“La Magnifica dell’Harem”: una figura ignota dietro la grandezza dell’Impero Ottomano

Istanbul. Credits: Pixabay

La Magnifica dell’Harem è un romanzo di Isaure De Saint Pierre ambientato nella Istanbul del XVI secolo, dove si riscontra quel fascino e quella magia da “Mille e una notte” e dove vengono raccontati e descritti con grande fedeltà più di 50 anni di storia europea e mediorientale. Una storia vista soprattutto attraverso gli occhi di Rosselana, chiamata così a causa dei suoi lunghi capelli rossi colore del fuoco, detta anche “la Gioiosa” per la sua risata argentina che riecheggiava tra i campi della sua terra d’origine, la Russia, da cui fu brutalmente strappata alla tenera età di 15 anni per diventare una delle trecento donne dell’harem di Solimano il Magnifico.

Ogni qualvolta lo volesse, il Sultano camminava attraverso l’harem delle donne per sceglierne una che avrebbe dovuto trascorrere con lui una notte. L’eventualità di essere scelte dal sultano era, per le donne dell’harem, motivo di orgoglio, soprattutto se si pensa che talvolta alcune passavano la vita intera all’interno delle mura della fortezza senza avere mai “l’onore” di essere le predilette. Rosselana, però, che era di un’ineffabile bellezza e di un fascino quasi genuino, riuscì ad attirare subito l’attenzione del Sultano che rimase ammaliato dalla sua risata e la scelse per quella notte. La bramosa e ambiziosa Rosselana voleva essere molto più che un semplice momento ludico e passeggero per il sultano ed era consapevole che nella sola notte a lei concessa avrebbe dovuto stregarlo e legarlo a sé quanto poteva. Egli iniziò allora a sceglierla sempre più frequentemente fino a che non diventò la favorita tra tutte e successivamente, per l’unica volta nella storia dell’Impero, anche la consorte del Sultano, madre di una figlia e quattro figli e dunque la donna più potente dell’harem.

Rosselana. Author: Ismeretlen szerző. Credits: Wikimedia Commons

Essere la donna più autorevole dell’harem comportava inevitabilmente dei rischi come l’essere esposta alle gelosie, invidie e maliziosità delle altre abitanti dell’harem e non solo: anche gli alti funzionari dell’Impero si resero conto della forte influenza che Rosselana riusciva ad avere su Solimano. Tale, infatti, era il fascino che Rosselana esercitava sul Sultano da riuscire a indirizzarlo con maestria sulle decisioni da prendere in materia politica, strategica, militare di non poca rilevanza cosí come solo un Gran Visir sarebbe stato capace di fare. Nel libro sono frequenti i casi in cui il Sultano prende una decisione piuttosto che un’altra solo per compiacere la moglie: ordina, ad esempio, l’esecuzione di uno dei suoi più fedeli consiglieri solo perché Rosselana lo percepisce come un potenziale pericolo e vuole liberarsi di una figura che avrebbe potuto minare la sua posizione. L’utilizzo dell’aggettivo “Magnifica” nel titolo sembra voler suggerire una corrispondenza tra Rosselana e Solimano, detto appunto “Il Magnifico”, quasi a voler affermare che lei fosse la controparte maschile del Sultano.

Il caso di Hurrem la Gioiosa – questo l’altro nome di Rosselana – non fu, tuttavia, rarissimo: infatti, nonostante sia un fenomeno poco conosciuto a causa dei forti pregiudizi e stereotipi che circondano il mondo dell’harem e più largamente il mondo islamico, questo periodo fu anche conosciuto come “Sultanato delle donne”. Fu un’epoca in cui si distinsero alcune potenti figure femminili, madri di almeno un maschio, che non si accontentarono della posizione privilegiata che l’essere madre di un eventuale futuro Sultano comportava, ma vollero anche informarsi, conoscere, studiare, pianificare e avere quindi un ruolo di rilievo nella politica dell’Impero riuscendo, con grande abilità, a indirizzare le volontà politiche del Sultano nella direzione che più le aggradava.

Rosselana e il Sultano, Anton Hickel, 1780. Credits: Wikimedia Commons

Certamente non si può negare che l’Harem era ed è il luogo simbolo della segregazione e della subordinazione femminile per antonomasia, ma bisogna comunque disfarsi dell’idea tipicamente ottocentesca che vede l’harem solo come un luogo di orge in cui si consumavano i più bassi istinti maschili: è storicamente provato che alcune donne, chiamate Valide Sultan, riuscivano a influire sul mondo esterno in maniera rilevante, nonostante l’harem fosse un luogo anche geograficamente lontano dalla civiltà. La prima Valide Sultan fu proprio Rossellana che non a caso fu la consorte di quell’imperatore che riuscì a portare l’impero ottomano al suo massimo splendore: il regno di Solimano segnò infatti l’apogeo della potenza ottomana in Asia e in Europa e fu proprio con lui che cominciarono i primissimi rapporti diplomatici sotto forma di accordi commerciali e militari tra l’Impero turco e gli Stati europei. È proprio il caso di dire che dietro ogni grande uomo c’è sempre una grande donna.

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