25 marzo, giornata europea

La giornata di sabato 25 marzo non è stata protagonista solamente per la celebrazione del 60° anniversario dei Trattati di Roma avvenuta in Campidoglio e il rinnovato auspicio di reciproca collaborazione tra i Capi di Stati dei 27 paesi europei, ma anche per lo straordinario successo della Marcia per l’Europa, la manifestazione pro-europea organizzata dal Movimento Federalista e dalla Gioventù Federalista Europea, insieme ad altre associazioni politiche, civili e culturali di vario genere.

Cittadini, forze politiche e sociali si sono ritrovate nelle piazze e nelle strade per rilanciare il sogno di unità europea e la pace che essa rappresenta: una pace che mai in si è vista durare così a lungo su un continente storicamente dilaniato da violente guerre. A sventolare le bandiere blu a stelle gialle c’era chi rivolge il proprio sguardo al futuro e al progresso, prendendo distanza dall’Europa di oggi che fin troppo spessa viene additata (a volte anche giustamente) come gabbia burocratica e tecnocrate.

Una presenza tanto numerosa, visto che si parla di almeno 6.000 persone se non di più, determinata e unita nei tanti colori che hanno riempito Piazza Bocca della Verità e animato il corteo. Una presenza che ha lasciato stupefatti non solo i media, come dimostrano molti articoli apparsi sui grandi quotidiani europei nonostante che in Italia non si sia voluto parlarne troppo se non quasi nulla, ma anche coloro che avevano preso parte alle altre manifestazioni, anti-europeiste, che si sono ritrovati contandosi a poche centinaia. Anche coloro che sono intervenuti sul palco, per l’occasione intitolato “For a Federal Europe!”, sono rimasti basiti dalla fortissima partecipazione: 30 interventi che hanno visto insieme sindacati, europarlamentari, partiti italiani e non (applauditissimo un indipendentista scozzese), movimenti giovanili, associazioni delle istituzioni locali e rappresentanti di una galassia di organizzazioni pro-europee, oltre che esponenti della società civile che a breve lanceranno “Civico Europa”, una piattaforma online che cercherà di riavvicinare in modo innovativo i cittadini alle istituzioni europee.

Ma è stata soprattutto la risposta dei giovani quella più impressionante: ad arrivare fino davanti al Colosseo sono stati i liceali e gli universitari da tutta Europa che si sono ritrovati a cantare insieme, nella stessa lingua, quella della speranza per un futuro migliore, fatto di rispetto della democrazia e dei diritti umani e civili. Una gran voglia di cambiamento forse un po’ disillusa dal contenuto poco incisivo della Dichiarazione firmata dai Capi di Stato al Campidoglio, nella quale non si parlava affatto di Europa “a due velocità”, che poteva essere la chiave di volta per una profonda azione riformatrice, ma solo di grandi principi che spesso non vengono rispettati, soprattutto in paesi come l’Ungheria o la Polonia. Un impegno poco credibile forse anche a causa dei prossimi appuntamenti elettorali in Germania e in Francia, i due principali partner dell’Unione Europea, nei quali i cittadini decideranno anche che volto dare all’Unione nel futuro prossimo.

About Daniel Baissero 5 Articles
Classe 1992, laureato triennale in Scienze Politiche presso l'Università degli Studi di Trieste e ora impegnato nell'avventura della laurea magistrale, vivo a Gorizia. Sono grande appassionato di tutto ciò che riguarda la società, dall'attualità all'arte in tutte le sue forme, dalla politica allo studio del comportamento umano. Mi piace scrivere, cercando di indagare con occhio critico le varie esperienze che vivo durante la mia quotidianità, divisa tra una voglia innarrestabile di viaggiare e un profondo attaccamento alla storia e alla cultura della mia terra.

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