Avellaneda, la città argentina dal cuore friulano

Articolo apparso su Sconfinare di Maggio 2010. Di Leila Drescig

Quanti di noi sanno che la Provincia di Gorizia è gemellata con il Municipio di Avellaneda della provincia Santafesina, in Argentina? Pochi, forse nessuno. Ed è proprio in questo posto remoto che sto svolgendo il mio stage, per cui ho deciso di scrivervi direttamente dall’Argentina per raccontarvi un po’ la storia di questa città ed i legami con la provincia che ci ospita durante i nostri anni universitari.

La città prende il nome dal Presidente argentino Nicolas Avellaneda, che adottò la legge 817 del 1876, la quale permise a 110 famiglie provenienti dalla Venezia Giulia di fondare la città il 18.01.1879, ricevendo per ogni capo famiglia 36 ettari di terra. Tuttora, la città si dedica essenzialmente al settore primario, nonché al settore secondario con la presenza di PMI collocate nel parque industrial. Inoltre, la cultura friulana rimane fortemente radicata in seno ad ogni famiglie. Per esempio, l’unico museo della città è interamente dedicato al arrivo delle famiglie friulane, e si trovano vecchi oggetti conservati da generazione in generazione! Inoltre, passeggiando per la città, ci imbocchiamo nel “paseo de Gorizia”, una piazzetta commemorativa.

Per quanto riguarda la Provincia di Gorizia, il 25 settembre 2004, sotto l’impulso dell’allora Presidente Provinciale, l’ing. G. Brandolin e del Sindaco di Avellaneda, Don O.E. Marcon, si giunse al gemellaggio. Nel quadro di questo gemellaggio, ad inizio marzo una delegazione della Provincia di Gorizia si è recata in visita ad Avellaneda con l’obiettivo di dare continuità e nuovi impulsi ai progetti. La cooperazione futura si concentrerà sulla creazione di una cassa di credito cooperativa; scambi di giovani professionisti e studenti nel ambito del settore primario; portare a termine il progetto di irrigazione della zona rurale di Avellaneda.

La vitalità della “comunidad de Avellaneda” è sorprendente, e ricorda lo spirito friulani dedicato al lavoro, alla famiglia, alle sue tradizioni e alle sue origini. C’è un forte sentimento di appartenenza che permette profondi vincoli tra le diverse istituzioni e le diverse generazioni. Colpisce la quantità di giovani e, sopratutto, le possibilità che offre loro la città. Per esempio, un giovane imprenditore di 23 anni ha potuto lanciare la sua attività con l’aiuto del Municipio; giovani neolaureati vengono impiegati nelle diverse istituzioni della città; oppure assessori che hanno appena compiuto 30 anni, si ritrovano incaricati di promuovere politiche per una città di 27000 abitanti!

Forse loro potrebbero insegnare qualcosa al nostro vecchio continente dove noi studenti ci chiediamo con timore come sarà il post-laurea.

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