8/15 dicembre – Una settimana in 10 notizie

14 peacekeepers uccisi in Congo, la legge sul Biotestamento finalmente approvata in Italia, un’ex presidente possibilmente coinvolta in un attentato e le reazioni internazionali alla decisione statunitense di riconoscere Gerusalemme capitale d’Israele: questo e molto altro è successo nella settimana del ponte dell’Immacolata ed è qui raccolto in Una settimana in 10 notizie.

1. Venerdì 8 – L’ex presidente argentina Kirchner indagata per l’attentato dell’AMIA del ’94

Il giudice Carlos Bondario ha accusato l’ex presidente argentina, ora senatrice, Cristina Kirchner di tradimento della patria e occultamento di prove in relazione all’attentato contro l’Associazione Mutualità Israelita Argentina (AMIA) di Buenos Aires del luglio 1994. Con lei è indagato anche l’ex ministro degli esteri Hector Timermann. L’accusa è quella di aver negoziato segretamente con dei dirigenti di Teheran per garantire l’immunità ad alcuni cittadini iraniani coinvolti nell’accaduto, il tutto in cambio di favori economici. Bondario ha chiesto al Senato argentino la revoca dell’immunità della politica, in modo da poterla processare.

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Cristina Kirchner. Credits: Wikipedia

2. Venerdì 8 – Uccisi 14 peacekeepers nella Repubblica Democratica del Congo

In un attacco nella Provincia del Kivu Nord, nella Repubblica Democratica del Congo, sono rimasti uccisi 14 caschi blu dell’ONU, i quali erano occupati nella missione di peacekeeping per arginare i conflitti tra i gruppi armati all’interno del paese. Scatta la denuncia da parte del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, ma i responsabili dell’accaduto non sono ancora stati identificati.

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Credits: Wikipedia

3. Lunedì 11 – New York: tentato atto terroristico vicino a Times Square

Vicino a Times Square (NY), nella stazione pullman di Port Authority, la più grande degli Stati Uniti, poco dopo le 7:30, è esploso un ordigno artigianale. Si parla di tentato atto terroristico, il cui responsabile è identificato in Akayed Ullah, 27enne originario del Bangladesh. Secondo quanto riportato dalla CNN, l’uomo, che ha agito da solo, avrebbe “voluto fare del male”  in conseguenza ai bombardamenti USA nel suo Paese. Altre fonti investigative dicono che invece egli lo avrebbe fatto per vendetta contro i raid israeliani a Gaza. Rispetto all’attentato del mese di ottobre, non è seguita nessuna rivendicazione da parte dell’ ISIS, nei cui confronti Akayed si dichiara simpatizzante; tuttavia sono subito entrate in azione le forze antiterrorismo.

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                                                                                                                                 Credits: Wikipedia

4. Martedì 12 – Vittoria democratica per il seggio dell’Alabama al Senato USA

Gli elettori dell’Alabama, Stato del Sud della federazione statunitense tradizionalmente di orientamento repubblicano, hanno portato alla vittoria il democratico Doug Jones con il 49,9% dei voti, a discapito del repubblicano Roy Moore, che ha ottenuto il 48,4% dei voti. Il candidato di Trump era stato accusato di molestie sessuali e, dopo l’annuncio del risultato, non ha riconosciuto la sconfitta.

Doug Jones. Credits: Wikimedia commons

5. Settimana – Le reazioni della comunità internazionale alla decisione di Trump su Gerusalemme capitale d’Israele

La provocatoria decisione del presidente statunitense Donald Trump di riconoscere Gerusalemme capitale dello Stato di Israele ha destato una serie di indignate reazioni, soprattutto da parte dei “vicini di casa” mediorientali dello Stato israeliano. Durante il vertice dell’Organizzazione della Cooperazione Islamica (OIC) tenutosi a Istanbul, il Presidente della Turchia Erdogan ha fatto un appello all’ “unità islamica” contro il “pericolo del regime sionista”, di cui Trump è stato accusato condividere la mentalità. Durante l’incontro, Israele è stato dichiarato colpevole di esercitare un ruolo terroristico in Medio Oriente e gli USA di non essere quei garanti di pace come sempre hanno fatto credere. Sono 196 i Paesi dell’ONU che si dichiarano contrari alla decisione di Trump ed Erdogan ha affermato che, se il Consiglio di Sicurezza non agirà contro il riconoscimento americano, gli Stati membri dell’OIC denunceranno questa “violazione” davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
I leader libanesi hanno chiesto sanzioni verso gli Stati che hanno riconosciuto la Città Santa come capitale israeliana e “misure giuridiche, politiche e diplomatiche” affinché invece la parte est di Gerusalemme diventi ufficialmente capitale della Palestina.
Il parlamento giordano ha incaricato una specifica commissione di esaminare tutti gli accordi stipulati con Israele, compresi i trattati di pace.
Dura anche la reazione del presidente francese Emmanuel Macron in una conferenza stampa con l’omologo israeliano Netanyahu, in cui l’inquilino dell’Eliseo ha rimarcato la pericolosità di tale riconoscimento per il processo di pace e dichiarato la decisione contraria al diritto internazionale.
La reazione più temibile per la stabilità della delicata zona mediorientale è stata quella palestinese: Hamas ha proclamato l’inizio di una terza intifada contro lo Stato di Israele. Grandi manifestazioni si sono tenute durante i giorni successivi la decisione statunitense e non sembrano volersi placare.

Gerusalemme. Credits: Wikimedia Commons

6. Giovedì 14 – Fox fa ufficialmente parte del patrimonio di Topolino

Per 52,4 miliardi di dollari, Walt Disney ha acquistato il gruppo 21st Century Fox: un’operazione che cambia il panorama internazionale dei media, al punto che il ceo di Disney, Bob Iger, ha deciso di posticipare il suo pensionamento per occuparsi dell’integrazione tra i due gruppi. L’ha definita “il riflesso della domanda dei consumatori per una ricca diversificazione delle esperienze di entertainment”, della quale si dice contento anche l’ex proprietario di Fox, Rupert Murdoch, di cui hanno saldato il debito di 13,7 miliardi. Fox news e lo sport saranno invece offerti agli azionisti.

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                                                                                                      credits: Wikipedia

7. Giovedì 14 – Decretata la fine della net neutrality negli USA

La Federal Commission of Communication statunitense ha votato la fine della Net Neutrality. Un provvedimento che rischia di penalizzare gli utenti internet meno abbienti, incapaci di “comprare” le prestazioni migliori dei servizi online. Una decisione che, oltre ad aver sollevato numerose contestazioni, sembra potersi rivelare una minaccia anche per il consenso popolare all’amministrazione repubblicana. [Per capire cos’è la net neutrality vedi qui e per saperne di più sulla decisione statunitense vedi qui]

Credits: Flickr

8. Giovedì 14 – Dopo 8 mesi il biotestamento è legge

Il parlamento italiano ha approvato la legge sul biotestamento. Giovedì mattina c’è stata la decisione del Senato della Repubblica con 180 voti favorevoli, 71 contrari e 6 astenuti. Le tensioni a palazzo Madama si erano protratte per otto mesi. Quella del 14 dicembre viene definita una giornata storica, di cui si dichiara soddisfatto anche il padre della Englaro: “Non dovrà esserci mai più una tragedia nella tragedia come quella di Eluana: questo è un giorno importante per i diritti e le libertà di tutti, una svolta di civiltà del nostro Paese”.

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Palazzo Madama, sede del Senato italiano. Credits: Wikipedia

9. Venerdì 15 – Il killer di Budrio è stato arrestato a Saragozza

E’ stato arrestato Igor il Russo che, dopo aver ucciso tre persone in Emilia Romagna nel 2017, era riuscito a scappare per mesi. L’arresto è avvenuto in Spagna, a seguito di uno scontro con la Guardia Civil, nei pressi di Saragozza. Norbert Feher, questo il vero nome dell’uomo, in aprile si è macchiato dell’omicidio di Davide Fabbri, titolare di un bar a Budrio, nel bolognese.

La Guardia Civil. Credits: Wikimedia Commons

10. Venerdì 15 – In Austria Kurz forma il governo con l’estrema destra

In Austria i Ministeri degli Esteri, Interni e Difesa andranno al partito dell’ultradestra FPO nel governo di Sebastian Kurz, leader del Partito Popolare austriaco. Ad approvare la coalizione è stato il presidente Alexander Van der Bellen, che assicura comunque la continuità di una linea politica filoeuropea  e che l’operato del governo si svolgerà nel rispetto delle convenzioni europee sui diritti umani.

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Sebastian Kurz e l’Alto Rappresentante europeo per gli affari esteri e la sicurezza Federica Mogherini. Credits: Wikipedia
                                                                                                                   
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