Quando i Beatles smisero di fare i Beatles: il significato di Sgt. Pepper’s

Il gruppo inglese nel 1964 (da Pixabay.com)

Ancora oggi tutti conoscono i Beatles, chiunque ha un’ immagine caratteristica alla quale rimanda immediatamente: chi la copertina di Abbey Road, chi quella di Sgt pepper’s, chi i quattro sorridenti damerini inglesi. Ebbene la loro immagine e ovviamente la loro musica hanno conosciuto una parabola affascinantissima.

Forse la fase più celebre e iconica del gruppo è quella della cosiddetta beatlemania, gli anni delle apparizioni televisive, delle tourneè mondiali, quando erano costantemente assediati da ragazze scalmanate. Per capirci, quando erano una vera e propria boy band ante litteram. Tra chi li idolatrava e imitava e chi li invidiava e detestava, passarono i primi quattro anni della loro carriera con piglio irriverente e sfacciato, come non aveva mai fatto nessuno prima.

Un segreto del loro successo era senza dubbio la simpatia: gli aneddoti risalenti a questo periodo fanno morire dal ridere; ad esempio quando John e Paul, affacciatisi dalla finestra dell’albergo nel quale alloggiavano, arringarono le fans che affollavano la strada, tenendo un pettine sotto al naso a mo’ di baffi hitleriani e regalando saluti a braccio teso. O quando, appena sbarcati a Manila, nelle Filippine, furono costretti a rinchiudersi dentro l’aereo a causa di un agguato organizzato contro di loro da un gruppo di xenofobi filippini. O, ancora, quando Lennon affermò davanti alle videocamere che i Beatles erano ormai diventati più famosi di Gesù Cristo.

Rubber Soul, 1965 (da Wikipedia)
Revolver, 1966 (da Wikipedia)

Ma ad un certo punto si stancarono di tutto quello stile di vita e decisero di cambiare, anzi di fare qualcosa di completamente diverso. Forse erano soltanto cresciuti.

Nel giro di un anno, tra il ’65 e il ’66, cioè all’epoca di Rubber Soul, ridussero sempre più i concerti e le apparizioni in pubblico per chiudersi in studio alla registrazione di Revolver, probabilmente il loro disco più bello. Leggero e denso allo stesso tempo, è un album di passaggio: un addio mistico al mondo dell’adolescenza, a quando erano appunto i fab four, a quando erano quattro supereroi sempre uniti.

Ognuno di loro cominciava a delineare una propria autonomia artistica. Si ha da una parte il termine di un percorso e dall’ altra un andare fino in fondo al gioco delle parti, nel quale chiunque faccia arte si trova immerso. Uscirono dai loro personaggi stereotipati, che non sentivano più veri. Eppure si stavano preparando per un progetto creativo grandioso: la morte dei Beatles e la loro sepoltura.

Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, 1967 (da Flickr.com)

La copertina di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band rappresenta questo: il funerale della band, al quale assistono, tra personaggi a loro cari presenti per la cerimonia, i Beatles stessi, in un look nuovo, spiazzante: hanno i baffi e indossano delle buffe uniformi colorate. Infatti questi non sono più i Beatles: a ricordo dei ragazzacci di Liverpool sono presenti soltanto le statue di cera del Madame Tussaud’s di Londra.

Probabilmente molti hanno sentito parlare della leggenda sulla presunta morte di Paul Mccartney nel ’66; di come egli sia stato poi rimpiazzato da un sosia. Non ci esprimiamo ora sulla veridicità di quella versione; la storia parallela contenuta in Sgt. Pepper’s narra di come tutti i componenti del gruppo hanno deciso di morire insieme, per essere poi rimpiazzati, paradossalmente, da loro stessi.

La fantasia fa da protagonista e la scaletta dei brani dell’ album è la riproduzione di un immaginario concerto di questa nuova banda di sosia. Dall’ascolto del disco saltano fuori, come i fenomeni di un circo errante, i personaggi di un mondo fiabesco che non viene raccontato precisamente, ma lascia ampissimi spazi all’immaginazione.: Lucy in the Sky with Diamonds, Billie Shears, Mr. Kite...

Finemente registrato e frutto di un lungo lavoro di studio diventa – ironia della sorte – in gran parte non riproducibile dal vivo. Infatti nessuno vedrà mai questo spettacolo. Ciò non li interessava più; era ormai da tempo che erano spariti dalle scene, diventando una sorta di band fantasma. Le loro successive apparizioni pubbliche si possono contare sulle dita di una mano. Pur rimanendo sulla bocca di tutti, pur continuando a produrre dischi e filmati con il solito seguito incredibile, rimasero, fino allo scioglimento, sfuggevoli e imprevedibili.

Ti potrebbero interessare anche:

Be the first to comment

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: