6/13 aprile — Una settimana in 10 notizie

La settimana appena trascorsa è stata intensa: dalla presunta morte del generale libico Haftar al furgone che travolge la folla a Munster, dalla vittoria di Orban in Ungheria alla seconda audizione di Mark Zuckerberg, passando per la crisi politica in Sri Lanka, l’attentato in Somalia e le consultazioni del Presidente Mattarella per la formazione del governo italiano, fino ai bombardamenti statunitensi in Siria. Questa nuova edizione di Una settimana in 10 notizie vi racconta tutto passo dopo passo.

a1. Venerdì 6 – La presunta morte di Haftar

Dallo scorso venerdì sera sono trapelate indiscrezioni sulla presunta morte del generale libico Haftar, comandante dell’Esercito nazionale libico e di fatto capo del governo della Libia orientale. Le notizie sono state ignorate dai giornali internazionali perché prive di fondamento, ma ampiamente riportate dai giornali italiani, che hanno modificato di volta in volta i titoli con notizie sempre più vaghe. L’unica certezza riguarda il fatto che Haftar sia stato ricoverato per alcuni controlli presso un ospedale di Parigi, secondo quanto detto dal suo portavoce. L’account Twitter della missione ONU in Libia ha smentito la morte del generale, scrivendo che proprio in quei giorni era stato contattato dal responsabile della missione per parlare della condizione del Paese. Da mesi, Haftar vorrebbe prendere il controllo della Libia, con l’appoggio di Russia, Egitto e Arabia Saudita: in molti però ritengono che eserciterebbe il potere in modo estremamente violento e autoritario.

Credits: Wikimedia Commons

2. Sabato 7 – Un furgone travolge la folla a Munster

Un uomo di 49 anni ha travolto la folla in un calmo sabato pomeriggio alla guida di un furgone nel pieno centro della città di Munster, nell’ovest della Germania, provocando 3 morti e una decina di feriti. Da subito, è stata esclusa dal ministro dell’interno Herbert Reul la possibilità di un attacco terroristico di matrice islamica. Il responsabile è Jens R. Handeln , un cittadino tedesco con gravi problemi psichici, già identificato nel 2014 e nel 2016, poi suicidatosi sparandosi alla testa subito dopo l’attacco. Alcune piste parlando dell’influenza dei partiti di destra nell’uomo e di un possibile secondo attentatore, poi smentito dopo i primi accertamenti.

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3. Domenica 8 – Orban trionfa in Ungheria

Si sono tenute in Ungheria le elezioni parlamentari per i 199 membri dell’Assemblea nazionale, che hanno visto vincitore, per il quarto mandato e terzo consecutivo, Viktor Orban con il 49.5% dei voti e ben 133 seggi ottenuti in alleanza con il Partito Popolare Cristiano Democratico. Al secondo posto, il partito nazionalista di Jobbik con il 20% dei voti. L’affluenza è stata del 61.7%.  Questa ampia maggioranza permetterà al Parlamento di modificare la Costituzione e di far tremare l’Unione Europea e le libertà: il primo passo dopo la rielezione, infatti, è stato quello di far chiudere il quotidiano libero Magyar Nemzet – “Nazione ungherese”. La redazione ha scattato un’ultima foto di gruppo, pubblicata su Twitter con le parole “Magyar Nemzet è un giornale sopravvissuto al nazismo, al comunismo e al socialismo, morto nell’Ungheria di Orban”.

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4. Mercoledì 11 – Audizione alla Camera per Mark Zuckerberg

Lo scorso 11 aprile l’amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg ha presenziato alla sua seconda audizione alla Camera dei rappresentanti statunitense dopo il caos del caso Cambridge Analytica. Durata cinque ore, questa audizione è stata molto più dura e difficoltosa rispetto a quella avvenuta in Senato: oltre al caso Cambridge Analytica nello specifico, si è anche parlato del ruolo della privacy su Facebook, argomento che ha fatto tentennare Zuckerberg nelle risposte. Tra gli argomenti di maggiore rilevanza discussi, è stato chiesto anche se Facebook si atterrà al regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) dell’Unione Europea, molto più ferreo e completo rispetto al regolamento presente negli Stati Uniti. Inizialmente Zuckerberg ha risposto di sì, ma senza dare chiarimenti precisi.

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5. Giovedì 12 – Crisi di governo in Sri Lanka

Dopo le dimissioni di sei ministri del governo di colazione di Ranil Wickremesinghe, il presidente della repubblica semipresidenziale dello Sri Lanka ha sospeso il Parlamento fino al prossimo 6 maggio. Tra le cause troviamo sicuramente la mozione di sfiducia votata la scorsa settimana che, nonostante non fosse stata approvata, ha indebolito di molto la coalizione – inconciliabile – formata dalla minoranza tamil e dalla maggioranza cingalese, in guerra dal 1983. Il Presidente Maithripala Sirisena, dallo scorso 12 aprile, ha revocato al primo ministro il controllo della banca centrale, della sala operativa nazionale e di altre istituzioni, facendo precipitare il paese in una crisi politica.

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6. Giovedì 12 – Schemidt vince il World Press Photo

Sono stati annunciati i vincitori della sessantunesima edizione del World Press Photo, assegnato a Ronaldo Schemidt per la foto sottostante. Lo scatto è avvenuto durante le violente proteste in Venezuela contro il Presidente Nicolas Maduro. La foto rappresenta un ragazzo con la maschera antigas che corre mentre la sua maglia è in fiamme. “È una foto classica, ma ha un’energia istantanea e dinamica, i colori, il movimento, e una buona composizione, ha forza. Mi ha dato un’emozione immediata» ha spiegato Magdalena Herrera, presidente della giuria per il 2018. La più importante mostra di fotogiornalismo sarà esposta in prima assoluta italiana a Roma dal 27 aprile al 27 maggio presso il Palazzo delle Esposizioni.

Credits: Facebook

7. Giovedì 12 – Secondo giro di consultazioni per Mattarella

Secondo giro di consultazioni per il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella che, proprio come il primo, si è chiuso senza alcuna proposta di governo. Secondo Mattarella, il confronto tra i partiti politici non ha fatto progressi e la situazione rimane ancorata, viste anche l’incapacità dei leader dei partiti di scendere a compromessi. Il Presidente, inoltre, ha parlato di scadenze imminenti ed importanti, come ad esempio il vertice europeo a fine giugno e i contrasti del commercio internazionale, facendo riferimento a Trump e ai dazi, e alla necessità per l’Italia di avere un governo solido e forte, “nella pienezza delle sue funzioni”.

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8. Venerdì 13 – Cosa c’è dietro il Coachella

Come ogni anno alla fine di aprile, è ricominciato il Coachella Music Festival, un festival musicale che si svolge negli Empire Polo Fields di Indio in California, Stati Uniti. Dal 1981 il festival non ha fatto che crescere in popolarità, fino a diventare un evento rinomato tra celebrità della musica e dello spettacolo e tra la gente comune, che non aspetta altro per dare sfogo all’eccentricità. Dietro ad una macchina così grande c’è il fondatore Philip Anschutz che ha donato ben 187.300 dollari ai candidati repubblicani durante le scorse elezioni americane, rinomati per le loro forti posizioni anti-LGBT, anti-aborto e pro armi, diventando il fulcro delle polemiche di molti liberali.

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9. Venerdì 13 – Una bomba esplode in Somalia

Una bomba nascosta sotto la sabbia è esplosa in uno stadio nel Sud della Somalia durante una partita di calcio tra Elman e Syl, provocando cinque morti e dodici feriti. L’attentato è stato rivendicato dal gruppo islamista al Shabaab – dall’arabo “La gioventù” – legato a al-Qaeda, che dal 2006 ha preso il controllo di Mogadiscio e di diverse città della Somalia, rafforzandosi in particolare negli ultimi mesi e compiendo un attentato lo scorso ottobre 2017 che ha provocato più di 500 vittime.

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10. Venerdì 13 – USA, Francia e Gran Bretagna bombardano la Siria

La notte tra il 13 e il 14 aprile Trump ha ordinato alle truppe aeree statunitensi di bombardare la Siria a seguito del presunto attacco chimico ordinato da Assad, senza dare ascolto alle opinioni contrariate degli altri Stati, in particolare alle parole dell’ambasciatore russo all’ONU che ha dichiarato che un possibile attacco avrebbe distrutto le relazioni internazionali. La premier britannica May ha parlato di “inevitabilità” dell’attacco per contrastare l’uso di armi chimiche, Macron ha parlato di un attacco “limitato” ai posti strategici coinvolti nell’uso di armi chimiche; il premier italiano Gentiloni ha invece sottolineato la linea non interventista dell’Italia, seppur reputando motivata la risposta all’uso di armi chimiche.

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About Federica Nestola 26 Articles
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