28 aprile/5 maggio – Una settimana in 10 notizie

La settimana appena conclusa è stata ricca di notizie rilevanti, dall’accusa italiana ad Amazon alle dimissioni del premier ceco, passando per l’intesa in Libia, l’ultimo dibattito prima del ballottaggio in Francia e l’annuncio di Buckingham Palace. E ancora il destino dell’Obamacare negli Stati Uniti, l’offensiva indiana in Kashmir, la legge sulla legittima difesa in Italia, il provvedimento in Georgia che acconsente alle armi nei campus universitari e l’inchiesta avviata da Putin in Cecenia.  Tutto nella nuova edizione della rubrica Una settimana in 10 notizie.

  1. Venerdì 28 aprile – L’Italia ha accusato Amazon

Dopo alcune indagini della Procura di Milano, la Guardia di Finanza italiana ha accusato il colosso dell’e-commerce Amazon di aver evaso le tasse per un totale di 130 milioni di euro tra il 2009 e il 2014. L’azienda ha risposto alle accuse dicendo di aver sempre pagato quanto dovuto in tutti i Paesi in cui è operativa e, per l’Italia in particolare, ha dichiarato di aver investito 800 milioni di euro a partire dal 2010, dando lavoro a più di duemila persone. In precedenza, anche Google e Apple sono stati accusati dalla Guardia di Finanza italiana di evasione fiscale.

  1. Martedì 2 maggio – Si è dimesso il premier della Repubblica Ceca

Il premier socialista Bohuslav Sobotka ha annunciato le sue dimissioni dopo aver spiegato di non volere le responsabilità di un governo in cui il Ministro delle Finanze – Andrej Babis – è accusato di frode fiscale e non vuole dimettersi. Entro la metà di maggio Sobotka dovrà presentare le dimissioni ufficiali al Presidente Milos Zeman, facendogli avere anche un piano di risoluzione per la crisi legata allo scandalo e agli affari non trasparenti di Babis. La Repubblica Ceca è, quindi, nel pieno di una crisi politica: in caso di future elezioni, i sondaggi prevedono una svolta a destra, nonostante sia uno dei Paesi membri dell’Unione Europea e della NATO in cui si riscontra una crescita economica e un basso tasso di disoccupazione.

  1. Mercoledì 3 maggio – Intesa tra Sarraj e Haftar in Libia

Ad Abu Dhabi si è giunti ad un’intesa tra il premier libico Fayez Al Sarraj e il generale Khalifa Haftar , la quale prevede nuove elezioni entro marzo 2018, lo scioglimento di tutte le milizie irregolari, la gestione dei rifugiati e la lotta contro il terrorismo. Nel frattempo verrà costituito un governo d’unità. L’accordo prevede la “formazione di un consiglio di presidenza dello Stato” composto dal “presidente del parlamento di Tobruk Aghila Saleh”, dal “presidente del governo di intesa nazionale Sarraj” e dal “comandante dell’esercito Haftar”, ha dichiarato su Twitter l’emittente Al ArabiyaI media arabi stanno decisamente considerando l’intesa storica, poiché rappresenta i primi passi per una distensione tra le parti volta alla stabilizzazione del Paese.

  1. Mercoledì 3 maggio – Dibattito tra Macron e Le Pen

Mercoledì sera su TF1 e France2 è andato in onda il dibattito televisivo tra i due candidati che andranno al ballottaggio domenica 7 maggio: Marine Le Pen, leader del partito di estrema destra Front National e Emmanuel Macron, leader del partito centrista En Marche!. Le opinioni generali dopo il dibattito sono state molto negative: è stato definito aggressivo, violento, lontano dalla politica, fatto di interruzioni, accuse e volgarità. I giornalisti moderatori, Christophe Jakubyszyn e Nathalie Saint-Cric, stati definiti incapaci di mediare e portare la discussione sui veri temi del dibattito. I due candidati hanno parlato per quasi tre ore di politica estera, Europa, immigrazione ed economia. Nonostante l’incontro abbia rappresentato una caduta di stile per entrambi, Macron è risultato vincente.

  1. Giovedì 4 maggio – Il principe Filippo si è ritirato a vita privata

La mattina del 4 maggio tutto lo staff di Buckingham Palace è stato convocato d’urgenza dal segretario della Regina: ai domestici non sono stati subito resi noti i motivi dell’incontro, suscitando non poche preoccupazioni sulla salute della Regina. Nella tarda mattinata è arrivato un annuncio, ben diverso da quello che tutti si aspettavano: il principe Filippo si ritirerà da ogni tipo di impegno pubblico in autunno, mentre la Regina Elisabetta ha confermato tutti i suoi incarichi. Un sospiro di sollievo non solo per la Gran Bretagna ma anche per tutto il resto del mondo, che ha pensato subito al peggio. Il quotidiano Sun ha anche pubblicato un articolo in cui dichiarava la morte del principe.

  1. Giovedì 4 maggio – La Camera statunitense ha abrogato l’Obamacare

La riforma sanitaria dell’ex presidente Obama è stato sempre uno dei punti focali del programma di Trump. La Camera statunitense ha approvato la legge che abroga alcuni punti importanti dell’Obamacare, che verranno poi sostituiti da un piano sulla salute ideato dal partito repubblicano, ufficialmente noto come American Health Care Act. La riforma repubblicana cancellerà l’obbligo di avere un’assicurazione sanitaria individuale, il Medicaid – provvedimento a favore dei più poveri -, l’obbligo per i datori di lavoro di fornire un’assicurazione sanitaria ai dipendenti. Le compagnie potranno scegliere arbitrariamente di aumentare i costi dei pacchetti. Il piano sanitario ora deve passare per il Senato e alcune fonti riferiscono che non è ovvia l’approvazione.

  1. Giovedì 4 maggio – Offensiva indiana in Kashmir

Le forze militari indiane hanno iniziato un’offensiva nei confronti dei militanti in Kashmir e il generale dell’esercito indiano Bipin Rawat ha dichiarato che lo scopo dell’offensiva era quello di riportare la regione sotto il controllo indiano e che, data l’impossibilità di catturare i ribelli, spera in uno scontro a fuoco. Da aprile, infatti, in Kashmir sono esplose numerose proteste e rivolte contro la polizia da parte dei cosiddetti “separatisti”, i quali lottano contro l’occupazione e la repressione da parte dell’India. La settimana scorsa, per la prima volta, anche molte studentesse si sono unite alla protesta armate di pietre al grido di “vogliamo la libertà.

  1. Giovedì 4 maggio – La Camera italiana ha approvato una legge sulla legittima difesa

Con 225 voti a favore, 166 contrari e 11 astenuti, la Camera del Parlamento italiano ha approvato la legge sulla legittima difesa. Il testo prevede la giustificazione in caso di aggressione in casa, negozio o ufficio di notte, sottolineando però la necessità di proporzione tra offesa e difesa, come nella legge precedente. Tra le varie ambiguità una ha suscitato forti dubbi: la difesa è legittima solo nella fascia oraria dalle 21 di sera fino alle 6 del mattino. Nel caso in cui la legittima difesa non sia punibile, tutte le spese processuali saranno a carico dello Stato. L’approvazione ha generato non poco caos in parlamento tra tutti i partiti, portando a scontri verbali tra maggioranza e opposizione. Anche al di fuori del mondo politico sono state espresse molte opinioni, perlopiù di condanna nei confronti di una legge che consente, senza troppi giri di parole, di sparare per difendersi, per assurdo solo in determinate ore, legittimando quindi il possesso di armi e chiudendo entrambi gli occhi sul diritto alla vita.

  1. Venerdì 5 maggio – Sì alle armi nelle università in Georgia

Il governatore della Georgia Nathan Deal ha firmato un provvedimento che entrerà in vigore dal 1 luglio e che autorizza tutti gli studenti universitari ad entrare armati nei campi universitari. Il provvedimento stabilisce soltanto che le armi saranno bandite in alcune aree come i dormitori e le aule e che dovranno essere tenute nascoste, punto che l’anno scorso ha fatto declinare la legge allo stesso Nathan Deal. La Georgia è il secondo stato ad aver legalizzato l’uso delle armi nei campus dall’inizio dell’anno, mentre dal 2007 tra gli Stati che hanno adottato il provvedimento ci sono Arkansas, Texas, Colorado, Idaho, Kansas, Mississippi, Utah, Wisconsin e Oregon. La legge ha suscitato ampie proteste da parte dei rettori e dei leader dei movimenti studenteschi.

  1. Venerdì 5 maggio – Putin avvia un’inchiesta in Cecenia

La cancelliera tedesca Angela Merkel aveva, nei giorni passati, fatto pressione sul presidente russo affinché avviasse un’inchiesta sulle violenze perpetrate ai danni degli omosessuali in Cecenia e si preoccupasse della tutela e del rispetto dei loro diritti. Putin ha dichiarato che parlerà personalmente con il procuratore generale e con il ministro dell’interno al fine di collaborare al fianco di Tatyana Moskalkova al Cremlino. Le autorità cecene, intanto, continuano a negare ogni forma di violenza nonostante i fatti siano ormai sotto gli occhi di tutto il mondo e nonostante le dichiarazioni di alcuni omosessuali fuggiti a Mosca. Il giornale indipendente Novaia Gazeta ha pubblicato un’inchiesta a fine marzo secondo la quale le autorità cecene abbiano arrestato più di un centinaio di omosessuali e abbiano incitato le loro famiglie ad ucciderli per “depurarli”.

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