“Chiamami col tuo nome e io ti chiamerò con il mio”

Credits: Chiamami col tuo nome/ Facebook

Chiamami col tuo nome è un romanzo di André Aciman, che racconta la storia di Elio, un diciasettenne estremamente in conflitto con se stesso, e Oliver, ventiquattrenne americano. La storia si basa sul racconto della passione travolgente che nasce durante il soggiorno estivo di Oliver presso la famiglia di Elio.

Il romanzo è ambientato in una calda estate degli anni ’80, presumibilmente sulla riviera ligure. L’autore in realtà non specifica il nome dei luoghi mentre li descrive, forse perché non ha importanza dove l’amore tra i due ragazzi nasce. Il torpore dell’estate durante la quale la storia è ambientata è ben descritto da Aciman, che racconta della grande casa con il giardino, del sole che picchia forte, dell’acqua che mossa dal vento culla i protagonisti col suo rumore. Il calore dell’estate si mescola al calore dell’amore dei due giovani, al sudore dei loro corpi, quando per la prima volta fanno l’amore, nella stanza di Elio, occupata da Oliver durante il soggiorno.

L’autore ha voluto lasciare molto spazio alla crisi che Elio vive, legata allo sviluppo della sua sessualità e spinta anche dalla sua giovane età. Egli si infatua totalmente di Oliver, che gli sembra però incredibilmente irraggiungibile. Questa irraggiungibilità è data sicuramente dal fatto che l’altro abbia quasi l’aspetto di una “movie star”, come affettuosamente lo chiama la mamma del diciassettenne, ma è legata anche al fatto che Oliver è un ragazzo. È un maschio. Esattamente come Elio.  Si scorge tra le righe che descrivono i pensieri del giovane una domanda che Elio fa a se stesso: una domanda in realtà invisibile, non esplicitata da Aciman, che turba incredibilmente il protagonista. Sembra quasi che si chieda se tutto quello che prova è sbagliato, se lui è sbagliato. Quasi come se si chiedesse disperato ‘cosa mi succede?’, senza trovare risposta, senza neanche chiederlo direttamente a qualcuno. Ma la passione è troppo forte, e supera qualsivoglia quesito che lo attanaglia, e lo spinge senza ritegno, ma spaventato ed impreparato, tra le braccia di Oliver. Anche il più grande, descritto quasi come un dio greco – soprattutto nelle fantasie di Elio – sembra poter avere chiunque, sembra poter conquistare chiunque: ma s’innamora invece proprio dell’altro, così giovane, così puro, con così poca stima di se stesso.

“Facevamo finta di niente. Parlavamo di tutto fuorché di quello. Ma l’abbiamo sempre saputo, e che adesso non dicessimo nulla era un’ulteriore conferma. Avevamo trovato le stelle, tu e io. E questo capita una volta sola nella vita”.

L’ambientazione nella quale Aciman decide di narrare la storia ha in sé qualcosa di magico. Le giornate afose, i pomeriggi passati a nuotare, i pranzi in giardino, le corse in bicicletta: sono tutti momenti che fanno da cornice al crescere dell’amore tra i protagonisti, ma è quasi come se ogni albero, ogni fiore, ogni nuvola osservasse nel torpore dell’estate lo sviluppo della storia, attendendo paziente qualche segnale dell’uno nei confronti dell’altro e viceversa.

Il flusso dei pensieri di Elio è così ben descritto, così fluente nella sua complessità che porta il lettore ad entrare ancor di più nella vicenda, esattamente come fanno le belle descrizioni che Aciman ci riserva. Si resta durante la lettura sempre sospesi, quasi ad attendere che uno dei due faccia il primo passo, che quando però sembra arrivare, non si concretizza. Questo sicuramente porta chi legge a voler scoprire di più, a voler sapere di più.

Chiamami col tuo nome è sicuramente un romanzo d’amore, ma non è solo passione, o idillio: è anche porre l’attenzione su come i protagonisti crescono, evolvono, cambiano, con le loro crisi, i loro dubbi, i loro sentimenti altalenanti. Pagina dopo pagina, Aciman porta il lettore a calarsi sempre più nella vicenda, quasi camminando a fianco di Elio e Oliver, tra i prati verdi e il profumo dei fiori estivi.

 

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