13/20 gennaio – Una settimana in 10 notizie

“We will make America great again” prometteva The Donald alla folla adulante dei suoi sostenitori solamente qualche mese fa, durante la campagna presidenziale. Dall’altra parte dell’oceano, con maggior compostezza, Theresa May assicurava “Brexit means Brexit” al momento dell’insediamento al numero 10 di Downing Street. La settimana appena trascorsa ha inaugurato la resa dei conti: Trump e May, durante la cerimonia di insediamento il primo e in una conferenza stampa la seconda, hanno esposto i piani per dare concretezza alle istanze che il popolo ha votato. Anche il leader turco Erdoğan, dopo l’approvazione del parlamento, aspetta il responso popolare per trasformare il paese in una repubblica presidenziale. E poi Medio Oriente, Africa e la nostra Italia dilaniata dalle forze della natura vi raccontano la settimana, nell’edizione odierna di “Una settimana in 10 notizie”.

1. Domenica 15 – Sabato 21: La Turchia si avvia a diventare una repubblica presidenziale

Il parlamento turco ha discusso e approvato il progetto di revisione costituzionale che trasformerà il Paese da repubblica parlamentare a presidenziale. I 18 articoli del testo sono stati votati favorevolmente da 339 membri su 550, non raggiungendo la quota dei due terzi necessaria per rendere immediatamente efficace la legge. Sarà dunque un referendum popolare a sancire le sorti della futura Turchia e del suo presidente Recep Tayyip Erdoğan.

erdogan

  1. Domenica 15: Conferenza di pace sul Medio Oriente a Parigi

    Su pressione del governo parigino, si è svolta nella capitale francese una conferenza sul Medio Oriente per porre le basi di una duratura pacificazione fra israeliani e palestinesi. 75 Paesi all’appello ma non le due parti in causa. Il meeting giunge dopo la recente approvazione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU (quindi senza veto statunitense) della risoluzione 2334 che condanna gli insediamenti israeliani a Gerusalemme Est. La decisione ha fomentato l’astio e i risentimenti della leadership israeliana verso l’Occidente, acutizzati dalla conferenza. Il primo ministro Netanyahu ha infatti accusato Parigi di associarsi alla causa palestinese e ha definito inutile il tentativo promosso da Hollande. [Per l’analisi dettagliata della Conferenza leggi qui]

    conferenza di pace

  2. Martedì 17: Bilancio tragico per l’errato bombardamento di un campo profughi in Nigeria

    Un jet militare nigeriano ha bombardato un campo dove avevano trovato rifugio migliaia di sfollati interni: alcune fonti parlano di addirittura 100 morti, altre di circa la metà e moltissimi feriti. Il campo profughi si trova nel nord-est del Paese, vicino al confine con il Camerun, dove l’esercito della Nigeria sta combattendo contro il gruppo di estremisti islamisti di Boko Haram e ha ricevuto le coordinate sbagliate per localizzare i bombardamenti.
    nigerian bombimg

  3. Martedì 17: Antonio Tajani è il nuovo presidente del Parlamento europeo

    Dopo due mandati, il tedesco Martin Schulz ha lasciato la presidenza del Parlamento europeo al sostituto neo-eletto, l’italiano Antonio Tajani. Il nome di Tajani è risultato vincente al quarto scrutinio, battendo al ballottaggio Gianni Pittella. Il nuovo presidente appartiene al Partito Popolare Europeo ed è riuscito a raggiungere la nomina grazie all’alleanza con ALDE. A partire dal 1994, è stato eletto in quasi tutte le legislature del Parlamento europeo e ha ricoperto il ruolo di Commissario europeo per i trasporti e per l’industria e l’imprenditoria. Ora che tutti i vertici comunitari sono occupati da appartenenti al PPE, alcuni prospettano verrà meno la storica intesa con i socialisti, altri sostengono che il compromesso risulterà necessario per portare avanti le politiche europee.
    tajani

  4. Martedì 17: Theresa May annuncia il piano per la Brexit

    “Brexit means Brexit” aveva sottolineato il primo ministro inglese, al momento dell’assunzione dell’incarico. Questa settimana, in una conferenza organizzata alla Lancaster House, ha enunciato chiaramente come il Regno Unito intenderà muoversi: l’uscita dal Mercato Unico porterà ad una partnership economica con l’Unione Europea più equa, costruttiva e vantaggiosa per entrambe le parti. Sarà assicurato il controllo dell’immigrazione per garantire, prima di tutto, l’interesse nazionale. May si è dichiarata infine pronta a stringere accordi commerciali ben oltre i confini del Vecchio Continente, a suggello della tradizionale vocazione globale britannica.

brexit

  1. Martedì 17: A Mosca si concretizzano le speranze per un governo di unità nazionale palestinese

    Tre giorni di colloqui nella capitale russa hanno portato all’accordo tra i palestinesi di Al Fatah e quelli del partito rivale Hamas, con la partecipazione anche dei rappresentati dei gruppi più radicali, al fine di formare un governo di unità nazionale. L’intesa prevede che il presidente palestinese Abu Mazen avvierà una serie di consultazioni a questo scopo. Il Cremlino si conferma ancora una volta assoluto mediatore nella regione mediorientale, sostituendosi al ruolo che un tempo era in mani statunitensi.

Abu Mazen

  1. Mercoledì 18 – Venerdì 20: Centro Italia flagellato dal sisma e dal gelo

    Sono state registrate tre forti scosse sismiche di magnitudo superiore al 5 nelle zone marchigiane ed abruzzesi già devastate dal terremoto degli scorsi mesi. La situazione si è ulteriormente aggravata a causa delle abbondanti nevicate che hanno rallentato le procedure di soccorso. Solamente nella giornata di venerdì sono stati portati in salvo cinque dei superstiti rimasti intrappolati nell’hotel Rigopiano, nel pescarese, su cui è crollata una slavina. I soccorritori continuano a lavorare perché risultano dispersi altri ospiti.

italy

  1. Mercoledì 19 – Venerdì 20: Jammeh non vuole lasciare il posto al neo-eletto presidente Barrow

    Il dittatore del Gambia Yahya Jammeh, al potere da 23 anni, nella giornata di venerdì sembra finalmente aver posto fine all’estenuante braccio di ferro con il presidente eletto Adama Barrow e gli Stati africani limitrofi che premevano affinché presentasse le dimissioni e si accordasse per una pacifica successione. Jammeh non si era dimesso nonostante la scadenza dell’ultimatum dato dal Senegal e Barrow era stato costretto a prestare giuramento nell’ambasciata del Gambia in Senegal. Non avendo ancora lasciato il paese, si teme che Jammeh non dia credito alle promesse fatte: truppe dell’Africa Occidentale restano stanziate alla frontiera con il Senegal e il popolo continua a fuggire dal Paese.

    Adama Barrow

  2. Mercoledì 18 – Venerdì 20: IS viene sconfitto a Mosul est ma distrugge l’anfiteatro romano di Palmira

    Nella giornata di mercoledì, l’esercito iracheno ha ripreso il controllo della zona orientale di Mosul, roccaforte irachena del califfato. Si prepara l’attacco alla parte ovest, ancora saldamente controllato dai miliziani.
    In Siria, essi si sono macchiati di “un nuovo crimine di guerra”, come lo ha definito la direttrice generale dell’Unesco Bokova, distruggendo l’anfiteatro romano di Palmira, sito archeologico e patrimonio dell’umanità riconquistato dallo Stato Islamico lo scorso dicembre.

    Palmira

  3. Venerdì 20: Donald Trump si insedia alla Casa Bianca

Al Campidoglio di Capitol Hill è avvenuto il passaggio di consegne fra il presidente USA uscente Barack Obama e il successore eletto Donald Trump. Con il giuramento solenne, Trump ha assunto ufficialmente il ruolo di 45esimo presidente degli Stati Uniti d’America. Il discorso tenuto sulla scalinata della sede del Congresso ha ripreso i toni e i temi che lo hanno portato a vincere la corsa elettorale. Ha definito la giornata dell’insediamento come un evento epocale, che inaugura la nuova era in cui il potere ritornerà nelle mani del popolo, togliendolo all’establishment tradizionale. Ha ribadito le promesse isolazioniste della sua campagna elettorale, per garantire in primis l’interesse nazionale e rendere di nuovo l’America forte. Ha suggellato la necessità di passare immediatamente all’azione con la firma del primo decreto esecutivo, che inaugura lo smantellamento progressivo della riforma sanitaria voluta da Obama.

inauguration day

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