Sconfinare Jukebox – Celebrate Life: In memoria di Chester Bennington

Credits: Pagina Facebook Linkin Park

Una serata speciale, quella del 27 ottobre scorso all’Hollywood Bowl di Los Angeles: i Linkin Park assieme ad amici e artisti della musica hanno dato l’ultimo saluto al cantante, amico e compagno di vita Chester Bennington, scomparso a 41 anni lo scorso 20 luglio nella sua casa di Palos Verdes. Una serata che non conosce la tristezza, perché l’omaggio a Chester deve essere una celebrazione, una manifestazione di musica e gioia a lui dedicata, in memoriam.

Credits: Pagina Facebook Linkin Park

La folla è entusiasta, in fondo è come se fosse un qualunque concerto tenuto della band californiana, è come se Chester fosse lì, al solito posto, impugnando il microfono, intrattenendo il pubblico con i grandi successi del passato e del presente. Malgrado la consapevolezza della sua pesantissima assenza, Mike Shinoda, rapper e chitarrista del gruppo, guida la serata con grande scioltezza e sicurezza, tutto questo è per Chester. Non mancano le battute e le risate; appaiono poi sul grande schermo alle spalle della band, brevi clip dal backstage di Chester e dei Linkin Park in momenti di divertimento e risa prima di salire come sempre sul palco e dar via allo show.

Credits: Pagina Facebok Linkin Park

A dare inizio le danze è proprio Mike con Robot Boy e Iridescent, segue il Live debut di Roads Untraveled e un momento di ironia di Chester proprio assieme a Mike. E quando la base di Numb irrompe sul Bowl, dal pubblico si leva un boato: a cantare sono proprio gli spettatori e si intuisce il vuoto creato dalla scomparsa del frontman della band. Numb, singolo estratto dal secondo album dei Linkin Park, Meteora, è uno dei maggiori successi internazionali della band californiana. Seguono altri grandi pezzi come Shadow of the Day, Leave Out All the Rest e Somewhere I Belong, con la partecipazione di Ryan Key, Gavin Rossdale e Taka.

Dopo aver eseguito Castle of Glass assieme a Mike, sul palco dell’Hollywood Bowl è il turno di Alanis Morissette e il suo nuovo singolo Rest, dedicato proprio a Chester e a tutti coloro che lottano contro la depressione, il male che ha spinto il cantante di Phoenix a togliersi la vita a soli 41 anni. A salire sul palco sono poi Steven McKellar e Jon Green, seguite dalla dinamica Ilsey Juber che esegue l’ultimo successo del nuovo album One More Light: Talking to Myself mashata con All Along the Watchtower, seguono Heavy, cantata da Kiaara e Julia Michaels e l’omonima One More Light, durante la quale il pubblico nel buio, illumina la serata accompagnando Mike e la sua tastiera.

Tra gli ospiti c’è spazio anche per la giovane Sidney Sierota, cantante degli Echosmith, la quale esegue assieme a Mike e a Steven McKennan il singolo Waiting for the End dall’album A thousand Suns, pubblicato nel 2010. Un ritorno al passato e alle origini è però necessario quando compare una clip su Hybrid Theory, il primo album dei Linkin Park, quello che li fece diventare star internazionali della musica, grazie ad un mix particolare tra rap, metal, alternative rock e sonorità dei primi anni 2000.

Giunta l’ora per qualche classico, sale sul palco Oli Sykes a “urlare” la dura Crawling. Con Machine Gun Kelly, Mike canta Papercut, altro singolo estratto dalla “Teoria Ibrida” della band di Los Angeles. One Step Closer vede Jonathan Davis, voce dei Korn con Amir Derakh e Ryan Schuck dei Dead By Sunrise, il side project di Chester iniziato nel 2009. Tempo per Mike di togliere la giacca di jeans ed è già ora di rappare A Place for my Head in compagnia di Jeremy McKinnon, poi un ritorno ai lavori più recenti con Rebellion e The Catalyst, assieme ai System of A Down, Frank Zummo e Derek Whibley dei Sum 41. Mike si rivolge al pubblico: “Divertiamoci! Dovremmo divertirci? Beh certo che dovremmo divertirci, Chester vorrebbe così!!“.

Credits: Pagina Facebook Linkin Park

Un saluto allo scomparso cantante arriva dalle altri grandi rockstar del mondo: da Dave Gahan, voce dei Depeche Mode agli U2 e Paul McCartney, fino ai Metallica, i fratelli Shannon e Jared Leto dei Thirty Seconds to Mars e Duff McKegan dei Guns N’ Roses, un augurio ai fan e alla band per una notte unica e indimenticabile. Al coro I Miss You si uniscono anche i Blink-182 con il loro celebre singolo. Con Mike, i Blink poi eseguono la celebre What I’ve Done, colonna sonora del film Transformers. Il pubblico torna a cantare quando gli LP suonano In The End, la loro hit più famosa, Mike rappa e i fan in coro ripetono il noto ritornello.

Dopo tanta musica, tocca a Talinda, la moglie di Chester, salire sul palco per un importante discorso. Non solo ringraziamenti, questa è l’occasione per parlare al pubblico e al mondo del problema che le ha portato via il marito; consapevole dell’importanza della salute mentale, Talinda annuncia la creazione di una nuova onlus chiamata 3/20, il giorno del compleanno di Chester, per aiutare tutte le persone che soffrono di depressione. “Chester used to told me that Linkin Park’s fans are the best and he was fuckin’ right!!” e conclude: “Fuck Depression! Make Chester Proud!”.

Credits: Pagina Facebook Linkin Park

Segue un’altra clip del 6 luglio, tappa dei Linkin Park a Birmingham, in Inghilterra, contenente un messaggio di cordoglio da parte di Chester per le vittime di Manchester e del terrorismo: “Love your Neighbour, we don’t care where you are from, we love you, nothing can defeat love!”. Dopo New Divide eseguita in mash-up con un’esibizione live del defunto frontman, è il turno di A Light that Never Comes con la collaborazione di Steve Aoki e Bebe Rexha.

Il gran finale vede salire sul palco dell’Hollywood Bowl M Shadows e Synyster Gates, cantante e chitarrista degli Avenged Sevenfold, i pezzi congiuntamente cantati sono Burn It Down, la “vecchia” Faint e poi tutti gli artisti insieme sul palco per l’ultimo pezzo, Bleed It Out. Sono scatenati e in sintonia con il pubblico, c’è la voglia di cantare tutti insieme, l’entusiasmo dell'”Ultima”, la fine dello show. Il resto sono solo applausi, applausi dalla folla, non c’è spazio per le lacrime, quella che si respira è nell’aria è la gioia di tutti; arriva puntuale un ringraziamento finale da parte di Mike, della band e di tutti gli artisti presenti con un’unica richiesta: Make Chester Proud!!!

Credits: Pagina Facebook Linkin Park

 

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