Nessuna sorpresa in Lombardia: Fontana stravince

Il grattacielo Pirelli (o Pirellone) (Source: Flickr, Luca Galli)

Non ci sono stati colpi di scena in Lombardia: il centrodestra ha trionfato nuovamente alle elezioni regionali del 4 marzo. Il candidato con Lega alla presidenza della regione, Attilio Fontana, ha raggiunto ben il 49,75% dei consensi, battendo il candidato di centrosinistra, nonché sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, che si è fermato al 29,09%. Resta indietro il pentastellato Dario Violi, con il 17,36% dei voti. L’affluenza si è attestata al 73,07%, leggermente inferiore a quella del 76,76% delle precedenti elezioni regionali nel 2013.

Il nuovo presidente della regione sarà dunque Attilio Fontana. Leghista della primissima ora e avvocato varesino, è stato consigliere regionale e poi presidente del Consiglio regionale. Dal 2006 al 2016 ha poi ricoperto la carica di sindaco di Varese. Poco noto in regione al momento della designazione a candidato, la sua candidatura alla guida della Lombardia ha fatto sorgere molti dubbi su un risultato che inizialmente sembrava scontato. Se infatti la Lombardia è una regione che da più di vent’anni è in mano al centrodestra, a inizio anno, l’improvvisa rinuncia di ricandidarsi dell’ormai ex presidente della regione, Roberto Maroni, sembrava aver aperto qualche possibilità di vittoria al candidato del PD, Giorgio Gori.

Attilio Fontana, il nuovo presidente della regione (Source: Wikipedia)

Tuttavia, le urne hanno parlato chiaramente. La Lombardia vuole nuovamente un presidente leghista. Il grande successo di Fontana, che con il suo 49,75% ha addirittura superato il risultato di Maroni alle precedenti elezioni del 2013, di 42,81%, è probabilmente dovuto alla crescita della Lega di Matteo Salvini a livello nazionale. Lo stesso Fontana, d’altronde, si è detto stupito del grande distacco su Gori e ha ammesso:”Le elezioni regionali hanno subito il traino delle politiche“, riconoscendo altresì che la sua vittoria è anche dovuta all’aver seguito uno dei primi consigli di Umberto Bossi: non andare in tv, bensì stare fra la gente. In ogni caso, Fontana sembra esser riuscito a far propria la missione affidatagli dalla Lega, cioè di rappresentare un trait d’union fra la vecchia e la nuova Lega, a metà fra Maroni e Salvini, con attenzione alla nuova linea politica della Lega nazionale, senza tuttavia scordare la tradizione bossiana e del Carroccio, legata a un certo territorio e a certe priorità.

Giorgio Gori, candidato con il PD e sindaco di Bergamo (Source: Wikipedia)

Le elezioni in regione, dunque, non ci dicono niente di troppo sorprendente, con un risultato molto legato a quello delle politiche. Rispetto al 2013, oltre alla crescita della Lega, si assiste alla perdita di consensi per il PD: rispetto al 38,24% del candidato di centrosinistra alle precedenti regionali del 2013, Umberto Ambrosoli, Gori perde quasi dieci punti (29%), ottenendo uno dei risultati più bassi per il centrosinistra negli ultimi vent’anni di regionali. Al contrario, cresce l’influenza pentastellata: sebbene siamo ben lontani da qualsiasi possibilità di scalzare la destra, il candidato del Movimento 5 Stelle raccoglie quasi quattro punti in più (17%) rispetto al candidato del 2013, che si era fermato al 13,62%. Risultati analoghi a quelli delle politiche anche per i singoli partiti: Lega con il 29,7%, Forza Italia 14,3%, Fratelli d’Italia 3,7%, mentre il PD rimane al 19,2% e il M5S raggiunge quasi il 18%.

Ad ogni modo, la questione fondamentale che la prossima amministrazione dovrà affrontare sarà il tema dell’autonomia, posto in primo piano da Fontana, nel solco di un’azione politica che continui il percorso avviato da Maroni con il referendum dello scorso 22 ottobre. Il neo-eletto presidente ha poi affermato che occorrerà occuparsi di lavoro, trasporti, sanità e di altri problemi della gente.

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Nato a Como nel 1997 e cresciuto in un piccolo comune lombardo di provincia. Mi sono diplomato al Liceo Classico Alessandro Volta di Como, mentre attualmente studio a Gorizia nel corso di laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Sono appassionato di Storia e politica internazionale e ho grande interesse per la regione dell'Asia Centrale.

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