29 novembre: Dan Republike, il giorno della Repubblica jugoslava

L'emblema della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia (credits: Wikipedia)

Il 29 novembre era per i popoli jugoslavi un giorno di grande festa, la Dan Republike. Si ricordavano, infatti, due avvenimenti importanti della loro storia: la seconda seduta plenaria dell’AVNOJ (Consiglio Antifascista di Liberazione Popolare della Jugoslavia)  nel 1943 e la prima seduta della Costituente jugoslava del 1945.

29 novembre 1943: nasce la Federazione Democratica di Jugoslavia

Per quanto riguarda la Conferenza dei rappresentanti di Unione Sovietica, Inghilterra ed America si suppone che sarà posta in discussione anche la questione jugoslava.
Il Consiglio Antifascista della Jugoslavia, di Croazia e Slovenia, e lo Stato Maggiore della Lotta di Liberazione Jugoslava e  del Movimento di Liberazione Jugoslavo mi hanno incaricato come plenipotenziario di rendervi noto quanto segue:

Primo: noi non riconosciamo ne’ il governo jugoslavo ne’ il re che si trovano all’estero, visto che essi da  due anni e mezzo ed anche tutt’oggi aiutano i collaborazionisti dell’invasore nonché il traditore Draza Mihajlovic, e per questo sono responsabili di tradimento verso i popoli jugoslavi.

Secondo: noi non permetteremo che costoro tornino nella Jugoslavia, visto che questo significherebbe la guerra civile.

Terzo: noi lo dichiariamo in nome della stragrande maggioranza del popolo, che vuole una repubblica democratica, basata sui comitati popolari di liberazione.

Quarto: L’unico potere legale è il potere  del popolo – al giorno d’oggi questo sono i comitati popolari di liberazione capeggiati dei consigli antifascisti.

La stessa dichiarazione sarà consegnata anche  alla missione inglese che si trova presso il nostro Stato Maggiore.
Il generale inglese già ci ha fatto capire che il governo inglese non insisterà troppo sul re e il governo in esilio.

Questo è il telegramma che Tito spedì a Mosca nell’ottobre del 1943 affinché fosse letto da Vyacheslav Molotov, commissario per gli affari esteri sovietico, Anthony Eden, ministro degli esteri britannico e Cordell Hull, ministro degli esteri americano, ma il messaggio non fu messo all’ordine del giorno. Intanto però, il Comitato Centrale del PCJ (Partito Comunista di Jugoslavia) decise di convocare l’AVNOJ (Consiglio Antifascista di Liberazione Popolare della Jugoslavia) per riuscire a prendere le decisione necessarie per la costituzione di un governo temporaneo in Jugoslavia.

I delegati dell’AVNOJ: giunsero a Jajce, città della Bosnia dove risiedeva il quartier generale di Tito per discutere tre importanti decisioni: la destituzione del governo del re come rappresentante del regno jugoslavo,  la creazione di un governo provvisorio e il divieto di tornare in Jugoslavia da parte di Re Pietro II Karađorđević. Queste direttive dovevano essere inoltrate al Komintern, ma si omise che l’AVNOJ sarebbe stata l’artefice del processo di transizione al nuovo governo. Il documento fu trasmesso a Mosca e cominciò la grande seduta plenaria nella sala dell’ex società ginnica Sokol, distrutta dai partigiani durante un attacco ma poi ricostruita e divenuta Casa della Cultura. Cominciò così la prima riunione che durò solamente una notte.

Se la prima seduta fu significativa, la seconda fu un evento cardine per la Jugoslavia durante la Seconda Guerra Mondiale. Il 29 novembre fu creato il Comitato Nazionale e furono votate le proposte della prima seduta. Inoltre, si proclamò che qualunque fosse stato l’assetto -monarchico o repubblicano- del Paese, la Jugolavia sarebbe stata costituita su base federale. Sul telegramma spedito a Mosca, si aggiungeva: il movimento di liberazione nazionale raduna nella maniera più larga possibile componenti di tutti i gruppi democraticii lavori della Seduta plenaria si sono trasformati  in una manifestazione della profonda unità e fratellanza di tutti i popoli della Jugoslavia. Nasceva la Federazione Democratica di Jugoslavia. Negli stessi giorni gli Alleati erano riuniti a Teheran e riconobbero i partigiani di Jugoslavia come Esercito di Liberazione.

Proclamazione dell’AVNOJ di quella che poi sarebbe diventata la Repubblica Federale di Jugoslavia. (credits: Wikipedia)

29 novembre 1945: la Repubblica  Socialista Federale di Jugoslavia

Esattamente due anni dopo la seduta dell’AVNOJ, il 29 novembre 1945 fu proclamata la Repubblica Popolare Federale di Jugoslavia. Alle elezioni per l’assemblea costituente seguì la promulgazione della Costituzione nel 1946. Ma quali erano i caratteri fondamentali della Repubblica jugoslava? Cosa la distingueva dal Regno dei Serbi Croati e Sloveni del 1918? Sicuramente le scelte di Tito influenzarono molto l’assetto del Paese. Intanto, si sottolineavano  la fratellanza dei “popoli costituenti”, fondamento anche dell’assemblea di Jajce. Inoltre, la rottura tra Stalin e Tito sarà alla base della determinazione nazionale, socialista, diversa dalle direttive di Mosca. Mentre la Jugoslavia dei  Karađorđević faceva prevalere un popolo sugli altri, la Repubblica Federale di Tito era espressione di un popolo coeso e uguale: ai sei Paesi, infatti, erano concesse una maggiore autonomia e la sovranità.

Il 29 novembre diventò la Dan Republike, la giornata della Repubblica Federale: i bambini non andavano a scuola, le fabbriche rimanevano chiuse ed era il momento da dedicare alla famiglia. Inoltre, si uccideva il maiale –sviniokolj- da condividere per ricordare la nascita della Jugoslavia di Tito. Per una società tradizionalista come quella jugoslava era un avvenimento molto importante. Con l’acuirsi della crisi e con la morte del Maresciallo, la Dan Republike perse il valore iniziale.

La musica può aiutare a comprendere questo processo: nel 1987 il gruppo Zabranjeno Pušenje scrisse la canzone Dan Republike, per testimoniare la perdita di significato e la difficile situazione economica e politica nel paese. La sua pubblicazione fu accompagnata da forti critiche, e da una parziale censura che li costrinse a modificare alcune strofe. La  canzone  vede la rappresentazione del contrasto tra i ricordi dei vecchi  della resistenza, della guerra, della sofferenza ma anche lo slancio della resistenza mentre ormai i giovani non capiscono il significato vero di questo giorno di festa.

Dan Republike non era solamente un giorno di festa, era l’emblema della Jugoslavia unita, coesa e vincitrice, che usciva dalla Seconda Guerra Mondiale sapendo di poter avere un ruolo all’interno del continente. Con i decenni e poi inesorabilmente con la morte di Tito, le divisioni interne riemersero e costituirono il vero problema della Federazione. Già nel 1989 Croazia e Slovenia abolirono la festività. Una frattura troppo profonda attraversava i Balcani, portando alla disgregazione.

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Studentessa di Scienze Internazionali e Diplomatiche, sono appassionata di storia ma soprattutto di storie. Adoro leggere, specialmente in lingua originale. Amante appassionata di teatro, seguo la stagione del Teatro Verdi di Gorizia.

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