Ciak! Sconfinare – E’ solo la fine del mondo

È solo la fine del mondo è l’ultimo film di Xavier Dolan, nelle sale di tutto il mondo ad inizio dicembre e presentato al Festival di Cannes 2016. Il lungometraggio è senza dubbio uno dei diamanti di punta del giovanissimo regista, passato purtroppo quasi inosservato in Italia.  La trama del film non è complicata: Louis è un drammaturgo di successo che manca da casa da dodici anni. Malato terminale, decide di fare ritorno dalla sua famiglia per cercare di riallacciare un rapporto con essa, un’ultima volta. Dopo aver preso un aereo in fretta e furia ed aver raggiunto casa, si ricongiunge con la sorella minore Suzanne, il fratello maggiore Antoine, la cognata Catherine e la madre. La sottile trama psicologica costruita dentro questi personaggi è, però, un capolavoro: ognuno entra in contatto con il redivivo Louis a modo suo, alzando barriere e facendone crollare altre.

Louis si scontra con la realtà di Suzanne, post-adolescente ricoperta di tatuaggi e perennemente fatta che lui aveva lasciato quando era piccola, disillusa ed intrappolata in una realtà suburbana da cui non riesce a fuggire nonostante il desiderio di andarsene da casa. Si scontra con Antoine, violento, tagliente, offensivo. Louis cerca di approfittare di un viaggio in macchina con lui per cercare di ristabilire un contatto fraterno forse mai del tutto realizzato e sicuramente improponibile ora. Antoine risponde ponendosi sempre sulla difensiva, evidenziando la sua frustrazione, delineando la sua insofferenza verso una realtà in cui, pur essendo il più grande tra i tre fratelli, non riesce a prendere il posto di capofamiglia lasciato dal padre. Padre di cui si sa ben poco, se non che morì diversi anni prima, la cui presenza aleggia però lungo tutto il film portando alla luce un contesto familiare complicato e dissonante. La madre di Louis, Martine, cerca invece di coprire il disagio della famiglia impreparata al ritorno di Louis con chiacchiere e vestiti sgargianti. Sembra essere l’unico personaggio che, a dispetto dell’età, ha conservato la fiducia verso un futuro migliore, sperando in un rinnovato dialogo tra i suoi figli, cercando di convincere Louis a farsi sentire più spesso. Catherine, la moglie di Antoine, ha dei grandissimi occhi blu, tanta empatia e scarsa capacità di esprimersi, schiacciata in un contesto nel quale si trova catapultata suo malgrado.

locandina

Il film narra queste storie che si intrecciano durante il pranzo organizzato per il ritorno di Louis, durante il quale cerca invano un momento in cui comunicare alla famiglia la sua malattia. I discorsi spezzati o mai cominciati, le emozioni represse, le parole che ognuno ha necessità di sentire esplodono e culminano nella fuga di Louis da casa propria senza aver avuto occasione di cambiare qualcosa nella sua tumultuosa famiglia o di salutare tutti, un’ultima volta. Iconico il grido disperato di Suzanne: “Quello che hai fatto è rovinarci la nostra vita!”.

La regia spettacolare di Dolan è accompagnata da una fotografia eccellente ed una colonna sonora satura, onnipresente, che vanta nomi come Moby, Lost Frequencies, Camille, Exotica. Gli attori, tutti rigorosamente francesi, completano quello che si può senza dubbio definire un capolavoro cinematografico: Gaspard Ulliel (Louis), Léa Seydoux (Suzanne), Nathalie Baye (Martine), Marion Cotillard (Catherine) ed un magistrale Vincent Cassel nei panni di Antoine.

 

 

 

About Valentina Montesel 7 Articles
Appassionata di musica, fotografia e politica, viaggio in attesa di un'emozione sempre più indefinibile. Studio Scienze Internazionali e Diplomatiche.

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