Chi è il “power ranger” sul simbolo della Lega?

Il Monumento al Guerriero di Legnano, Legnano (Credits: Wikipedia)

“Ma quello chi è? Un power ranger?”. Così, nella pellicola “Cado dalle nubi”, un Checco Zalone un po’ ingenuo domanda in riferimento a una raffigurazione di quello che per molti rimane un anonimo soldatino. Vogliamo perciò rispondere alla domanda di Checco e per farlo possiamo fare riferimento direttamente allo statuto della vecchia Lega Nord. All’articolo terzo dello statuto si legge infatti:”Il simbolo […] è costituito da un cerchio racchiudente la figura di Alberto da Giussano, così come rappresentato dal monumento di Legnano”. Abbiamo dunque un nome: Alberto da Giussano, chi era costui?

La risposta la troviamo a quasi un millennio di distanza e più precisamente fra il XI e XII secolo. Siamo in pieno periodo medievale, gli stati come li conosciamo attualmente non esistono ancora, mentre la politica europea è determinata dal binomio Papato-Impero. È infatti il contrasto fra questi due enti per la supremazia sul continente ad animare lo scenario politico dell’epoca. È inoltre una fase di grandi trasformazioni sociali: l’aumento demografico dell’anno Mille e la ripresa dei flussi commerciali restituisce un ruolo alle città. Da luoghi insicuri e soggetti a saccheggi si trasformano piuttosto, verso la fine dell’XI secolo, in centri che accolgono un gran numero di persone, spesso manodopera contadina in eccedenza che si trasferisce dalle campagne alle città per trovare un impiego o feudatari minori, e dove iniziano a svilupparsi attività di commercio e di artigianato. Comincia così l’età dei comuni medievali.

Il vecchio simbolo di Lega Nord (Source: Wikipedia)

Emerge una nuova classe sociale di piccoli artigiani e nelle città si costituisce una società dinamica, poco disposta a sottostare ancora al giogo dei regimi feudali. Si tratta di un movimento che parte proprio dall’Italia settentrionale, area poco avvezza ai vincoli del feudalesimo. Formalmente parte del Sacro Romano Impero, di fatto i comuni del Nord si danno un autogoverno, fino a costituirsi come vere e proprie città-stato, affrancate da autorità esterne e, in particolare, dai feudatari e dall’Impero. Dopo un primo periodo di tolleranza del movimento comunale da parte dei vari imperatori succedutisi, anche dovuto ad una fase di debolezza ed instabilità dell’Impero, arrivarono i tentativi di repressione.

In particolare, fu l’avvento di Federico Barbarossa a capo dell’Impero, nel 1152, a segnare un punto di svolta. Egli mal tollerava l’autogoverno dei comuni, movimento sostenuto, tra l’altro, proprio dal nemico principale dell’Impero: il Papato. Infatti, papa Alessandro III era naturalmente favorevole a tutto ciò che potesse indebolire il suo naturale avversario. L’alleanza fra i comuni e il papa è d’altronde testimoniata dalla fondazione, nell’attuale Piemonte, di Alessandria, città stabilita dai comuni in onore di papa Alessandro III e nata come roccaforte antimperiale ai confini del marchesato del Monferrato, alleato del Barbarossa.

Una rappresentazione di Federico Barbarossa (Source: Wikipedia)

Ad ogni modo, il Barbarossa discese più volte in Italia, distruggendo diversi comuni, fra cui Milano nel 1162, nel tentativo di riaffermare la propria supremazia. Pertanto, di fronte al rischio di essere definitivamente sopraffatti e posti nuovamente sotto l’autorità imperiale, i comuni si coalizzarono, dando origine, con il leggendario giuramento di Pontida, alla Lega Lombarda. Essa, anche grazie alla successiva fusione con la Lega Veronese, arrivò a riunire ben trenta comuni, fra cui, oltre ai fondatori di Pontida, ovvero Milano, Lodi, Ferrara, Piacenza e Parma, anche Crema, Cremona, Mantova, Bergamo, Brescia, Genova, Bologna, Modena, Reggio Emilia, Padova, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza, Vercelli e Novara.

Ed è qui che entra in gioco Alberto da Giussano: egli è il mitico condottiero che, secondo la narrazione tradizionale, avrebbe guidato le truppe della Lega Lombarda a trionfare sul Barbarossa nella battaglia di Legnano, il 29 maggio del 1176, giornata scelta come festa regionale dell’attuale Lombardia. Di fronte alla sconfitta, il Barbarossa fu costretto a riconoscere, con la pace di Costanza del 1183, la Lega Lombarda e l’autogoverno dei comuni.

Il Monumento al Guerriero di Legnano, a Legnano (Source: Wikipedia)

Premesso che Alberto da Giussano rimane una figura leggendaria di cui gli storici negano l’esistenza, concordando piuttosto che a capo della Lega Lombarda ci fu il meno noto Guido da Landriano, da ciò deriva il significato simbolico del mitico condottiero per l’ormai ex Lega Nord: padre della Lega Lombarda, dell’unione del Nord per affrancarsi da una forza esterna e affermare la propria indipendenza. A questo punto la domanda sorge spontanea: che valore può avere un Alberto da Giussano nello stemma della nuova Lega salviniana che ha ormai abbandonato la causa dell’indipendentismo padano per convertirsi in un partito nazionale e nazionalista? Forse nessuno. Forse, però, potrebbe ritrovare parziale significato nella nuova prospettiva leghista: quella federalista. Insomma, magari il Nord non sarà indipendente, ma quantomeno autonomo.

Inoltre, nonostante le vicende di Legnano e di Alberto di Giussano siano spesso associati alla retorica di una Lega bossiana e indipendentista, c’è da sottolineare anche l’utilizzo che ne è stato tradizionalmente fatto dagli ambienti risorgimentali e della “propaganda” nazionalista. L’esempio lampante è la quarta strofa dell’inno nazionale di Goffredo Mameli, nella parte in cui celebra la battaglia di Legnano:”Dall’Alpi a Sicilia \ dovunque è Legnano”. La battaglia viene poi celebrata da Giuseppe Verdi nell’opera La battaglia di Legnano, così come da Giosuè Carducci nella poesia Canzone di Legnano, nella quale si fa riferimento allo stesso Alberto da Giussano, che diventa protagonista del componimento. Ma ancora troviamo celebrazioni della vicenda anche da parte di altri autori, come Giovanni Pascoli e Gabriele D’Annunzio, oltre che in molta dell’iconografia dell’unità, come calendari o cartoline. E se questo non basta si pensi che negli anni Trenta, in pieno fascismo, un incrociatore leggero della Regia Marina venne chiamato proprio Alberto da Giussano.

L’incrociatore Alberto da Giussano (Source: Wikipedia)

In definitiva, per alcuni, Alberto da Giussano e la battaglia di Legnano non rappresenterebbero soltanto il trionfo di un gruppo di semplici comuni medievali del Nord contro il tentativo di sottomissione da parte del Sacro Romano Impero, bensì un momento del cammino del popolo italiano verso l’indipendenza e la liberazione da ogni dominio straniero. Una forzatura? Il lettore decida.

Ad ogni modo, il leggendario condottiero e Legnano rimangono un esempio di come gli stessi eventi possano essere interpretati in maniera nettamente diversa e, potenzialmente, opposta.

About Lorenzo Crippa 21 Articles
Nato a Como nel 1997 e cresciuto in un piccolo comune lombardo di provincia. Mi sono diplomato al Liceo Classico Alessandro Volta di Como, mentre attualmente studio a Gorizia nel corso di laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche. Sono appassionato di Storia e politica internazionale e ho grande interesse per la regione dell'Asia Centrale.

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