Sconfinare Jukebox: Clock Opera

Per allegerirvi la giornata, per farvi scoprire nuove note e per divertirsi un po’. Questo è Sconfinare Jukebox, la nostra rubrica domenicale! Buono ascolto.

Clock Oper – Belongings

Il tempo come tema centrale dell’album, un omaggio alla storia di un compositore che scrisse una sinfonia su un orologio da taschino (opera persa e mai resa in pubblico) come nome per una nuova band.
Così Guy Connelly, già impegnato in passato nei Follout Trust e Correction, ha deciso di non perderlo inutilmente, il tempo e tirati su altri tre degni compari londinesi si reinventa tramite un disco di debutto godibilissimo: influenze da ogni dove, dall’euforia degli Arcade Fire agli arpeggi stile Radiohead (anche grazie alla registrazione di Graham Stewart, già fautore di Kid A), dal pop dei Coldplay (quelli dei bei tempi) alle ritmate dub.

Chop-pop -come definiscono il loro genere- non esplicita troppo precisamente cosa possa significare, ma se lo si può intendere da questo disco allora faccio finta di capirlo, qualsiasi cosa sia è un pop riuscito.

Artista: Clock Opera| Album: Ways to forget| Anno: 2012|
Etichetta: Moshi Moshi/Island Records| Genere: Alt rock/chop-pop

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About Valentina Tonutti

Ho venti e qualcosa anni ma ne percepisco 65, ho un inestinguibile accento friulano e scrivo per non piangere. Studio al Sid ma ai discorsi di Churchill preferisco quelli di Johnny Cash.