24/31 marzo – Una settimana in 10 notizie

Gli occhi di tutta l’Europa sono stati puntati sulle manifestazioni per i sessant’anni dai Trattati di Roma e l’inizio della Brexit, ma questa settimana nel mondo è accaduto molto altro, come un colpo di stato in Venezuela e varie proteste in Uruguay e in Puglia contro il TAP. Inoltre, l’ex presidente della Corea del Sud è stata arrestataIsraele ha sfidato ancora la Palestina con la costruzione di una nuova colonia nei territori palestinesi e Trump ha smantellato i progetti di Obama per la lotta contro il riscaldamento globale.

Queste e altre sono le notizie che abbiamo ritenuto più importanti questa settimana: le trovate riassunte in quest’edizione di Una settimana in 1o notizie.

  1.  Sabato 25 – Sessant’anni dai Trattati di Roma

Nella Capitale si sono svolte le manifestazioni per celebrare i sessant’anni dei Trattati di Roma. Firmati il 25 Marzo 1957, essi sancirono la nascita della CEE, ovvero la Comunità Economica Europea, base dell’attuale Unione Europea. All’anniversario, celebratosi il 25 marzo presso Palazzo dei Conservatori, ovvero nella stessa sala dove i sei paesi fondatori firmarono i trattati, hanno presenziato i leader di 27 delle nazioni dell’UE, tutte tranne il Regno Unito. I rappresentanti hanno firmato la Dichiarazione di Roma, un impegno decennale in materia di integrazione europea. Inoltre, nel corso della giornata si sono svolte numerose manifestazioni organizzate da gruppi diversi: sia gli europeisti più convinti che i più euroscettici hanno riempito le strade della città.

Trattati di Roma

2. Martedì 28 – Trump ha cancellato le politiche di Obama sul clima

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo chiamato Energy Indipendence, il quale ha eliminato buona parte dei provvedimenti adottati dalla precedente amministrazione per quanto riguarda il cambiamento climatico. L’ordine esecutivo ha cancellato il Clean Power Plan, voluto da Obama per finanziare il passaggio a fonti di energia rinnovabili e ridurre le emissioni di anidride carbonica del 32% entro il 2030 (rispetto al 2005), con l’obiettivo di soddisfare l’accordo sul clima stretto a Parigi nel dicembre 2015. L’idea di Trump, invece, è quella di puntare ulteriormente sullo sfruttamento dell’industria locale del carbone, per creare nuovi posti di lavoro e far arrivare gli Stati Uniti all’indipendenza energetica.

trump

3. Martedì 28 – La Scozia verso un altro referendum?

Nel 2014 si era tenuto un primo referendum popolare con il quale la Scozia avrebbe potuto uscire dal Regno Unito, ma il 55% degli elettori aveva votato per rimanere legato al governo di Londra. Ora il Parlamento scozzese ha approvato la richiesta del primo ministro scozzese Nicola Sturgeon di organizzare un secondo referendum. Tuttavia, prima di poter andare alle urne, sarà necessario negoziare con il governo inglese tale possibilità. Questa settimana Sturgeon presenterà una richiesta formale a May affinchè il parlamento scozzese riceva i poteri necessari ad organizzare una seconda consultazione popolare, la quale dovrebbe tenersi nella primavera del 2019.

PRESS ASSOCIATION Photo/ Danny Lawson/PA Wire

4. Martedì 28 – Proteste contro il TAP in Puglia

La costruzione del TAP, ovvero un gasdotto che dovrebbe arrivare dall’Albania sulle coste della Puglia, sta incontrando moltissime opposizioni da parte di manifestanti nella provincia di Lecce. La materia di discussione sono circa 200 ulivi, i quali dovranno essere temporaneamente rimossi per permettere lo svolgimento dei lavori iniziati il 28 marzo. Una volta richiusi gli scavi del TAP le piante saranno riposizionate. Tuttavia, ci sono stati degli scontri tra polizia e manifestanti, i quali temono che la rimozione anche solo temporanea degli ulivi porterebbe al loro irrimediabile danneggiamento, ritenendo che il TAP stesso danneggerebbe il territorio. Non sono solo i manifestanti ad opporsi al progetto: anche diversi comitati locali, il M5S e il presidente della regione Puglia Michele Emiliano hanno criticato la costruzione del TAP.

TAP

5. Mercoledì 29 – La Brexit ha ufficialmente avuto inizio

L’ambasciatore inglese presso l’UE ha consegnato al presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk la lettera contenente la richiesta formale per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Il testo, scritto dal primo ministro inglese Theresa May, fa riferimento al referendum popolare tenutosi il 23 giugno scorso, dove aveva prevalso il fronte del leave, e alla votazione parlamentare tenutasi il 16 marzo, la quale aveva avuto lo stesso risultato. May ha fatto inoltre appello all’articolo 50 del Trattato di Lisbona, che descrive il procedimento da seguire nel caso in cui una nazione desiderasse uscire dall’Unione Europea. Ora, come previsto dallo stesso articolo 50, il Regno Unito ha due anni per riscrivere gli accordi con le nazione facenti parte dell’Unione e portare a termine la cosiddetta Brexit.

[Potete trovare un articolo a riguardo qui.]

Per “Brexit” s’intende il risultato positivo conseguente al referendum sulla recessione del Regno Unito dall’Unione europea

6. Mercoledì 29 – Colpo di stato in Venezuela

Il parlamento monocamerale venezuelano è stato privato del suo potere. La decisione è stata presa dal Tribunale Supremo di Giustizia, che si è auto-attribuito il potere legislativo, prima prerogativa  del Parlamento. Il Tribunale è controllato dal governo ed è vicino al presidente Maduro, mentre il Parlamento è composto prevalentemente da membri delle opposizioni. Il Tribunale ha giustificato tale atto incolpando il Parlamento di aver mantenuto degli atteggiamenti ostili nei confronti delle decisioni dell’organo giuridico e del presidente. Tuttavia, la situazione è stata ribaltata sabato 1 aprile, dal momento che la Corte Suprema ha restituito i poteri al Parlamento, in seguito alla richiesta fatta da Maduro per mantenere la stabilità istituzionale.

Nicolas Maduro, il presidente uscente del Venezuela

7. Giovedì 30 – Arrestata l’ex presidente della Corea del Sud

Park Geun-Hye era diventata capo di stato della Corea del Sud nel 2013, e nell’ultimo anno la sua carriera politica ha visto un momento veramente difficile: nel dicembre 2016 era stata sospesa dalle sue funzioni in seguito all’impeachment, per poi essere destituita all’inizio di marzo. Ora per Park Geun-Hye le cose si sono aggravate ulteriormente, poiché un Tribunale di Seoul ha disposto l’arresto della politica sessantacinquenne per corruzione e abuso d’ufficio. La donna dovrà passare in carcere fino a 20 giorni, tempo necessario agli investigatori per stabilire se le accuse corrispondano a realtà o se, al contrario, Gun-Hye è innocente.

park

8. Giovedì 30 – Autorizzata la costruzione di una nuova colonia in Cisgiordania

Le colonie in questione sono degli insediamenti israeliani in territorio palestinese. Erano oltre vent’anni che Israele non costruiva una di queste colonie, ma giovedì 30 il governo guidato da Benjamin Netanyahu ha deciso di procedere. La nuova comunità si chiamerà Geulat Zion e troverà posto accanto ad un altro insediamento israeliano in Palestina, Shilo. La decisione del primo ministro israeliano deriva da una promessa fatta mesi fa agli abitanti di Amona, che avevano dovuto lasciare l’area in seguito ad una decisione della Corte Suprema.

Benjamin Netanyahu, dal 2009 alla guida d’Israele

9. Venerdì 31 – Fine della crisi tra Malesia e Corea del Nord

Tutto aveva avuto inizio lo scorso 13 febbraio, quando Kim Jong-nam, il fratellastro del dittatore nordcoreano Kim Jong-un, era stato assassinato a Kuala Lumpur. La situazione tra i due paesi nell’ultimo periodo è stata parecchio tesa: entrambi avevano espulso gli ambasciatori dell’altra nazione e impedito ai cittadini appartenenti alla stessa di lasciare i propri confini. La situazione si è risolta dopo che Malesia e Corea del Nord hanno trovato un accordo per riportare il corpo di Kim Jong-nam in patria. Anche i nove cittadini malesi trattenuti in Corea hanno fatto ritorno a casa.

kim jong un

10. Sabato 1 – Incendio nel Parlamento del Paraguay

Dal 1992, quando il Paraguay è passato dall’ essere una dittatura all’essere una repubblica presidenziale, la Costituzione prevede che il mandato del presidente duri cinque anni e che egli non sia rieleggibile. Ora il partito del presidente Horacio Cartes è riuscito a far approvare un emendamento costituzionale che permetterà al capo di stato di candidarsi per un secondo mandato. I manifestanti stavano protestando contro questa decisione quando alcuni di loro si sono introdotti nel palazzo del Parlamento, che ha sede ad Asunción, e hanno innescato un incendio dando fuoco ad alcuni uffici. Secondo le autorità ci sarebbero circa trenta feriti e un uomo sarebbe stato ucciso durante un’irruzione della polizia nella sede del maggior partito d’opposizione.

Paraguay

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