L’editoriale del nuovissimo numero 34
Come si fanno a descrivere cinque anni? Anni di ansie e soddisfazioni, di sogni e di frustrazioni, di scoperta del mondo e di sé, di maturazione. Anni di delusioni per esa- mi che ti aspettavi più interessanti, per persone che ti aspettavi migliori. Ma anche anni in cui scopri e sviluppi le passioni vere, che ti accendono il fuoco dentro e ti spingono a saperne di più. E soprattutto, anni in cui nascono le amicizie migliori, quelle che sai ti porterai dietro tutta la vita, non importa quanto lontano sarete –perché il mondo vi aspetta, e le gente come voi non sa stare ferma– ma sarete sempre legati, perché l’anima in fondo è sempre la stessa, e voi siete gemelli d’anima.
Cinque anni di SID, che a dirli sembrano pochi, e in realtà sono un’infinità. Delle tante persone che li hanno popolati, alcune se ne sono andate dopo il triennio, altre sono rimaste, perché alla fine è naturale che qualcuno rimanga e che conservi il ricordo e quell’idea di comunità studentesca che è ciò che dà ancora un senso a Gorizia. Non è solo la didattica, tanto vituperata ma che comunque sa raggiungere vette di qualità. Non è la città, spesso troppo ostile alla novità, ma che sa farsi scoprire pian piano e farti innamorare. È che in questo angolo d’Italia sceglie di rinchiudersi gente di valore, che lo fa pullulare di attività. Per dirla con Ungaretti: “Questo è l’Isonzo / E qui meglio / Mi sono riconosciuto / Una docile fibra / Dell’universo”.
Cosa rimane di cinque anni, alla fine? Per quanto mi riguarda, sicuramente Sconfinare. Decine di persone sono passate sulle sue pagine, ognuna con il proprio punto di vista personale, e ognuna ha arricchito il giornale di una parte di sé. Ed è bello vedere che, dopo cinque anni, c’è ancora qualcuno che ha voglia di raccontare e di mettersi in gioco.
Il numero che avete tra le mani vuole dimostrare questo: è vero, è più ridotto del solito, per questioni di sessione estiva e di budget (che vi abbiamo raccontato nello scorso numero). Ma siamo convinti che il numero minore di pagine non per forza porti ad una minore qualità, anzi. La decisione di pubblicare è stata presa perché avevamo ancora tanto da dire e volevamo dirlo insieme. Con quell’ottimismo e quel pizzico di follia che ci hanno sempre contraddistinto, e con la presunzione che parlare sia meglio che tacere. Sperando di fare un piacere a voi lettori, che di Sconfinare siete linfa vitale quanto la Redazione, e a cui ci sforziamo di dare sempre ragioni per continuare a sostenerci.
Tanti sono ancora gli anni da raccontare. Cinque, cinque e perché no, ancora cinque. E state tranquilli: continueremo a raccontarli insieme ancora a lungo. Cambieranno scrittori, impaginatori e lettori, ma Sconfinare continuerà ad esistere e a cambiare chi avrà il privilegio di farvi parte.
Per concludere con le parole di qualcuno più grande, Sconfinare Vive, Ricorda e Splende. Buona strada, Sconfinati!








