27 aprile/4 maggio – Una settimana in 10 notizie

La settimana appena trascorsa ha visto succedersi una serie di eventi di grande peso per la politica internazionale e interna: in primis l’incontro storico tra i leader delle due Coree, con buoni segnali di dialogo, seguito dalle accuse israeliane nei confronti dell’Iran; poi la mancata nomina del neo eletto presidente armeno Pashinyan e la conferma di Abu Mazen alla guida dell’OLP. In Italia intanto continuano le discussioni per la formazione di un governo, mentre le elezioni in Friuli Venezia-Giulia sono state vinte da Massimiliano Fedriga. Questo e molto altro in “Una settimana in dieci notizie”.

1. Settimana – Incontro tra i presidenti delle due Coree: segnali di distensione sul fronte estremo-orientale

Venerdì 27 aprile ha avuto luogo lo storico incontro tra i presidenti delle due Coree Kim Jong-Un e Moon Jae-Jin. L’incontro ha visto i due presidenti impegnati in una azione diplomatica di dialogo per la prima volta nella storia dalla divisione delle due Coree sul 38° parallelo nel 1953. Al centro delle trattative il tema della denuclearizzazione, un processo che ambedue i presidenti si sono detti orientati a portare a termine. Un ulteriore passo in avanti verso il processo di pacificazione è stato fatto nei giorni seguenti, con la dichiarazione da parte di Kim Jong-Un di voler chiudere a maggio il sito per i test nucleari di Seoul, in maniera pubblica e trasparente, con un processo supervisionato da USA e Corea del Sud. Infine è ufficiale l’accordo che ristabilisce la comunanza del fuso orario tra le due nazioni, in vigore dal 5 maggio.

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2. Domenica 29 – Duplice attentato in Afghanistan rivendicato dall’Isis

Kabul è stata scossa da due attentati a breve distanza: una prima esplosione, causata da una moto bomba guidata da un attentatore kamikaze nell’area di Shashdarak, nella cosiddetta Green Zone; la seconda esplosione, a distanza di qualche decina di minuti, sarebbe stata provocata da un secondo attentatore suicida accorso a piedi, e mirava, secondo quanto riportato da media internazionali (cfr Ansa), a colpire reporter e soccorritori accorsi pochi minuti dopo l’attentato. Le vittime in totale sarebbero 29, tra i quali 9 giornalisti, mentre 49 sarebbero i feriti.

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3. Domenica 29 – Elezioni in Friuli Venezia-Giulia:  successo del centrodestra

Lo spoglio elettorale delle elezioni regionali in Friuli Venezia-Giulia si è concluso: è Massimiliano Fedriga, candidato del centrodestra, a vincere la competizione per la presidenza della regione. Il neo governatore, che è anche segretario regionale per la Lega in Friuli, ha ottenuto il 57,1% dei voti, di cui il 35% attribuiti alla Lega e il 12% a Forza Italia. Crolla il Movimento 5 Stelle, che ottiene il 7,2% dei voti, mentre il PD conferma la percentuale ottenuta in occasione delle recenti politiche ottenendo il 18,39%, mentre l’intera coalizione di centrosinistra ha raggiunto il 26,8%. Il neo governatore ha dchiarato dopo il successo: Risultato impensabile,  la Lega ha avuto la più alta percentuale della storia. Speriamo che serva anche a Roma“.

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4. Lunedì 30 – Israele accusa Teheran: “L’Iran vuole 5 bombe atomiche come Hiroshima”

L’accusa rivolta dal premier israeliano Netanyahu all’amministrazione di Teheran è pesante: Israele sostiene infatti di essere entrato in possesso di un dossier che attesterebbe la volontà iraniana di dotarsi di almeno cinque ordigni nucleari dello stesso calibro di quello sganciato si Hiroshima nel 1945. Teheran starebbe quindi trasgredendo quanto pattuito nel 2015 con le potenze occidentali, quando si era stabilita una graduale sospensione delle sanzioni nei confronti dell’Iran in cambio di un maggiore controllo occidentale all’interno del settore della produzione nucleare (in particolare doveva essere concesso l’accesso atutti i siti “sospetti“, anche quelli militari). L’azione israeliana viene esaltata dal presidente Netanyahu comeuno dei maggiori successi di intelligence che Israele abbia mai conseguito”. Per l’analisi dettagliata, vedi qui.

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5. Martedì 1 – Trump concede altri 30 giorni all’UE sui dazi

Il presidente americano Donald Trump ha annunciato la proroga delle trattative con Unione Europea, Canada e Messico sui dazi su carbone e acciaio. La messa in atto dei dazi era stata precedentemente prevista per il 1° maggio. La Casa Bianca ha inoltre affermato che all’interno della trattativa punterà a limitare l’import e a tutelare la sicurezza nazionale.

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6. Mercoledì 2 – Attentato in Nigeria, 28 i morti

Per la seconda volta in sei mesi la città di Mubi, nel nord della Nigeria è stat colpita da un attentato terroristico all’interno di una moschea. Diversi testimoni affermano di aver visto un uomo con una pettorina imbottita di esplosivo entrare nella moschea al momento della preghiera pomeridiana; a seguire due deflagrazioni distinte. I morti sono 28, mentre nel precedente attentato di sei mesi fa erano stati 50. Primo sospetto di responsabilità è il gruppo terrorista islamico Boko Haran.

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7. Mercoledì 2 – Bocciato Pashinyan: Armenia senza Primo Ministro

Nikol Pashinyan non ha ricevuto l’approvazione e la fiducia dell’Assemblea Nazionale armena per la nomina a Primo Ministro della Nazione. Al “candidato del popolo“, come definito dai media armeni, è sfuggita la nomina per una manciata di voti (6, per la precisione), a causa di una mancata approvazione del partito repubblicano armeno. L’elezione di Pashinyan era avvenuta in seguito alle dimissioni del precedente premier Serzh Sargyan, causate dalla serie di proteste scoppiate lo scorso 13 aprile. Sargyan, dopo dieci anni alla presidenza del Paese, aveva tentato una manovra di accentramento di potere sulla figura del Primo Ministro, candidandosi successivamente alla guida del governo. L’azione era stata aspramente contestata dal partito Yelk (Via d’uscita) guidato proprio da Pashinyan.

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8. Settimana – Il punto sulla situazione politica italiana

Dopo il fallimento della trattativa PD-M5s, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha indetto un nuovo giro di consultazioni che si terranno nel solo giorno di lunedì 7 maggio, in cui verranno concessi 20 minuti a ciascuna delegazione. Nel caso non si arrivasse ad una soluzione definitiva, il Presidente ha dichiarato di voler affidare l’incarico ad una figura di mediazione che porti alla formazione di un governo tecnico. Matteo Salvini nel frattempo si dice disposto a qualunque cosa pur di garantire un governo al Paese, ripropone la possibilità di disporre un tavolo di trattativa con i pentastellati, “un governo con scadenza a dicembre“, e chiede un pre-incarico di Governo. Inoltre il leader del Carroccio si è opposto alla possibilità di formazione di un governo tecnico. Al contrario, il Movimento 5 Stelle è sempre più proiettato verso la conclusione di qualsiasi trattativa per un governo di “tregua” e sembra puntare al ritorno al voto. Luigi Di Maio ha infatti dichiarato “al voto il prima possibile” definendo chiunque sosterrà un governo tecnico su proposta di Mattarella “traditore del popolo“. La direzione del PD ha nel frattempo votato all’unanimità la relazione del reggente Maurizio Martina, in cui i punti principali risultano essere un no deciso a sostenere un governo guidato dai 5 stelle oppure dal centrodestra, con un atteggiamento aperto e costruttivo nei confronti delle proposte di Mattarella.

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9. Venerdì 4: Abu Mazen confermato alla guida dell’OLP

Il Consiglio Nazionale Palestinese ha indicato e confermato Abu Mazen alla guida del Comitato esecutivo dell’OLP e alla Presidenza dello Stato di Palestina. Il Consiglio ha inoltre ribadito la volontà palestinese di trovare una soluzione per quanto riguarda i confini di Stato, con il ripristino delle frontiere del 1967, Gerusalemme est capitale e il ritorno e il reintegro dei profughi.

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10. Venerdì 4 – Incidenti sulla striscia di Gaza, 431 i feriti

Alcune centinaia di dimostranti palestinesi hanno sfondato la protezione del valico di Kerem Shalom, principale punto di ingresso attraverso Gaza per le merci palestinesi, ed hanno dato alle fiamme diversi pacchi di documenti all’interno degli uffici dell’Autorità Nazionale palestinese e israeliana. I militari israeliani li hanno poi respinti con l’utilizzo cospicuo di gas lacrimogeni. Il ministero della sanità locale riferisce che i feriti a causa delle fiamme del gas sono 431.

credits: rian.com.ua

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