Le “ragazze terribili” di Mazzanti conquistano l’argento mondiale

Il gruppo azzurro (credits: facebook)

The day after si può ragionare a mente lucida su quella che, pur essendo una sconfitta, lascia un retrogusto dolce e la consapevolezza di poter combattere ancora per restare nell’élite mondiale.

Si parla della Nazionale femminile di pallavolo, quella stessa Nazionale che è partita in sordina e con poco tifo – a causa anche della decisione dei vertici mondiali della FIVB di sovrapporre l’evento mondiale maschile con l’inizio del corrispettivo femminile –, che ha convinto subito con le piccole e si è ripetuta con le big raggiungendo un meritatissimo 5 su 5 alla prima fase, con un solo set perso contro la Cina. Fino a quel momento, tuttavia, l’entusiasmo non è stato il solito riservato alla Nazionale di Zaytsev e Juantorena, forse proprio a causa della cocente delusione per la recente sconfitta subita.

Dopo le prime soddisfazioni dal Girone F – due agevoli 3-0 contro Azerbaijan e Thailandia –, sono arrivate altre due vittorie mozzafiato per 3-1 contro Russia e Stati Uniti, che hanno portato a 9 su 9 le vittorie delle “ragazze terribili“, contribuendo a creare un sano hype intorno alla squadra, apparentemente riscoperta solo quando porta lustro al nostro Paese.
Il Girone G, un triangolare con Giappone e Serbia, si è aperto con la vittoria per 3-2 contro le asiatiche, rendendo di fatto inutile la partita con la Serbia – trionfante per 3-1 e unica in grado di sconfiggere le azzurre.
Alle final four è arrivato un altro successo per 3-2 contro la Cina delle campionesse olimpiche di Rio 2016, quarta semifinale nella storia per l’Italia, che, come nel 2002, ci ha dato accesso alla finale.

Incredibilmente, dopo settimane in cui il tormentone recitava ininterrottamente “su le mani per Osmani“, tantissimi italiani hanno seguito il percorso delle azzurre guidate dal CT Davide Mazzanti e dal capitano Cristina Chirichella. Una storia al contrario rispetto alla Nazionale maschile, sin da subito incoraggiata dal pubblico, che dopo le prime pronosticabili vittorie non ha mantenuto una continuità di risultati tale da meritare la medaglia. Invero, il bottino di vittorie iniziale non ha permesso a Giannelli e compagni di raggiungere la top 3, contribuendo, però, a rinnovare la passione per l’azzurro.

Egonu (credits: facebook)

Sabato scorso, infine, la combattuta finale con la Serbia, sperando in un epilogo simile al 2002 che, invece, non è arrivato. Dopo il primo e il terzo set giocati impeccabilmente, con grinta e determinazione, la tensione si è fatta sentire sul finale, premiando l’esperienza delle campionesse serbe al tie-break, conquistato punto a punto. Al termine di una sfida tesa ed emozionante ciò che resta è una medaglia d’argento più che meritata, segno di un percorso che lascia grandi speranze per il futuro, soprattutto per la giovane età delle ragazze guidate da Mazzanti.

Il CT Davide Mazzanti (credits: facebook)

Dappiù, portiamo a casa quattro degli otto titoli individuali del torneo:
Miglior schiacciatrice: Miriam Sylle
Miglior libero: Monica de Gennaro
Miglior alzatrice: Ofelia Malinov
Miglior opposto: Paola Egonu, anche capocannoniere del torneo a soli diciannove anni.

Monica De Gennaro (credits: Dino Panato/Getty Images for FIVB)

In conclusione, è doveroso complimentarsi con queste ragazze, che hanno vinto e convinto guadagnandosi l’argento mondiale, dimostrando un contagioso entusiasmo.
In particolare, Monica De Gennaro – già miglior libero durante mondiali di casa del 2014 e veterana della nazionale –, 173 centimetri di passione e sacrificio, non ha mai sorriso durante la premiazione. Per lei si è risolto in un argento l’ultimo mondiale della carriera e l’augurio è che riesca a trasformare questa delusione in grinta difendendo, nella prossima stagione, lo scudetto vinto lo scorso anno.
Insieme a lei: Serena Ortolani, Carlotta Cambi, Sylvia Nwakalor, Cristina Chirichella (C), Anna Danesi, Elena Pietrini, Marina Lubian, Lucia Bosetti, Myriam Sylla, Paola Egonu, Beatrice Parrocchiale; CT Davide Mazzanti.

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