Nicolò Carboni: tra meme su Facebook e eurocrazia

Durante la conferenza d’apertura del forum Europe2Day organizzato da MFE Gorizia è intervenuto Nicolò Carboni, amministratore della pagina Facebook da quasi 80.000 likes “Gli Eurocrati“. Sconfinare gli ha fatto qualche domanda riguardo l’Unione Europea, la politica e i meme.

Ciao Nicolò. Parlaci un po’ di te: cosa hai studiato? Di cosa ti occupi adesso?

Ciao, grazie mille per l’intervista. Ho studiato, abbastanza malamente a dire il vero, Economia all’Università di Pavia ma ho cominciato molto – forse troppo – presto a lavorare al Parlamento Europeo, prima come stagista di una deputata bergamasca, poi per il Partito Democratico. Sono a Bruxelles da ormai otto anni.

Come è nata l’idea della pagina “Gli Eurocrati“?

Mah, è nata un po’ per caso, un po’ per sano cazzeggio. Ero a Bruxelles con alcuni amici, tra cui i fondatori della famosa pagina Facebook L’Apparato. Abbiamo provato a immaginare qualcosa di simile che fosse però basata sull’Europa e da lì sono partiti Gli Eurocrati. Diciamo che forse siamo pure stati fortunati a intercettare un momento buono per parlare di Europa.

Credi che l’eurocrazia, da intendere come burocrazia dell’Unione Europea, sia un limite per lo sviluppo e la crescita dell’Unione?

In realtà credo che la burocrazia, a qualsiasi livello, dal comune, allo stato, all’Unione Europea sia forte solo quando la politica è debole. Lo scontro fra politica e tecnocrazia esiste solo in qualche narrazione poco realistica e quando ci sono poche idee da mettere sul tavolo. Quello che serve è un nuovo rapporto fra politica e burocrati e la capacità dei politici di recuperare una certa autorevolezza rispetto agli eurocrati.

Ci sentiamo spesso ripetere che noi giovani siamo disinteressati alla politica. Pensi che fare politica sui social tramite meme sia un modo per renderla più vicina alle nuove generazioni e “più accessibile”?

In parte sì, in parte rischia di semplificare troppo discorsi complessi. I meme e la comunicazione vanno bene fino a un certo punto ma le discussioni serie non sono roba da social network. Facebook e compagnia privilegiano per ovvi motivi i toni più accesi. Di certo sono strumenti che vanno esplorati ma memizzare la politica significa creare Donald Trump.

È più difficile per un italiano fare carriera nell’UE rispetto a chi proviene dagli altri Stati Membri secondo te?

Non credo, l’accesso ai concorsi è standardizzato per tutti, forse c’è un piccolo vantaggio per i paesi di nuova adesione ma si parla di quote molto ridotte. Gli italiani sono sempre fra i più numerosi a partecipare e molti italiani hanno posti di assoluto rilievo in Commissione e Parlamento UE.

Cosa funziona e cosa non funziona secondo te in Europa?

Funzionano bene le materie su cui siamo più rodati, il mercato unico per esempio. Sul resto va fatto un balzo in avanti soprattutto sulla difesa comune e su una maggiore integrazione dell’area Euro. Servono gli eurobond, una vera unione fiscale e la creazione di un ministro del tesoro dell’Eurozona per tassare le multinazionali e lavorare a un nuovo modello di welfare europeo.

Gestire una pagina con questi numeri deve portar via molto tempo. Come riesci a coinciliare la tua vita lavorativa e non con questo utilizzo massiccio dei social?

In realtà non è così terribile! Basta organizzarsi, dopo un po’ le battute e i meme diventano quasi automatici, alcuni sono quasi di mestiere e vengono da soli, altri richiedono più tempo e uno sforzo diverso ma in generale la cosa veramente impegnativa è leggere e rispondere ai vari messaggi che arrivano.

La cosa più soddisfacente che vi è successa da quando avete aperto la pagina?

Sapere che viene letta e commentata anche ai piani alti di alcuni palazzi. Bruxellesi e Romani.

Un saluto e un augurio agli stagisti presenti e futuri?

L’augurio è che siate sempre austeri e non viviate mai al di sopra delle vostre possibilità come i laidi mediterranei.

Grazie Nicolò!

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