Per un pugno di gas: la vicenda Saipem e lo stallo tra UE e Turchia

La nave Saipem 12000 presa a noleggio da Eni per le attività d’estrazione nel Mediterraneo orientale (Credits: Wikipedia)

L‘8 Febbraio Eni ha annunciato la scoperta di Calypso, una riserva di gas a largo delle coste sud-occidentali dell’Isola di Cipro. Venerdì notte navi militari turche hanno intercettato e bloccato la nave Saipem 12000 noleggiata dalla compagnia italiana Eni per effettuare le operazioni di valutazione e trivellazione nel Blocco 6 dell’area d’esporazione cipriota. Ad oggi siamo ancora di fronte ad una situazione di stallo diplomatico.

Tra mito e realtà

«Lei si recò dal magnanimo Odisseo, la ninfa possente/quando ebbe udito il messaggio di Zeus./Lo trovò seduto sul lido: i suoi occhi non erano mai asciutti di lacrime, passava la dolce vita/piangendo il ritorno, perché ormai non gli piaceva la ninfa/[…].Ritta al suo fianco gli parlò, chiara fra le dee:/
“Infelice, non starmi qui a piangere ancora, non rovinarti/la vita: ti lascerò andare ormai volentieri […]”.»

Il passo, tratto dall’Odissea di Omero, narra dell’amore non corrisposto della bella Calypso, nei confronti di Ulisse. Trattenuto controvoglia per 7 lunghi anni sull’Isola di Ogigia, l’eroe fu infine liberato dalla ninfa per ordine di Zeus in persona. Suscita simpatia come, a volte, la realtà decida di immedesimarsi nel mito ricalcandone le passioni, addirittura accentuandone gli stati d’animo. Accade così che Calypso è anche il nome del grande sito d’estrazione d’idrocarburi – e di gas in particolare – a largo delle coste cipriote. Un’area contesa tra Nicosia ed Ankara che ne rivendica il possesso in barba a quei tratti internazionali – Convenzione di Montago Bay del 1982 – che, a dire il vero, non ha mai firmato.

La storia è chiara: la Turchia rivendica per sé i diritti estrattivi, Cirpo ribatte che Calypso rientra nella sua ZEE (Zona Economica Esclusiva) e stringe accordi con Eni e Total per studiare, stimare ed eventualmente estrarre le risorse giacenti nel sito. Successivamente Eni invia una nave con l’intento di dare avvio alle operazioni nel Blocco 6 dell’area, la Saipem 12000. Da nord però giunge un vento ostile e si materializza l’altra Calypso, la Marina militare Turca, che circondata Saipem ne intima lo stop ai marinai.

Le “ricchezze” presunte di Cipro

Le attività estrattive a largo di Cipro iniziarono poco tempo fa, nel 2011, con la scoperta di Aphrodite. Il giacimento però non avrebbe giustificato ingenti investimenti tanto nella filiera upstream quanto in quella di distribuzione. Con Calypso però la situazione potrebbe cambiare. Non solo per l’entità – che Eni definisce “promising” – delle sue riserve di gas, ma perché favorirebbe quel nuovo ruolo che Nicosia vorrebbe ritagliarsi nel Mediterraneo orientale. Infatti, Cipro è anche coinvolta nel progetto EastMed, gasdotto difficile e costoso (ma cofinanziato dalla Ue) che ha guadagnato l’appoggio di Israele – altro Paese che con Ankara detiene non pochi attriti – della Grecia e dell’Italia. Un contesto geopolitico che pare cozzare con gli interessi di Ankara la quale è attualmente coinvolta nel progetto Tanap, il gasdotto tra Mar Caspio e Grecia, e teme d’essere tagliata fuori dalla corsa ai grandi giacimenti ad est del Mediterraneo.

Il Blocco 6 d’esplorazione a sud-ovest di Cipro. Qui, stato ad Eni, giace il maxi-giacimento Calypso. (Credits: Subsea World News)

Ma ne vale davvero la pena? Pare di si almeno stando al rapporto Eni dell’8 febbraio scorso. Calypso pare confermare l’estensione della “‘Zohr like’ play” all’interno della ZEE cipriota. Un nuovo maxi giacimento di gas dopo quello egiziano scoperto nel 2015 e l’israeliano “Leviathan” che però paiono al momento destinati maggiormente al soddisfacimento dei rispettivi mercati interni. Eni e Total non si sono ancora sbilanciate sulle stime, ma tutto lascia presagire che Calypso possegga un gran potenziale. D’altronde, la compagnia di San Donato è presente nell’area dal 2013 e detiene licenze d’esplorazione ed estrazione in 6 diversi “Blocchi” dislocati nella ZEE di Cipro (i Blocchi 2, 3, 6, 8, 9 e 11), 5 dei quali sono operativi.

Il braccio di ferro tra Unione europea e Turchia

Tornando alla vicenda Saipem 12000, Tayyip Erdogan aveva già in passato criticato le esplorazioni di gas in quella zona definendole una «minaccia per Cipro Nord e per noi», avvalorandosi del fatto che parte di quella ricada sulla propria piattaforma continentale. Per di più, in visita a Roma all’inizio del mese, aveva espresso le «preoccupazioni per i passi sbagliati di Eni» al capo di Stato Sergio Mattarella e al premier Paolo Gentiloni. Nella giornata di ieri è scesa in campo anche la diplomazia europea. Donald Tusk ha ammonito il Presidente turco invitandolo ad «evitare» rischi nei confronti di un membro dell’Unione europea. D’altro canto i rapporti tra Turchia e UE sono men che floridi; dalle preoccupazioni concernenti i diritti umani alle vicende mediorientali fino alla questione cipriota, i terreni di scontro sono molti.

Il Presidente turco Recep Tayyip Erdoğan appare restio ad ogni tipo di passo indietro (Credits: Wikipedia)

Chi, nell’intricata vicenda turco-italiano-cipriota, ricoprirà il ruolo di ultimo decisore, di Zeus liberatore della nave tratta in ostaggio ancora non è chiaro. La questione s’inserisce in un contesto intricato e sensibile; per Erdogan il Mediterraneo è un nervo scoperto. Rimasta orfana del South Stream, Ankara guarda agli idrocarburi dell’area come a qualcosa che gli spetta di diritto e di certo non lesinerà gli sforzi per rafforzare la propria posizione. È plausibile pensare che la situazione non si sbloccherà a breve e che occorrerà la massima prudenza nel corso delle trattative diplomatiche tra gli attori in gioco. Intanto la Saipem 12000 è ferma, a qualche miglia dalle coste cipriote prega Calypso di liberarla così da poter adempiere al proprio destino e far ritorno a casa.

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Perché scrivo? Vi dico la verità? Non lo so. Probabilmente è a causa della mia memoria a breve termine. O forse perché lo ritengo l'unico modo per riordinare i miei pensieri.Troppi e troppe volte dimenticati qua e là nella mia testa. Cos'altro faccio? M'incuriosisco del Mondo, delle sue mille (o cinquanta?) sfumature. Lo analizzo, lo fotografo, lo scopro. Quasi dimenticavo, m'interesso anche di sport, letteratura, musica e fotografia. Un po' di tutto e un po' di nulla, insomma.

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