandante delle milizie croato- bosniache, si è suicidato il 29 novembre ingerendo  del veleno dopo aver ascoltato la sentenza del Tribunale internazionale dell’Aja, che lo aveva condannato a 20 anni di carcere per i crimini commessi durante la guerra in Jugoslavia. L’ex leader militare si è dichiarato in disaccordo con la sentenza proclamata dal giudice Carmel Agius e, dichiarando di “non essere un criminale di guerra”, ha ingerito il contenuto di una boccetta che ha dichiarato fosse veleno. Il giudice ha immediatamente sospeso il processo e ha chiamato un’ambulanza. Stando alle tv croate, Praljak è morto poche ore dopo in ospedale.

Credits: Wikipedia

6. Giovedì 30 – Dietro la politica di Erdogan

Dalle inchieste condotte negli ultimi due anni è affiorato il possibile coinvolgimento del presidente turco Recep  Tayyip Erdogan nelle manovre di riciclaggio di denaro che avrebbero permesso all’Iran di aggirare le sanzioni internazionali imposte dagli Stati Uniti, che vietavano la compravendita iraniana in quasi tutti i settori del commercio. Secondo Reza Zarrab, il magnate dell’oro turco ma con origini iraniane, Erdogan avrebbe autorizzato operazioni miliardarie tra Iran e Turchia per trasgredire i divieti che Washington aveva imposto a Teheran.Tuttavia giovedì il presidente turco avrebbe negato ogni possibile coinvolgimento e il suo portavoce ha parlato di un complotto contro il presidente. Ciò potrebbe avere conseguenze rilevanti nei rapporti tra Usa e Turchia.

Credits: US Embassy Ankara

7. Giovedì 30 – Le conseguenze della Brexit

Secondo indiscrezioni riportate dal Telegraph e dal Financial Times si sarebbe raggiunto un accordo che stabilisce che la Gran Bretagna dovrà versare 65 miliardi di euro nelle casse dell’Unione Europea quale risarcimento per i trattati firmati fino al 2020, che non verranno rispettati vista l’imminenza della Brexit. Rimangono ora da definire le questioni circa il passaggio di persone e merci tra Irlanda e Irlanda del Nord e la condizione dei cittadini europei nel Regno Unito. Già lo scorso anno l’ex cancelliere Osborne aveva previsto la possibilità di un conto molto salato da pagare e se le cifre dovessero essere quelle stimate sarebbe un duro colpo per le casse britanniche.

Credits: Max Pixel

8. Venerdì 1 – Possibile svolta sul Russiagate

Continuano le indagini sul Russiagate: l’ex consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, Michael Flynn, si è dichiarato colpevole di aver mentito circa i suoi contatti con la Russia. Flynn avrebbe ammesso di aver rilasciato dichiarazioni false sul suo incontro con l’ambasciatore russo negli Stati Uniti, Kislyak, su indicazione di un “funzionario importante” della Casa Bianca, che intanto prende le distanze sulla vicenda. L’ex consigliere però si è dichiarato pentito e pronto a testimoniare contro il presidente, in un processo che vedrebbe coinvolti anche Jared Kushner, genero di Trump, e McFarland, secondo le fonti Washington Post, Cnn e Nbc.

Michael Flynn Credits: Flickr

9. Venerdì 1 – Pacco bomba al mercatino di Natale di Potsdam

E’ stato rinvenuto un pacco sospetto intorno alle 14.30 del 1 dicembre nel mercatino di Natale di Potsdam, la capitale del Land del Brandeburgo, in Germania. Le forze dell’ordine hanno immediatamente evacuato l’area e la polizia di Potsdam ha confermato che il pacco conteneva effettivamente un ordigno, che gli artificieri hanno disinnescato fuori dalla città. Un episodio simile accadde circa un anno fa in circostanze simili, ma quella volta era stato il mercatino di Natale di Berlino ad assistere all’attacco terroristico di matrice jihadista che provocò 12 morti. A questo si aggiungono decine di episodi minori che alzano il livello di allerta in Germania.

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10. Venerdì 1 – Abdicherà l’imperatore giapponese

Shinzo Abe, primo ministro giapponese, ha dichiarato che il 30 Aprile 2019 l’imperatore giapponese Akihito abdicherà, dopo una decisione presa in comune accordo tra l’imperatore e il governo. Si tratta della prima abdicazione dopo oltre 200 anni in quella che è considerata la più antica famiglia imperiale del mondo, l’imperatore cederà il posto al suo figlio maggiore, il principe Naruhito. Già lo scorso anno Akihito aveva espresso la sua volontà di abdicare in favore di suo figlio in quanto l’avanzare dell’età gli impediva il pieno svolgimento delle funzioni.

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