CIAK! Sconfinare: Sherlock, la quarta e (forse) ultima stagione

Spoiler alert:

se non avete mai visto le prime tre stagioni pentitevi e correte a guardarvele il più in fretta possibile. Da qui in poi l’articolo sarà zeppo di anticipazioni, quindi non dite di non essere stati avvisati.

Dove eravamo rimasti

La scorsa stagione ci aveva lasciato nel 2014 con il fiato sospeso: Sherlock Holmes su un aereo in partenza per una missione mortale nell’est Europa. Nel gennaio 2016, poi, la lunga pausa tra una stagione e l’altra era stata riempita con uno speciale ambientato in epoca vittoriana, al termine del quale Sherlock era stato riportato a casa in seguito alla riapparizione della sua nemesi, James Moriarty, sugli schermi di tutto il Regno Unito.

La quarta stagione

Se lo show in precedenza aveva sempre ricevuto delle recensioni estremamente positive, la quarta stagione ha spesso diviso le opinioni di fan e critici. Molti hanno trovato esageratamente inverosimili alcune parti della trama, in particolare per quanto riguarda la sorella Holmes segreta che appare nel terzo episodio, The Final Problem.

Il primo episodio si intitola The Six Thatchers, è scritto dal co-creatore Mark Gatiss e diretto da Rachel Talalay. La prima parte della puntata è piuttosto leggera: vediamo la nascita della figlia di John e Mary Watson e del nuovo – a tratti buffo – equilibrio che si è andato a formare tra i due e Sherlock. La signora Watson non si frappone tra i due amici, ma diventa parte integrante di un trio equilibrato e dinamico, diviso tra la risoluzione di casi e la cura della neonata Rosamund Watson. Tutto ciò precipiterà alla fine di questa, quando Mary morirà per salvare Sherlock da un colpo di pistola. Non solo John sarà distrutto dalla morte della moglie, ma si infurierà con l’amico, che aveva promesso di proteggerli ad ogni costo. Watson rifiuta (anche se solo temporaneamente) ogni tipo di contatto con Holmes. Qui abbiamo l’ennesima conferma di come Sherlock Holmes non sia più – e forse non sia mai stato – la macchina pensante, il sociopatico ad alta funzionalità che ha sempre millantato di essere. Egli è infatti profondamente provato dalla morte di Mary e cerca di riavvicinarsi a John.

Se la morte di Mary Morstan non è stata necessariamente una sorpresa (negli stessi racconti di Conan Doyle ad un certo punto la figura della moglie del Dottor Watson esce di scena), ha molto stupito il fatto che sia avvenuta così presto nel corso della stagione. Gli sceneggiatori hanno scelto di sorprendere il pubblico con un avvenimento improvviso e sconvolgente che, come ha dichiarato Moffat, rispecchia come le cose vadano nella vita reale.

“Mary’s been dead for 100 years so it’s hard to surprise people in those circumstances, So the only thing we could do was do it earlier than people thought. So that it would happen as wrenchingly and as horrifically as such things happen in real life, so that’s what we went for.” (Steven Moffat, co-creatore a Radio Times)

In ogni caso il primo dei tre episodi, che rimane forse il più “tradizionale” della stagione, ha una trama piuttosto lineare: un caso, Sherlock Holmes che indaga e un colpevole arrestato alla fine. Con “The Lying Detective”, invece, le vicende iniziano a complicarsi ed infittirsi. Scritto dal co-creatore Steven Moffat e diretto da Nick Hurran, il secondo episodio è considerato forse il più riuscito della stagione e ha ricevuto delle ottime recensioni. Sherlock e John non si parlano, il secondo è ancora infuriato e il primo si rifugia nelle droghe, come è sua abitudine di fronte a situazioni complicate. Nonostante ciò, per buona parte dei novanta minuti della puntata, Holmes agirà come una sorta di direttore d’orchestra, prevedendo le mosse di John, Molly, Mrs. Hudson e Culverton Smith, il villain della situazione.

Un ruolo fondamentale sarà ricoperto ancora una volta da Mary Watson che, conscia di essere in costante pericolo, aveva lasciato dei video a Sherlock per aiutarlo a “salvare” John. Questo conferma ancora una volta come il personaggio di Mary Watson sia veramente speciale: oltre ad essere una donna forte e indipendente, ha una sensibilità tale che le permette di cogliere particolari fondamentali che altri trascurano. Aveva compreso perfettamente di cosa Sherlock e John avessero bisogno per “ripartire”, su che cosa bisognasse far leva per farli riavvicinare. Nel momento del bisogno, infatti, il dottor Watson accorrerà in aiuto dell’amico. Sebbene il loro rapporto fosse incrinato, John non avrebbe mai permesso che Smith facesse qualcosa a Sherlock perché, in fondo, il legame tra i due era ancora forte. Nelle ultime scene Watson e Holmes si riappacificano definitivamente e c’è una vera svolta nella loro amicizia, un’apertura reciproca mai vista nelle tre stagioni precedenti, e Sherlock sembra più “umano” che mai.

Qui, tuttavia, arriva la parte davvero intricata e complessa: la donna con cui John ha chattato in realtà è la figlia di Smith (che aveva ingaggiato Sherlock in primo luogo per capire che cosa tramasse il padre), ma anche la sua nuova analista. Dietro alle tre diverse personalità si cela in realtà un membro segreto della famiglia Holmes: Euros, sorella minore di Sherlock e Mycroft. Intorno a questo personaggio sono stati sollevati moltissimi interrogativi, e non tutti hanno particolarmente apprezzato la scelta di Moffat e Gatiss, che hanno scritto a quattro mani The Final Problem.

È necessario citare alcuni momenti notevoli dell’episodio, ad esempio lo scherzo iniziale inscenato a spese di Mycroft o l’apparizione di James Moriarty sulle note di I Want to Break Free dei Queen, però in molti si sono lamentati per i cosiddetti plot holes, i “buchi nella trama”, che renderebbero incongruenti alcuni elementi della puntata. Per altri, invece, l’introduzione di un nuovo personaggio come Euros ha permesso di far luce su svariate questioni venute a galla nel corso delle scorse stagioni. La verità, probabilmente, sta come sempre nel mezzo: l’arrivo di Euros ci ha permesso di comprendere più a fondo alcuni aspetti del carattere dei fratelli Holmes, complicando allo stesso tempo la trama.

Alcuni interrogativi hanno avuto risposta e altri si sono appena formati. Quel che è certo è che in The Final Problem possiamo osservare come i personaggi si siano evoluti nel corso della serie e come abbiano raggiunto una nuova consapevolezza: Sherlock è distrutto dopo la telefonata a Molly Hooper e non agisce alla spalle di Mycroft per raggiungere Sherrinford, bensì coopera con il fratello per cercare di avere risposte. Anche se il momento che ha rubato a tutti un sorriso ebete è stato certamente quando Sherlock arriva a definire John come parte della sua famiglia.

Ed è una famiglia quella che vediamo nelle ultime scene: Watson e Holmes di nuovo al 221B di Baker Street con la piccola Rosamund. Gli autori hanno dichiarato che non sanno ancora se ci sarà una quinta stagione e che allo stesso tempo si potrebbero considerare soddisfatti con il lieto fine che abbiamo avuto con questa quarta stagione. Per il momento c’è solo da aspettare e sperare che, nella loro corsa all’Oscar, Benedict Cumberbatch e Martin Freeman trovino il tempo per tornare in qualche studio gallese della BBC a girare una nuova stagione della serie che ha fatto impazzire il mondo.

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