CIAK! Sconfinare: Deutschland 83

Germania Est, 1983. Il servizio segreto per lo spionaggio all’estero della Repubblica Democratica Tedesca, l’Hauptverwaltung Aufklärung (HVA), sceglie Martin Rauch, giovane sergente maggiore delle Truppe di frontiera della RDT, come propria spia nell’ovest. Il suo obiettivo: sostituirsi al giovane Moritz Stamm come attendente del Generale Edel e infiltrarsi all’interno del Bundeswehr, per raccogliere quante più informazioni possibili sulla posizione dei missili americani Pershing II e sui piani della NATO. I servizi segreti della RDT sospettano infatti di alcune manovre militari del blocco statunitense nell’Europa occidentale, considerate il preludio alla guerra nucleare.

In Europa e negli Stati Uniti, nel 1983, la Guerra fredda si sta scaldando. Da entrambi i lati della Cortina di ferro, l’ipotesi del cosiddetto primo colpo nucleare appare più solida che mai: blocco statunitense e blocco sovietico sono giunti ad un punto di non ritorno e sembrano, inevitabilmente, destinati a collidere. Il 1983 è l’anno in cui la NATO lancia Able Archer, un programma di esercitazione militare che simula realisticamente l’eventualità di un conflitto nucleare e che induce Mosca a cedere nel panico della prima mossa con la cosiddetta operazione RJaN (РЯН, Ракетно-Ядерное Нападение, cioè attacco missilistico nucleare), che sfiora la possibilità di un’escalation drammatica del conflitto. Il calcolo dei rischi e delle probabilità, la paranoia del dettaglio, la fiducia cieca nel deterrente, la corsa all’avanzamento tecnologico, l’interesse; lo scontro ideologico, ormai fiaccamente combattuto in convenzioni consolidate e assorbite e in ciò che ciascuna parte ritiene più conveniente credere. La divisione tra Est e Ovest è ad alto potenziale esplosivo: un castello di carte perennemente sul punto di crollare.

Deutschland 83, miniserie televisiva tedesca ideata da Anna e Joerg Winger, penetra nel cuore del conflitto e vi si inserisce alla perfezione, con una storia relativamente semplice ma ricca di risvolti. Trasmessa per la prima volta negli Stati Uniti nel giugno 2015 (su SundanceTV, co-produttrice), la serie è la prima di lingua tedesca ad essere trasmessa sottotitolata in una rete statunitense. In Germania la serie è stata trasmessa a partire da novembre 2015, mentre in Italia è arrivata (doppiata) nel mese di dicembre 2015. I primi due episodi della serie hanno incontrato, alla Berlinale 2015, recensioni positive: segno della sempre più alta qualità della produzione televisiva tedesca, che negli ultimi anni è emersa come alternativa di livello.

Lo spionaggio e le tensioni della Guerra Fredda non sono certamente materiale nuovo nella produzione televisiva e cinematografica contemporanea, ma Deutschland 83 è una serie ambiziosa: il rigore storico si mescola all’ottima caratterizzazione sociale, culturale e dei costumi, che fa di questa produzione, oltre ad un fedele report storico, anche un intenso spaccato di vita quotidiana. Le vicende di Martin Rauch (poi ufficialmente Moritz Stamm) non si fermano allo spionaggio nell’ovest: la sua storia personale, così come gli errori e l’ingenuità, vengono esplorati a fondo, in una storia che sa diramarsi in più direzioni senza perdere il fil rouge che le unisce tutte. Lo shock culturale del passaggio a ovest, le grandi catene di supermercati, il capitalismo sfrenato, ma anche la musica e le atmosfere: in Deutschland 83 trova spazio anche l’elemento pop e più marcatamente economico-sociale della divisione in blocchi, con un protagonista (interpretato dall’ottimo Jonas Nay) che si trasforma spesso in una caricatura esilarante.

La regia di Edward Berger e Samira Radsi non si fa mancare nulla: da una colonna sonora perfetta (e a tratti audace, con musiche che spesso sdrammatizzano) ad una fotografia eccezionale. La cultura e la società dei primi anni ’80 ne emergono splendidamente caratterizzate ed analizzate da molteplici punti di vista: incontriamo l’ideologia pacifista e le proteste studentesche, gli esperimenti di vita in comune realizzati anche all’ovest, la sessualità e il problema dell’AIDS.

Deutschland 83 si propone come avvincente e straordinariamente verosimile spy story, ma riesce ad essere anche molto di più. In otto episodi, i creatori riescono a dare un’idea della complessità del vivere sociale nella Germania divisa (anche se non è esclusa, secondo gli autori, la possibilità di una seconda e di una terza stagione, rispettivamente ambientate nel 1986 e nel 1989). Una serie di qualità, assolutamente da non perdere, che piace allo spettatore perché capace di toccare corde diverse e di saggiare abilmente leggerezza e dramma storico.

Be the first to comment

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: