Coerenza a Nord-Est: questa sconosciuta

 “Senti che puzza scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani”.

Questo lo slogan urlato a squarciagola dall’on. Matteo Salvini nell’anno Domini 2009, quando ancora non era leader del Carroccio e faceva il compagnone a Pontida circondato da elementi della sua stessa risma. Finito il coro però il capitano coraggioso delle cornute legioni nordiste posò la birra e si fermò un attimo a pensare. Arrivò dunque il tanto atteso momento di lucidità.

Leghisti che credono in quello che dicono
Sguardi d’intesa fra filosofi moderni

Facciamo un salto in avanti e approdiamo al 2013 quando il fuoricorso più famoso d’Italia diventa Segretario Federale della Lega. Il principale partito destrorso del Nord versa in condizioni tragiche a seguito dello scandalo rimborsi legato al imprenditore Francesco Belsito e alla famiglia Bossi. Il neo Comandante in Capo è molte cose ma sicuramente non è stupido, anzi strategicamente è una delle menti politiche più brillanti del Paese e partorisce un assioma fondamentale: l’Italia a livello elettorale non finisce al Po. Decide quindi di sfornare una nuova e splendida politica sociale prevedente un’ampliata esportazione del razzismo -inizialmente indirizzato in maniera maggioritaria verso genti del Sud- che colpisca unicamente gli stranieri immigrati. Una categoria facilmente odiabile non solo a Nord ma, appunto, anche nel Sud Italia; da sempre territorio di sbarco di ogni invasione. Dai bizantini ai marines.

Questo escamotage politico portò due effetti: più consenso e, soprattutto, più voti. Voti che arrivarono puntuali come un orologio svizzero. La Lega crebbe infatti dal 5% al attuale 12.5% fino a scavalcare, nella classifica delle destre, gli ex-alleati del PDL. Salvini capisce ed ha capito una verità assoluta: l’odio e la paura sono armi potentissime e limitarle ai connazionali come fatto precedentemente dal suo partito è, a livello di propaganda, poco utile al fine del risultato delle urne. Sorge spontaneo un dubbio: può un esponente politico come Salvini fare il bene del Sud quando nel 2009 faceva partire determinati cori denotanti poco rispetto e in generale zero considerazione? Pensando ai sudisti che votano per “Noi con Salvini” vengono in mente tante lepri che, appurato l’inizio della stagione di caccia, escono festose dalle tane pronte a farsi impallinare dai cacciatori leghisti.

Autolesionismo o semplicistica ignoranza? Di una cosa si è certi: non è razzismo, nella maniera più assoluta. Semplicemente per Salvini gli italiani (o forse i voti) vengono prima.

E chissenefrega se ogni anno decine di migliaia di persone muoiano di stenti o annegate nella tratta mediterranea. Chissenefrega, tanto se vengono per rubarci l’aria e il lavoro, meglio così. D’altronde perché essere misericordiosi e condividere la sofferenza di uomini, donne e bambini che scappano da guerre e atrocità d’ogni sorta quando si può tranquillamente pontificare slogan filo-fascisti da un palco ed essere acclamati come salvatori della patria.

Scusate se non siamo affogati

Ma il verdissimo power-ranger milanese non l’ha sempre pensata così. In una galassia lontana lontana, in tempi in cui non doveva ancora fare buon viso a cattivo gioco, aveva fondato il movimento “Comunisti Padani”, qualsiasi cosa questo nome volesse comunicare. Quelli che quindi ora, in occasione di una visita a Napoli, chiama “Le solite zecche dei centri sociali” erano una volta i suoi compagni di bevute. Matteo Salvini forma infatti la sua persona e la sua ideologia politica nel Centro Sociale Leoncavallo, storico punto di aggregazione della gioventù milanese di sinistra. Quanta confusione quindi: i centri sociali sono strutture formative o creano disagio al popolo?  E sopra ogni altra cosa: come può un ex-frequentante di centri sociali definire zecche coloro i quali frequentano attualmente determinate strutture? Parole curiosamente poco conformi alle sue passate idee. Allora –come la nazionale Brasiliana è senza alcun dubbio la più vincente e spettacolare della storia- anche Matteo Salvini è stato una zecca. Una zecca rosso-verde, comunisticamente padana, che non si fa troppi problemi a rinnegare il proprio passato per una manciata di voti.

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La nascita della Venere Salviniana

Molte volte l’esponente di punta della Lega è stato giustamente criticato per aver dimostrato così poca coerenza politica. Come si può d’altronde capire un soggetto che da ambienti socialisti e di sinistra passa ad alleanze del calibro di Le Pen e Wilders? Salvini rispose, secondo lui chiudendo il discorso, che vedeva e vede più valori di sinistra nelle destre che nelle componenti mancine del panorama politico mondiale. Sarebbe interessante capire di quali valori parli l’assiduo frequentatore del Parlamento Europeo. Forse si riferisce al razzismo e alla xenofobia di partiti come quelli sovra citati? O forse si tratta solo dell’autarchica, post-fascista, medievale, razzista e vergognosamente antiquata idea del nazionalismo sovrano? Idee assolutamente conformi ai valori di uguaglianza e libertà caratteristici delle sinistre. Ragionamenti coesi e coerenti, mica specchietti per le allodole.

Il ruspaiolo delle felpe in tutto questo, tra comparsate in cortei di Casa-Pound e scarponi da neve in uffici televisivi, intende anche uscire dall’Europa; giusto per non farsi mancare niente. Chiunque abbia studiato le basi minime dell’economia gli chiederebbe: con quale valuta? Gestendo come il tutto a livello economico? Con la Lira magari? Forse l’integerrimo venditore di populismo pensa che l’Italia sia economicamente e socialmente paragonabile all’Inghilterra e abbia le stesse risorse commerciali e relazionali dell’isola britannica.

Vien da ridere – per non piangere – all’idea che questo uomo decida delle dinamiche dell’ormai principale partito di destra italiano.

Ma spesso in questo eterno Paese le cose vanno così e non vince e ha successo chi racconta verità o propone soluzioni ragionate bensì chi la spara più grossa e chiude le porte a potenziali risorse.       Non è forse vero che i clandestini vengono in Italia per usare la nostra penisola come un passaggio verso il più moderato e politicamente saggio Nord-Europa? Non è forse vero che nella maggior parte dei casi vengono pagati con salari da fame che nessun indigeno accetterebbe? Allora di chi è la colpa? Di chi fugge dalle guerre del petrolio causate da noi occidentali o proprio di noi occidentali che ce ne approfittiamo scanzonatamente e sfruttiamo ogni possibile occasione per risparmiare ed evadere soggiogando chi cerca di sopravvivere come meglio può?

Quando girate per le strade della vostra città e vedete persone di colore -magari con abiti che ritenete poco consoni -fermatevi a pensare a quanto devono aver subito queste persone e a quanto devono aver sofferto se hanno deciso di lasciare la loro patria per venire fin qui. E non fatevi gabbare dalla propaganda proto-fascista delle destre xenofobe. Pensate, ragionate, e per quanto difficile possa essere provate a mettervi nei loro panni (se ci riuscite) e arriverete a capire che queste persone sono una risorsa per il nostro Paese e non una minaccia.

Lo dicono i dati economici, mica qualche scribacchino.

Pensate a cosa fareste voi se nel vostro Paese regnassero caos, violenza, anarchia e la legge del più forte; se regnasse l’antico principio del mors tua vita mea. Non fuggireste? Non migrereste verso lidi più fiorenti e democratici sperando di trovare pace e serenità?

Ti farò una proposta che non potrai rifiutare
Don Vito Corleone in una scena de Il Padrino

Si ricorda inoltre  all’onorevole Salvini che gli Stati Uniti d’America, guidati dal mite e lungimirante e da lui tanto amato Donald Trump, sono diventati la prima potenza mondiale grazie all’immigrazione. Anzi di più: sono una federazione basata in toto sull’immigrazione. Anche ed in particolare italiana.

E ci si ricordi ancora che adesso è il nostro territorio ad essere invaso ma una volta, in epoche meno tecnologiche e più concrete, eravamo noi gli invasori, eravamo noi gli immigrati tanto odiati e discriminati.

Adesso le cose sono cambiate, per fortuna, e l’Italia da Paese minore e povero è diventato una meta per chi cerca di vivere meglio. E’ il capitalismo signori, è la tendenza umana a cercare in ogni modo di stare sempre meglio. Sempre e comunque. Con ogni mezzo.

Se non vi piace come funziona e preferite una dittatura mascherata da Repubblica andate in Russia. O seguite L’on. Razzi nelle sue selfistiche scampagnate in Corea del Nord. Ma state molto attenti. Perché a quel punto sareste voi gli immigrati, e non sembra essere una passeggiata di questi tempi.

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