Ciak!Sconfinare – Come gli Oscar 2018 hanno fatto la storia

La notte del 4 Marzo, mentre l’Italia era alle prese con gli spogli elettorali, al Dolby Theatre di Hollywood si è tenuta la 90ª edizione degli Academy Awards.Per la seconda volta consecutiva a condurre la celebre notte degli Oscar è stato il comico Jimmy Kimmel. Durante il suo monologo introduttivo, Kimmel ha affrontato diverse tematiche che da mesi imperversano le colline di Hollywood e non solo.

Dallo scandalo Weinstein ai movimenti “Me too”, “Time’s up” e “Never Again” contro le molestie sessuali, dalla questione dei DREAMERS fino allo Students Walkout per un maggior controllo delle armi. Kimmel ci ricorda anche che la battaglia per uniformare il gap salariale a Hollywood è ben lontana dall’essere vinta, come lo dimostra il caso di Michelle Williams, che per il film “Tutti i soldi del mondo” è stata pagata ben 1500 volte in meno rispetto al suo collega Mark Wahlberg.

Jimmy Kimmel, presentatore della 90ª cerimonia degli Oscar. (credits: Academy Awards 2018 Facebook page)

La novantesima edizione degli Oscar è stata diversa rispetto alle precedenti: in seguito ai recenti scandali ed ingiustizie, l’industria cinematografica hollywoodiana ha chiuso le porte in faccia al passato e ha intrapreso una nuova strada. La rivoluzione è ormai iniziata, come lo dimostra la cerimonia stessa, in cui le vere protagoniste sono state la diversità, l’uguaglianza e l’inclusione.

Mentre ai Golden Globe gli attori hanno protestato indossando abiti neri, durante la notte degli Oscar il cambiamento ha assunto forme più concrete. Daniela Vega – protagonista del film Una donna fantastica che ha vinto il premio Miglior film straniero – è salita sul palco nei panni di presentatrice, ed è stata la prima persona transgender in assoluto a farlo nelle novanta edizioni degli Oscar.

Dopo aver ricevuto l’Oscar al Miglior cortometraggio per Silent Child, Rachel Shenton ha fatto il suo discorso di ringraziamento nella lingua dei segni. Greta Gerwig, regista del film Lady Bird, è la quinta donna nella storia degli Oscar ad essere stata nominata per la categoria Miglior regista. Il cartone animato della Pixar Coco, il cui protagonista è un bambino messicano, è stato premiato due volte con Miglior film d’animazione e Miglior canzone originale.

E se nel 2015 e 2016 si era protestato per la mancata rappresentazione delle persone di colore coniando l’hashtag #OscarSoWhite, quest’anno si è finalmente fatto un passo avanti: la maggior parte delle donne salite sul palco erano di colore, tanto che Tiffany Haddish scherzando ha detto “Gli Oscar sono troppo di colore adesso”; Daniel Kaluuya ha ricevuto la nomination come Miglior attore e Jordan Peele è il primo uomo di colore nella storia a vincere l’Oscar per la Miglior sceneggiatura originare con il film Get Out.

I nove film candidati all’Oscar come Miglior film (credits: Academy Awards 2018 Facebook page)

Per quanto riguarda i premi, La forma dell’acqua di Del Toro è sul podio con 4 statuette su 13 nomination, tra cui Miglior Film. Tre manifesti a Ebbing, Missouri ha ricevuto due Oscar, mentre Dunkirk si è aggiudicato i tre premi tecnici. L’Italia vince con James Ivory che, ritirando l’Oscar alla Miglior sceneggiatura non originale scritta per il film Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino, diventa il premiato più anziano della storia. L’Oscar come Miglior attore, invece, va a Gary Oldman, grazie alla sua performance in L’ora più buia.

Migliore attrice è invece Frances McDormand (Tre manifesti a Ebbing, Missouri), il cui discorso di ringraziamento è stato un vero appello alle donne: dopo aver ritirato la statuetta Frances ha chiesto a tutte le donne – candidate e non – di alzarsi in piedi e di celebrare il premio insieme a lei. “Ho solo due parole per voi stanotte, signore e signori: inclusion rider”. Frances ha fatto riferimento alla clausola che gli attori possono inserire nei loro contratti, attraverso cui sarebbe garantito il 50% di presenza nel cast di tutte le categorie sottorappresentate.

Allison Janney e Sam Rockwell sono stati eletti come Miglior attrice ed attore non protagonisti. Infine, l’Oscar al Miglior Regista è stato attribuito a Guillermo del Toro, regista messicano che ha esordito dicendo di essere un immigrato come tanti altri. Ha ringraziando il Paese che lo ha ospitato e gli ha permesso di lavorare in un universo che sognava da bambino. Ha poi concluso dicendo che “il bello del nostro mestiere è il poter cancellare le linee nella sabbia e dobbiamo continuare a farlo nonostante il mondo ci dica di tracciarle più a fondo“.

Frances McDormand ritira il premio come Miglior Attrice e chiede una standing ovation per tutte le donne presenti alla serata. (credits: The Academy Facebook page)

Se a molti la 90ª edizione degli Oscar è sembrata poco frizzante, noiosa e sotto tono, ebbene, hanno ragione. Non ci sono stati i soliti momenti eclatanti e gag “all’americana”. Al contrario, tutti i protagonisti della serata sono saliti sul palco e hanno colto l’occasione per parlare di temi concreti come il ruolo della donna nel cinema e negli altri settori lavorativi, la tolleranza nei confronti del diverso, l’importanza dell’inclusione. Nella notte del 4 marzo è stata fatta la storia nel mondo del cinema e la nuova strada individuata da Hollywood è quella giusta, speriamo solo continui a percorrerla.

Be the first to comment

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: