Attentato a Barcellona: un po’ di chiarezza

L'agenzia di intelligence Site divulga la rivendicazione degli attacchi da parte dell'ISIS

La sera tra il 17 ed il 18 agosto, la regione spagnola della Catalogna è stata teatro di un attacco terroristico programmato, compiuto su diversi fronti da parte di un gruppo la cui affiliazione all’ISIS è confermata dall’agenzia di stampa dello Stato Islamico, Amaq News Agency.

Intorno alle 17.00, un furgoncino noleggiato si è immesso ad alta velocità nella zona pedonale delle Ramblas, via centrale di Barcellona, ed ha puntato verso la moltitudine di turisti e barcellonesi che a quell’ora affollavano la via, provocando 13 morti accertati tra cui due italiani, Bruno Gulotta e Luca Russo, ed oltre un centinaio di feriti. Il furgone ha percorso circa 500 metri prima di arrestarsi, ed il conducente si è immediatamente dileguato tra la folla lasciando la caccia all’uomo ancora aperta.

Il noleggio del furgone è stato effettuato con i documenti di Driss Oukabir, che si è presentato alla polizia di Ripoll, paese in cui ha la residenza e che dista circa 100 km da Barcellona. Oukabir, tuttavia, sostiene di non essere coinvolto nell’azione, della quale si è accorto solo in seguito ad alcuni commenti dai toni molto accesi sul suo profilo di Facebook, e che i documenti gli sono stati rubati. I sospetti, riporta La Repubblica, ricadono ora sul fratello, Moussa Oukabir, diciassettenne arrivato qualche giorno prima dal Marocco. Un altro furgone noleggiato con gli stessi documenti è stato ritrovato a Vic, a 80 km da Barcellona. Le arterie della capitale catalana sono state evacuate e chiuse dai Mossos, la polizia locale, la quale ha anche smentito la falsa notizia secondo la quale l’autista del furgone si fosse barricato dentro un locale tenendo degli ostaggi.

Una veduta delle Ramblas di Barcellona

Alle 21.00, tuttavia, un’auto ha forzato i posti di blocco nei pressi di Sant Just Desvern, periferia di Barcellona, investendo due agenti. Ha proseguito per 3 km prima di essere fermata da una sparatoria. All’interno dell’auto è stato ritrovato il proprietario della stessa ma non al posto di guida, ucciso da alcune ferite di arma da taglio: questa è la ricostruzione fornita dal giornale La Vanguardia ma non sono notizie confermate, come non lo è il collegamento con l’attentato di Barcellona, nonostante una pista suggerisca che il conducente del furgone delle Ramblas sia lo stesso che ha in seguito rubato l’auto, ucciso il proprietario e si sia dato alla fuga.

Sempre giovedì sera, ad Alcanar, a 200 km da Barcellona, è stato arrestato un uomo originario di Melilla la cui identità è ancora sconosciuta. La sera precedente all’arresto, un’esplosione apparentemente causata da una manipolazione di bombole di gas butano ha sventrato un’abitazione ad Alcanar, provocando la morte di una persona. Il commissario capo dei Mossos, Josep Lluís Trapero, conferma il legame tra l’esplosione e l’attacco alle Ramblas. Nei pressi dell’abitazione sono state ritrovate 20 bombole di gas, il che fa credere agli inquirenti che il progetto originario dell’attentato nelle Ramblas avrebbe previsto anche delle esplosioni.

Nelle prime ore di venerdì un altro attacco terroristico è stato messo in atto a Cambrils, città a 120 km da Barcellona. Un’auto si è lanciata verso il lungomare pedonale, ferendo 7 persone, di cui una deceduta in ospedale a mezzogiorno del venerdì. La polizia ha immediatamente risposto uccidendo 4 persone dentro l’auto; una quinta è stata ferita ma è deceduta poche ore più tardi. Tra questi, alcuni indossavano delle cinture esplosive, che però il governatore della Catalogna Carles Puigdemont ha dichiarato essere finte.

Un’azione terroristica ben diversa da quelle di Nizza e di Berlino, dunque, che nasconde una fitta trama sotterranea con legami in tutta la cintura di Barcellona, ed una coordinazione che fa supporre una pianificazione di lungo termine. Tuttavia l’attacco ha sorpreso ed amareggiato la città cosmopolita, progressista ed aperta all’immigrazione. Governata dalla coalizione di sinistra “Barcelona en Comù” dal 2015, lo scorso febbraio Barcellona è stata teatro di ingenti manifestazioni nelle quali i catalani hanno richiesto a gran voce più accoglienza nei confronti dei profughi, dichiarandosi pronti ad accogliere le 16.000 persone assegnate dal sistema di ricollocazione dell’Unione Europea. Manifestazioni organizzate da Ada Colau, sindaco di Barcellona, le cui politiche per l’accoglienza e l’integrazione hanno subito un forte schiaffo da questi attentati, chiaro messaggio di chiusura totale verso il mondo progressista occidentale.

Il sindaco Colau torna nelle Ramblas per esortare i propri cittadini a non avere paura

I messaggi di solidarietà verso il popolo e le autorità spagnole arrivano da tutto il mondo, e in molti hanno aderito alla richiesta di Colau di tenere un minuto di silenzio a mezzogiorno di oggi. In segno di lutto, le bandiere spagnole davanti agli edifici di Commissione Europea e Parlamento Europeo sono rimaste a mezz’asta, così come in molti altri Stati Membri. Il presidente del Parlamento Europeo Tajani comunica di aver incontrato S.M Re Filippo VI di Spagna per accelerare i tempi di lavoro della Commissione Parlamentare contro il terrorismo, ed il Presidente Sergio Mattarella ha espresso allo stesso Filippo VI la vicinanza sua e di tutto il popolo italiano.

Migliaia sono stati i messaggi di pace e speranza, provenienti da ogni parte del globo, ma non sono mancate nemmeno le parole di duro e cinico sciacallaggio da parte di molti esponenti della destra intollerante e xenofoba, che sfrutta il terrorismo come argomentazione per sostenere la totale chiusura nei confronti dell’immigrazione e dell’integrazione. Primo fra tutti, senza nemmeno destare troppa sorpresa, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Donald Trump ricorda ed auspica i metodi del Generale Pershing per contrastare il terrorismo. Egli sparava sangue di maiale conto i terroristi musulmani, animale considerato impuro dall’Islam
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Appassionata di politica, scienza e sistemica. Viaggio in attesa di un'emozione sempre più indefinibile. Studio Scienze Internazionali e Diplomatiche.

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