Come scattare una foto di gruppo a tremila persone?

Fotografia, fotogiornalismo e cultura dell’immagine. Una passeggiata tra riflessioni, critica e tecnica in compagnia di Vincenzo Di Giuseppe. Trovate i suoi lavori anche su one125.com e Twitter.

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La foto di gruppo: molti ne sono rimasti traumatizzati fin dalla prima esperienza, circa ai tempi delle elementari. C’è quello che viene sempre con gli occhi chiusi, quello di cui si vedono solo le sopracciglia perché il cranio di qualcun altro lo nasconde, quello che ha la bocca semi aperta perché stava parlando al momento dello scatto.

Sono pochi quelli che si possono dire soddisfatti della propria immagine nelle foto di gruppo e ancora meno i fotografi che sanno riprendere gruppi superiori a quattro persone.

Un bell’esempio lo trovate nell’ultima copertina di Sports Illustrated che ritrae circa tremila persone al termine della scorsa maratona di Boston.

La foto è davvero spettacolare e potete osservarla nei particolari su Gigapan. Un interessante video del making of lo potete trovare qui.

Al di là del caso particolare da questo esempio possiamo ricavare delle indicazioni molto utili, una specie di decalogo per la foto di gruppo!

  1. La posizione da cui scattare è molto importante: mai troppo bassa, meglio se rialzata rispetto al gruppo da ritrarre.
  2. Comunicare e dare indicazioni alle persone è fondamentale. Anche se per poco tempo tutti devono darvi retta senza il caos di persone che vanno per conto loro.
  3. Una volta preso il controllo della situazione avrete poco tempo. La prima cosa da fare è dare indicazioni per comporre il gruppo evitando che persone basse siano nascoste dietro a quelle alte o altri macroscopici problemi di “formazione”.
  4. Parentesi tecnica: per risultati migliori consiglio una lente/focale da moderato grandangolo (circa 35/28mm, che non distorca troppo i bordi dell’immagine), diaframma chiuso e tempi brevi.
  5. Una volta che tutti saranno in posizione bisogna “sincronizzarli”. Ci sono molti modi per farlo, a ogni fotografo il suo, ma lo scopo è sempre quello di avere l’espressione “giusta” da parte di tutti in un preciso momento. C’è chi conta fino a tre (nel caso di Boston usando un megafono), chi fa contare i protagonisti… o altro, basta la fantasia.
  6. Il problema degli occhi chiusi. Nei ritratti di gruppo, una foto su due ritrae qualcuno con gli occhi chiusi. Per azzerare il problema possiamo chiedere alla “folla” di chiudere gli occhi, rilassarsi iniziando a sorridere e – se scattiamo al “4” – chiediamo che aprano gli occhi al “2” guardando in camera belli sorridenti.

In questo modo la nostra foto di gruppo dovrebbe riuscire bene, ma con l’esperienza si potrà tirar fuori un’infinità di altri trucchetti!

VDG

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"Blow Up" arriva dal 1966, anno in cui Antonioni affascinava con un film che aveva per protagonista la fotografia, sfuggente e ambigua. Più di quarant'anni dopo molte delle domande poste dal regista sono rimaste senza risposta, a riprova che la fotografia è viva e vegeta anche se alle prese con una crisi di mezz'età. Ci accompagna in questo percorso Vincenzo Di Giuseppe: alumnus SID classe 1982, fotografo con la passione per il reportage e non solo. I suoi lavori si trovano su www.one125.com

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