Evoluzioni del mercato musicale e discografico, da Bruce Springsteen ai Talent Show

Una sintesi dell’evento “Evoluzioni e storie del mercato musicale e discografico, da Bruce Springsteen ai Talent Show” organizzato da TurismoFVG in collaborazione con l’Università degli Studi di Udine – Centro Polifunzionale di Gorizia, Camera di Commercio di Gorizia e Azalea Promotion. Con il patrocinio del Comune di Gorizia.
 

Si è tenuto stamane, in occasione del concerto di Bruce Springsteen a Trieste, un interessante incontro con alcuni tra i più popolari ed influenti musicofili a livello nazionale e non, riuniti  nella sede goriziana dell’Università degli Studi di Udine per parlare della controversa situazione della musica negli anni dei talent show, di internet, degli mp3 e dei “tanti piccoli Fegiz”.

Gli ospiti presenti:

  • Mario Luzzatto Fegiz (critico musicale del Corriere della Sera)
  • Pier Paolo Peroni (disc-jokey, discografico e critico musicale)
  • Maurizio Solieri (chitarrista storico di Vasco Rossi)
  • Nicky the Nightfly (Speaker radiofonico Radio Montecarlo, musicista e direttore artistico del “The Nightfly jazz festival on the beach 2012″ a Lignano Sabbiadoro)
  • Robert Santelli (ExecutiveDirector Grammy Museum di Los Angeles)
  • Luca Cosettini (Docente DAMS dell’Università di Udine)
  • Ringo (speaker radiofonico e direttore artistico di Virgin Radio) come moderatore.

È proprio il primo della lista, Mario Fegiz ad introdurre il dramma che affligge la musica odierna:
La segmentazione dei consumi. Perchè non nascono più dei Beatles o un Bruce Springsteen? perchè ne nasce uno alla settimana.

Incontriamo così il critico musicale più famoso d’Italia, carico della preparazione del suo primo spettacolo teatrale “Io odio i talent show” che già dal carismatico titolo esprime tutto il suo psicodramma dovuto al sentirsi cadere polvere sopra la testa a causa degli sms, del televoto, dei social network e di tutta la compagnia di Maria De Filippi (a cui saranno fischiate le orecchie da quanto è stata nominata).
La discussione inizia con una constatazione di fatto su cui tutti sono d’accordo: Abbiamo oltrepassato un giro di boa epocale in fatto di musica, soprattuto per quanto riguarda la sua fruizione.
Alessandra Amoroso ha venduto migliaia di copie nonostante Fegiz non l’abbia neanche recensita e quest’ultimo è stato insultato neanche avesse bestemmiato quando un anno fa criticò pesantemente (e giustamente)Valerio Scanu.
Ma la vera bestemmia sono i vari protagonisti di Amici, di X-Factor, e degli altri talent che salvo rare eccezioni non saprebbero nemmeno dire chi sia stato Lou Reed o David Bowie.
Questi ragazzi sono solo prodotti in divenire, dice Fegiz, improvvisati cantanti che non potranno mai essere artisti, che di talent ne hanno ben poco e non lo riconoscono.
Se Maria fosse presente sarebbe già in lacrime.
Anche il rockettaro chitarrista di Vasco è sul piede di guerra e dopo un simpatico scimmiottamento col microfono “a mo’ di Amici”(ormai Maria l’abbiamo persa) sostiene che invece di reimpastare cover su cover (..ebbbasta con Ma che colpa abbiamo noi!)è necessario più che mai selezionare gli artisti bravi, di belle voci ce ne sono a volontà ma non tutte meritano il successo. Questi cosiddetti artisti non possono essere chiamati tali senza gavetta e studio tecnico alle spalle.
Approvo così tanto la durezza e la teoria di Solieri che potrei iniziare ad ascoltare seriamente il cantante per cui suona.
O forse è meglio limitarsi a stringergli la mano a fine discussione.

Se dunque è così che va in tv, dalla prospettiva radiofonica quei mattacchioni di  Ringo e Nicky the Nightfly ci dicono che in radio gli arrivano in continuazione pacchi e pacchi di dischi autoprodotti da giovani musicisti speranzosi di essere mandati in radio, ma che la gran parte di questi spende 4000 euro per farsi fare la copertina da fighi e pagare un manager piuttosto che per migliorarsi, viaggiare e sperimentare. È invece solo così che riuscirete a creare uno stile vostro, dice Ringo.
Piuttosto sfruttate le molteplici possibilità offerte da internet, da You Tube o dai social network per conoscere e farvi conoscere, consigliano sia Solieri che Peroni. D’altronde la triade musicale che fomenta il più largo pubblico oggi è composta da dj:
Skrillex, Deadmau5 e David Guetta. Tutti dj che non hanno iniziato con i dischi (a conferma dell’abissale crollo subito dalla discografia) ma con i live. Si sono fatti conoscere prima sul palco e sul web, hanno ricevuto i giusti consensi e solo in seguito la discografia li ha comprati per fior fior di soldoni.

Perchè se le vie del Signore sono infinite, quelle della comunicazione multimediale lo sono di più.
Parola di Pier Paolo Peroni.

Provvidenziali le uscite finali del grande Robert Santelli: I talent show esistono perchè la gente li vuole. Se non li volete, dovete smettere di guardarli!
Da scrivere come promemoria e da attaccare sopra la televisione.
Al termine dell’incontro è seguito un giro di domande dal pubblico che ha reso onore ai giovani studenti che sono intervenuti con cognizione di causa prima del live dei friulani Playa Desnuda, gruppo che ha allegramente riproposto alcune cover di Bruce Springsteen in chiave ska-reggae coinvolgendo tutto il pubblico presente nel ritmo.

Peccato che nel frattempo Ringo e Fegiz fossero troppo impegnati a leggere su Twitter cosa dicevano di loro, sempre per rimanere in tema.

“I Talent Show sono come la DC: Nessuno la votava ma saliva sempre!”
[Mario Luzzatto Fegiz]

All’interno della pagina Facebook di Sconfinare Jukebox alcune foto dell’evento.


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About Valentina Tonutti

Ho venti e qualcosa anni ma ne percepisco 65, ho un inestinguibile accento friulano e scrivo per non piangere. Studio al Sid ma ai discorsi di Churchill preferisco quelli di Johnny Cash.