Brunetta: “Alle amministrative il centrodestra vincerà”. Prova generale di alleanze per le legislative?

Renato Brunetta, Capogruppo di Forza Italia alla Camera, durante una sua recente visita a Gorizia (Credits: Renato Brunetta/ Facebook)

Possiamo immaginare quali pensieri pervadano la mente degli italiani alla parola “centrodestra”. Probabilmente non solo un insieme di valori, credenze e motivi di militanza politica, ma anche, e forse soprattutto, un uomo in particolare. E non si parla certo del breve governo Tambroni del Sessanta, ma di un celebre uomo politico che ha segnato la storia della nostra Seconda Repubblica e la cui identità sarà già stata intuita dalla maggior parte dei nostri lettori. E infatti fu proprio nell’anno della sua discesa in campo (1994) che cominciò la grande stagione del centrodestra italiano, o che quantomeno ne furono poste le basi.

Tutti noi ricordiamo il primo discorso di Silvio Berlusconi. In un versione più giovane di quella che siamo abituati a vedere, Berlusconi si rivolgeva direttamente agli italiani, sfruttando abilmente i moderni mezzi di comunicazione di massa, e con estrema sagacia riusciva a presentarsi come l’uomo nuovo, alla mano, come l’imprenditore di successo che gli italiani ricercavano dopo decenni di una classe politica considerata ormai autoreferenziale e demolita dagli scandali giudiziari – Tangentopoli su tutti. Berlusconi poneva le basi di una nuova coalizione politica potenzialmente dirompente, con la Lega di Bossi e Alleanza Nazionale di Fini.

Silvio Berlusconi nel 1994

Ed é talvolta proprio a quell’annata che il centrodestra attuale cerca di richiamarsi. I vari partiti dello schieramento ricercano un nuovo 1994, una nuova unità per essere promossi alle elezioni amministrative 2017 (giunte domenica all’ultimo round, con i ballottaggi) e alle prossime elezioni politiche. Le facce della coalizione sono le solite note, si sente parlare a volte di trifoglio: Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia. Ma i volti alla testa di queste forze politiche sono cambiati: considerato naturalmente fisso il polo di Forza Italia e della leadership di Silvio Berlusconi, abbiamo da una parte Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, mentre dall’altra la Lega Nord di Matteo Salvini.

Per quanto riguarda la complessa storia di Fratelli d’Italia, ci limiteremo a elencare in modo molto semplicistico le formazioni che hanno preceduto il partito come lo conosciamo adesso. Come si evince dallo stemma, il partito si richiama all’esperienza del MSI, formazione politica che é uscita rafforzata da Tangentopoli – in quanto non coinvolta negli scandali. Al MSI é seguito Alleanza Nazionale, confluito poi nel PDL, dal quale infine è nato Fratelli d’Italia, nuovo partito composto dagli ex aderenti a AN.

In ogni caso, ai fini della nostra semplice trattazione, ci soffermeremo per lo più sul rapporto fra la Lega e Forza Italia. La problematicità delle relazioni fra il Carroccio e FI non è cosa nuova. Se ricordiamo, il governo Berlusconi del 1994 durò pochi mesi proprio a causa della defezione della Lega Nord di Umberto Bossi dalla coalizione di governo. La Lega ai tempi era ancora fortemente legata all’indipendentismo padano e aveva frequentemente contrasti con altre forze politiche “nazionali” e centraliste della coalizione. Il regionalismo della Lega di Bossi poteva essere un grave ostacolo alla formazione di un’alleanza nazionale di destra.

E forse qui entra in gioco Salvini. L’attuale segretario della Lega, Matteo Salvini, con la sua nuova linea molto meno regionalista e più nazionale – che non a caso Bossi critica duramente – è un potenziale elemento agevolante per una grande coalizione di centrodestra. D’altronde, sembra che Salvini sia un uomo politico molto più “docile” con cui avere a che fare rispetto a Bossi. Tuttavia, nonostante la nuova linea nazionale di Salvini possa costituire un elemento a favore di una coalizione di centrodestra, occorre far notare che non ne è assolutamente condizione necessaria. Ricordiamo, infatti, che la destra riuscì a convivere con il regionalismo di Bossi per diversi anni.

Matteo Salvini, attuale segretario della Lega

Forse il vero problema che aleggia sui rapporti fra la Lega e Forza Italia non è la questione padana, bensì la “minaccia” pentastellata. Forza Italia teme un pericoloso avvicinamento della Lega al M5S. Non è facilmente comprensibile quanto questa eventualità abbia del reale e quanto del fantasioso. Bisognerebbe tuttavia chiedersi se sia effettivamente possibile che un movimento che si definisce antipartitico come quello grillino possa cercare un avvicinamento con la Lega. Anzi, molti ritengono che si tratti sostanzialmente di un bluff del Carroccio per fare pressione su FI.

In ogni caso, nonostante le difficoltà, il clima che si respira all’interno del centrodestra sembra estremamente positivo. Sconfinare è riuscito a ottenere una brevissima intervista con Renato Brunetta, capogruppo per Forza Italia alla Camera. Ecco cosa ci ha risposto alla domanda su come rilanciare il centrodestra:

“Stiamo già rilanciando il centrodestra, vincendo, avendo rapporti con la gente, con il territorio, avendo coerenza, avendo programmi, avendo chiarezza di idee sull’Europa, sulla sicurezza, sull’economia, sulla crescita. É la nostra ricetta di sempre. Il centrodestra sta già vincendo, si sta già rilanciando. Abbiamo vinto alle ultime elezioni amministrative al primo turno, vinceremo ai ballottaggi, poi vinceremo alle elezioni politiche. Da troppo tempo ci hanno rubato la democrazia in questo paese. Adesso occorre tornare alla democrazia. Si tornerà con le prossime elezioni politiche 2018, inverno o primavera, e ricomincerà la nuova grande stagione di governo del centrodestra.”

Il centrodestra sembra dunque deciso a fare ritorno. A questo punto lasciamo che siano i lettori a trarre le loro conclusioni. Questo schieramento è morto come molti dicono o riuscirà a riemergere dalle ceneri del 2011? Oggi stiamo assistendo solo a un temporaneo 1994 o ci sarà anche un nuovo 2001? Solo gli elettori potranno dare una risposta a queste domande.

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