25 maggio/1 giugno – Una settimana in 10 notizie

A pochi giorni dall’inizio della temuta sessione estiva universitaria, anche questa domenica vi raccontiamo cosa è successo durante la settimana appena trascorsa. Gli irlandesi si sono recati alle urne per il referendum sull’aborto, mentre in Italia un susseguirsi di colpi di scena politici si sono susseguiti innalzando alle stelle lo spread. Un nuovo allarme attentato è scoppiato a Liegi, in Belgio, e Rajoy, primo ministro spagnolo, è stato sfiduciato. Tutto questo e molto altro in quest’ultima edizione della rubrica Una settimana in 10 notizie. Dopo tutti questi mesi trascorsi assieme per raccontare e cercare di capire il mondo in cui viviamo, vi diamo appuntamento a ottobre.

Buona estate!

1. Venerdì 25: L’Irlanda dice sì all’aborto

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                                                                                                                                                                                     credits: Flickr

Dopo il referendum sui matrimoni gay, l’Irlanda torna al voto: questa volta, a essere messo in discussione, è l’articolo 8 della Costituzione, che riguarda l’aborto. In vigore dal 1983, questo sancisce il divieto di abortire anche in casi limite come lo stupro o l’incesto, fatto salvo il caso che a rischio ci sia la vita della donna: eccezione resa possibile da una legge del 2013 (Protection of Life during Pregnancy Act) approvata solo dopo la morte, nel 2012, di una donna cui era stato rifiutato l’aborto. Un acceso dibattito che vede i 3,2 milioni di irlandesi che si sono recati alle urne spaccati tra Pro-Life e Pro-Choice, di cui è portavoce il neo-insediato premier, Leo Eric Varadkar, che ribadisce come la vita della madre vada preservata, essendo la priorità. Il 66,4% dei votanti si è espresso per l’abolizione delle restrizioni in materia di interruzione di gravidanza.

2. Sabato 26: Il Real Madrid vince la Champions League, tra lacrime di gioia e di addio

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                                                                                                                                                                                                         Credits: Facebook

Il Real Madrid di Zinedine Zidane vince, per la terza volta di fila, la Champions League, dando spettacolo allo Stadio Olimpico di Kiev. Davanti alle lacrime di un Liverpool non troppo fortunato, il dream team osannato dalla stampa nazionale ed estera porta a casa la sua tredicesima Coppa dei Campioni. Una notte da ricordare, con la spettacolare rovesciata di Bale, autore di una doppietta, ma che lascia anche l’amaro in bocca, dovuto alle dichiarazioni di un divorzio” tra la squadra e CR7; momenti da ricordare ma anche da dimenticare, come l’infortunio al 30° dell’attaccante Salah e le criticatissime due papere di Karius.

3. Lunedì 28: Conte rinuncia all’incarico di formare il governo

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                                                                                                                                                  credits: Wikipedia

Con la prima rinuncia di Conte all’incarico di premier, sono iniziate ore drammatiche per la storia della Repubblica italiana, entro una parentesi lunga 83 giorni senza la formazione di alcun governo dal giorno delle elezioni. È il periodo più lungo mai intercorso. Giuseppe Conte, incaricato di formare il nuovo governo, ha rinunciato dopo un’ora di faccia a faccia con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il nodo della crisi politica è stato un nome, quello di Paolo Savona, indicato come futuro ministro dell’economia, il quale non ha superato l’esame del Colle, non essendo riuscito a sciogliere i dubbi sul suo antieuropeismoSubitanea la reazione di Di Maio (M5S) e Salvini (Lega), il primo parlando di un veto dettato da pregiudizi, il secondo invece puntando il dito verso “certi poteri forti” ai quali il nome dell’economista cagliaritano non andava a genio.
Intanto Mattarella convocava, per formare un ipotetico governo tecnico, Carlo Cottarelli, economista ed ex commissario della spending review di  Enrico Letta nel 2013.

4. Martedì 29: La Libia tornerà al voto

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                                                                                                                                                                     Fayez al-Sarraj, credits: Flickr

Si è conclusa la conferenza internazionale voluta da Macron a Parigi dove si è delineato un accordo storico che potrebbe portare la Libia a nuove elezioni, libere e pacifiche (sanzionando chi non rispetta questi due aspetti), previste per il 10 dicembre. Peccato che l’intesa non sia stata firmata. Un vertice che aveva come obiettivo la normalizzazione della situazione nel paese nordafricano. Si sono confrontati i quattro personaggi più rappresentativi del Paese, faccia a faccia. Fayez al-Sarraj, primo ministro internazionalmente riconosciuto, il generale Khalifa Haftar, a capo dell’autoproclamato Esercito nazionale libico, il presidente della Camera dei Rappresentanti di Tobruk, Aguila Salah Issa, e il rappresentante del Consiglio di Stato, Khaled al-Mishri. L’accordo stabilirebbe che entro il 16 settembre dovrebbe essere approvata una legge elettorale e dovrebbe essere elaborata la nuova costituzione, che verrebbe approvata dopo il voto, il quale è previsto per il 10 dicembre. In tale data dovranno svolgersi sia le presidenziali che le parlamentari, tutte nello stesso giorno. L’accordo è il tentativo di fare un passo per riunificare Tripolitania e Cirenaica dopo la morte di Gheddafi.

5. Martedì 29: Ancora tensioni tra Israele e Gaza

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                                                                                                                                                            credits: Twitter

28 colpi di mortaio da parte della Jihad islamica di Gaza con Israele che, schierando carri armati lungo il confine, risponde alle prime luci dell’alba con missili e bombardamenti. Pochi giorni fa la Siria aveva sganciato delle bombe su Israele, ferendo 6 cittadini dando vita a un’offensiva che media israeliani hanno definito uno dei più consistenti attacchi palestinesi degli ultimi anni. Il ministro della Difesa Lieberman ha così ordinato il lancio della controffensiva al confine, annunciando poi su Twitter: “Israele ha massicciamente e potenzialmente attaccato tutte le infrastrutture terroristiche di Gaza (…) e che non ha intenzione di continuare come al solito, limitandoci a contenere questi eventi”. Sempre in mattinata, Jonathan Conricus, portavoce dell’esercito dello Stato Ebraico, ha affermato che i bombardieri hanno colpito oltre 35 obiettivi militari appartenenti ad Hamas e alla Jihad islamica, la quale, sempre secondo le sue dichiarazioni, è ideologicamente orientata e finanziata dall’Iran. Una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU è stata prevista per la giornata di mercoledì 30, previo l’aggravarsi della situazione.

6. Martedì 29: Allarme terrorismo in Belgio, a Liegi

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Credits: Wikipedia

Ancora una volta in Belgio si uccide in nome di Allah ed è subito allarme terrorismo. La mattina del 29 maggio a Liegi sono morte due poliziotte e una passante durante una sparatoria. L’assassino, prima di essere ucciso dalle forze dell’ordine, ha urlato “Dio è grande. Armato, questi ha accoltellato le due agenti che lo avevano fermato a un posto di blocco, prima di sparare con la pistola di una di loro di cui si era impossessato: è rimasta uccisa dai colpi di pistola anche un’automobilista che si trovava nei pressi. Secondo la procura belga ci sono “elementi che vanno nella direzione di un attentato terroristico, e l’uomo, appena uscito di prigione, viene identificato nel 33enne Benjamin Hermann, ritenuto soggetto pericoloso poiché in contatto con nuclei radicalizzati. La situazione è ora nelle mani dell’antiterrorismo.

7. Martedì 29: Spread ai massimi storici e l’accusa di Oettinger

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                                                                                                                                                                   Credits: twitter

Lo spread, cioè la differenza di rendimento tra i titoli di stato italiani e quelli tedeschi, ha raggiunto i massimi storici dal 2013, toccando quota 320, con i mercati che chiudono con 303 punti e un cambio euro-dollaro circa a 1,16. Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco ha affermato che il tutto è dovuto alla “preoccupazione per le vulnerabilità finanziarie, pubbliche e private e dalla sfiducia reciproche che aleggiano nei mercati. Su questi fatti si innesta l’affermazione del commissario europeo al bilancio Gunther Oettinger, che in un tweet ha scritto “i mercati insegneranno agli italiani a votare nella maniera giusta”. Un commento che avrebbe voluto essere anti-populismo, ma che ha scatenato lo sdegno di Junker, che lo ha definito sconsiderato, oltre che lo sdegno patrio.

8. Mercoldì 30: Repressione nel sangue della protesta in Nicaragua

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                                                                                                                                                                        Credits: Wikipedia

Si è chiusa in un bagno di sangue la marcia contro il governo di Ortega in Nicaragua: 11 morti e 74 feriti, questo è il bilancio della repressione. Quella organizzata a Managua dalle madri dei nicaraguesi uccisi nelle proteste che si susseguono dal 18 aprile è stata la più grande manifestazione di piazza che si sia mai avuta nel paese negli ultimi 30 anni. Si è trattato di un corteo, pacifico, lungo 5 km che ha sfilato per il centro. Ma è quando i manifestanti stavano tornando a casa che gruppi irregolari pro governativi sono usciti allo scoperto e hanno iniziato a sparare sulla folla.

9. Giovedì 31: Giuseppe Conte è il nuovo Presidente del Consiglio italiano

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                                                                                                                                                          credits: Facebook (profilo Giuseppe Conte)

È ufficiale: habemus governum. Conte sarà il presidente del Consiglio; vicepresidenti Luigi Di Maio e Matteo Salvini, rispettivamente ai Ministeri del Lavoro e degli Interni. Rispunta il nome di Paolo Savona, che è stato nominato per ricoprire il ruolo di Ministro degli Affari Europei, mentre al Ministero dell’Economia, ci sarà Giovanni Tria, presidente della Scuola Nazionale dell’amministrazione e professore ordinario di economia politica all’Università di Tor Vergata a Roma. Dopo ben 88 giorni di crisi politica, l’Italia avrà la sua XVIII legislatura, dopo il giuramento alle 16.00 del 1° giugno. Nonostante le riserve interne ed estere Conte si dice sicuro e afferma che questo “non sarà un governo debole”.

10. Venerdì 1 giugno: Spagna: sfiduciato Rajoy, il Paese nella mani di Sanchez

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                                                                                                                                                     credits: Facebook (profilo Pedro Sanchez)

Dopo lo scandalo di corruzione che ha investito alcuni personalità del Partito popolare di cui l’ormai ex premier spagnolo Mariano Rajoy fa parte, una fascia di oppositori ha presentato una mozione di sfiducia nei suoi confronti. Con 180 voti favorevoli su 350 viene sfiduciato il governo popolare di Mariano Rajoy, che sarà sostituito dal governo del socialista Pedro Sanchez, contro il quale hanno votato solo Ciudadonos di Rivera e il Partito Popolare del presidente uscente. Occhi puntati sul tipo di governo che verrà messo in piedi: monocolore o di coalizione con Podemos, e sulla durata. Sanchez ha promesso ai baschi di rispettare la Finanziaria e al governo catalano invece di “dialogare” nel periodo durante il quale si impegnerà a restituire “stabilità” alla Spagna, per poi convocare nuove elezioni.

 

 

 

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