L’arte e la memoria: Michele Angelicchio, il soldato artista

M. Angelicchio, Avanzata verso l'unità, acrilico su tela

La promozione della cultura in tutte le sue fattispecie è uno degli obiettivi di Sconfinare, ragion per cui si è deciso di dedicare uno spazio ad un artista che opera in regione ma non solo e che, con la sua biografia, dimostra che non vi sono ambienti in cui l’arte non possa trovare uno spiraglio in cui infilarsi e dove far fiorire le migliori iniziative. Presentiamo l’opera di Michele Angelicchio, classe 1979, originario di Foggia e residente in regione da una decina d’anni.

M. Angelicchio, Lost in New York, tecnica mista su tela

Nonostante si spazi dal paesaggistico all’urbano, dalla contemporaneità alla rievocazione del passato, i soggetti dipinti sono spesso legati a temi storico-militari; in particolare, si rievocano le tragedie e il coraggio dei militi italiani durante la Grande Guerra nella vita quotidiana dei soldati, sul campo di battaglia, nei lunghi spostamenti da un fronte all’altro e nell’apporto fondamentale delle donne. Nell’aprile 2015 l’artista ha l’occasione di esporre le proprie opere a tema militare nel foyer del teatro comunale Verdi di Gorizia, in occasione dell’anniversario della nascita della città. Dopo che l’opera “Il tricolore su Gorizia” è stata scelta per il calendario ANAC (Associazione Nazionale Arma di Cavalleria) 2016, realizza su commissione per lo stesso calendario “Verso la presa di Gorizia”.

M. Angelicchio, Il tricolore su Gorizia, acrilico su tela
M. Angelicchio, Verso la presa di Gorizia, acrilico su tela

Dal 2015 si susseguono mostre collettive e personali tra Roma, Bologna e varie località del Triveneto, oltre che esposizioni in diverse gallerie d’arte. Nel corso degli anni l’artista si presta a svariate esperienze, una tra tante in occasione dell’ORC Worlds 2017, prestigiosa competizione di vela in cui gli viene commissionata una mostra dagli organizzatori dell’evento, e dove Angelicchio utilizza lo stesso materiale delle vele come base per le proprie creazioni.

M. Angelicchio, Collezione ORC 2017

Nel 2014 Toni Capuozzo esprime il suo apprezzamento per una tela dedicata ai marò in India, cui seguono quelle di storici e critici d’arte quali Giorgia Marotto, Azzurra Immediato e Giancarlo Bonomo. In particolare viene rilevato l’uso sapiente del bianco e del nero, stesi a creare visioni monocrome fortemente caratterizzanti di tutta l’opera di Angelicchio. I pochi colori scelti sono addensati in “momenti” dall’alto contenuto simbolico, spesso invocando il tricolore italiano o il sangue delle vittime nei dipinti a carattere storico, mentre nei soggetti urbani sono destinati a dettagli che conferiscono alle opere un’atmosfera insieme cruda e intensa.

Dirà Bonomo delle tele di Angelicchio che “presentano una fortissima tensione psicologica in cui tutto appare incerto ed improbabile attraverso una personale rivisitazione dell’oggettività” ove, in particolare attraverso il vermiglio, si evidenziano “dettagli compositivi simili a chiavi interpretative che rivelano le ragioni ultime di un’indagine profonda ed autentica in cui arte e vita interiore s’incontrano oltre il pensiero.”

M. Angelicchio, Scena d’amore in tempo di guerra, acrilico con installazione di rete scenografica su tela

L’ultima iniziativa di Angelicchio, forse tra le più significative per la sapiente commistione tra arte e ambiente è la mostra che, dal 6 maggio, sarà allestita presso il Sacrario di Redipuglia. In occasione dell’inaugurazione, in una cornice già di per sé suggestiva, gli attori triestini Martina Valentini Marinaz Leonardo Zannier si presteranno ad un recital teatrale dal titolo “Letture dal fronte”, in cui saranno interpretati gli scritti che i soldati mandavano ai propri cari dall’impietosa realtà della vita, se di “vita” si può parlare, in trincea, unitamente ad altre narrazioni e dialoghi sulla Grande Guerra. Durante la performance sarà proiettato un filmato con delle immagini dei quadri esposti dall’artista.

La mostra, visitabile fino al 30 giugno 2018, è stata realizzata grazie al prestigioso supporto del Ministero della Difesa e Onorcaduti e rientra nel programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della Grande Guerra Mondiale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Significativa la scelta di dell’Artista di intitolare la mostra “PRESENTE”, un gesto di riconoscenza per le oltre 100.000 spoglie di Soldati italiani che riposano nel Sacrario Militare di Redipuglia.  Seguirà, infine, un commento critico sulle opere dell’artista da parte del critico d’arte Giancarlo Bonomo.

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Studentessa del Terzo anno del Sid, caporedattrice per Sconfinare. Scrivere è per me una terapia, alla stessa maniera dello sport e dell'arte. La passione per le lingue e le culture straniere segue passo passo. Per il momento nessun progetto di vita concreto, spero in un'ispirazione improvvisa che sorga in qualche luogo ameno, come la cima di una montagna, una spiaggia deserta o la doccia di casa.

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