Comprare farmaci online fa male alla salute?

Intervista a Gabriele Baratto di eCrime per capire i rischi del commercio di farmaci sul web.

La vendita di farmaci online sta diventando un fenomeno sempre più diffuso. A livello europeo il panorama sulla gestione delle vendite online di farmaci è variegato, si sta però cercando di arrivare a una sintesi comune. Con la direttiva 62/2011, l’Unione Europea propone regole comuni per la vendita online di tutti i farmaci da banco, che invece è ancora sottoposta a divieto da parte di alcuni Stati membri, Italia inclusa. Dopo l’adeguamento alle disposizioni europee sarà così possibile ordinare aspirine, integratori vitamici e simili direttamente sul web. Per capirne di più abbiamo intervistato Gabriele Baratto, dottore in Giurisprudenza, che collabora nel progetto FAKECARE di eCrime, il Gruppo di Ricerca sulla eCriminology della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento, coordinato dal criminologo Dott. Andrea Di Nicola.

Innanzitutto, cos’è FAKECARE?

Fakecare è un progetto finanziato dalla Commissione Europea e che vede la collaborazione tra gli altri del Ministero della Salute, l’Interpol e l’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco). A eCrime ci stiamo lavorando dallo scorso settembre per capire meglio le dinamiche dietro il commercio illegale di farmaci online. Il nostro gruppo non solo cercherà di capire le dinamiche del mercato illegale dei farmaci in rete, ma si propone anche di fornire gli strumenti adatti per smantellare il commercio online dei farmaci contraffatti.

Qual è la situazione odierna del mercato virtuale dei farmaci?

A livello europeo stiamo cercando di raggiungere una maggior integrazione. Oggi i farmaci non soggetti a prescrizione medica sono considerati merci e per questo sono liberi di circolare nel territorio dell’Unione. Il problema sta nel fatto che la legislazione non è la stessa in tutti i Paesi membri. Alcuni Stati possono vendere liberamente su internet anche i farmaci per cui è richiesta la prescrizione medica (i così detti POM, Prescription Only Medicines), altri hanno vietato la vendita dei farmaci sul web, sia che serva la ricetta sia che siano “farmaci da banco” (chiamati OTC, Over the Counter). Con la normativa 62 del 2011 è stato deciso di permettere la vendita online degli OTC, stillando una lista delle farmacie nazionali che sono state autorizzate alla vendita. La lista sarà liberamente accessibile, così il compratore potrà accertare che la farmacia da cui acquista sia sottoposta a controlli statali.

E per quanto riguarda i POM?

Per i Farmaci che necessitano di ricetta medica, l’Unione Europea lascia ad ogni Stato la libertà di decidere il proprio orientamento.

In Italia al momento abbiamo il divieto totale della vendita di farmaci online, è però possibile acquistarli da farmacie estere?

In linea teorica sì. Ma è proprio per questo che è stata adottata la normativa: dobbiamo aumentare l’integrazione europea in modo tale che coloro che ricorrono all’acquisto in rete lo possano fare nel rispetto della legge del loro Stato. La normativa UE, autorizza comunque la sola vendita degli OTC. Se un italiano volesse acquistare online un farmaco per cui è necessaria la ricetta medica non potrebbe, è e rimarrà illegale, anche dopo il recepimento della direttiva comunitaria.

Gli acquisti via internet sono sempre più diffusi, ma anche le frodi sono numerose. La direttiva europea creando una lista dei rivenditori autorizzati riuscirà a limitare il numero delle farmacie illegali…

In realtà non è così semplice. Oltre alle cosiddette “false farmacie”, che utilizzano i dati delle carte di credito per truffare e derubare gli acquirenti, abbiamo le “farmacie illegali”. Queste ultime vendono davvero farmaci, ma questi sono falsi e spesso nocivi per la salute. Secondo stime attendibili i farmaci comprati online sono dei falsi una volta su due. Il compratore non se ne rende conto perché questi sono del tutto simili ai farmaci “veri”.

Come fare quindi ad individuare la farmacie illegali?

Per il singolo è un’operazione pressoché impossibile. Gli informatici di eCrime stanno però elaborando un software complesso che riuscirà a scandagliare il web e trovare quei siti che vendono medicinali online illegalmente.

Ed una volta trovati?

Lì viene il bello. I siti delle farmacie illegali possono essere chiusi o oscurati, ma spesso dietro queste ci sono veri e propri broker criminali, espertissimi nel campo dell’informatica. Il nostro lavoro è utile ma arriverebbe comunque in ritardo. Per ogni farmacia illegale oscurata, ne possono essere riaperte altre dieci subito dopo. Inoltre spesso dietro al commercio illegale di farmaci in rete ci sono le grandi organizzazioni criminali internazionali, purtroppo molto meglio coordinate a livello transnazionale rispetto alle nostre agenzie.

Ha detto che per ogni farmacia online illegale messa fuori dal mercato se ne creano altre dieci subito dopo. Il mercato dei medicinali online deve davvero fare fronte ad una domanda così vasta?

Non si tratta di rispondere ad esigenze di domanda di mercato ma di mantenere una fetta di mercato importante nonostante l’assidua opera di lotta al commercio dei falsi. I profitti che stanno dietro questo commercio sono altissimi e ovviamente i criminali non vogliono lasciarseli sfuggire.

Quali sono i farmaci più venduti?

Sul mercato occidentale sono psicofarmaci, anoressizzanti, anabolizzanti, farmaci contro le disfunzioni erettili… Insomma tutte quelle tipologie di medicinali che per un motivo o per un altro l’acquirente preferisce comprare sul web.

Quali sono le motivazioni dell’acquisto online?

Vergogna, disagio così come commercio illegale a terzi. Altri ancora potrebbero vedere nella farmacia online l’unico modo di procurarsi determinati tipi di farmaci. Tuttavia non abbiamo ancora un profilo definito del compratore. Tracciarne uno è quello che si propone di fare eCrime con il progetto Fakecare. Creando dei “siti esca”, partecipando a forum specializzati o usando social network come Facebook ci fingeremo clienti oppure venditori per tracciare dei profili accurati degli attori di questo traffico.

E a quel punto?

Allora sarà possibile organizzare campagne di sensibilizzazione mirata. Una volta individuati gli acquirenti tipo, possiamo cercare di aumentarne la conoscenza circa i rischi dell’acquisto in rete e fornire loro gli strumenti per difendersi da soli. In Italia per esempio, solo una piccola percentuale di cittadini sa che comprare farmaci su internet non è legale, figuriamoci se è a conoscenza dell’enorme quantità di criminali che spaccia per veri farmaci contraffatti. Dobbiamo aumentare la conoscenza civile con tutti i mezzi a nostra disposizione.

Quali sono questi mezzi?

Non solo su internet, il territorio “incriminato”, ma anche collaborando con i mezzi di informazione, con i ministeri, con le case farmaceutiche, con altri gruppi di ricerca… Agire ad ampio raggio è la soluzione migliore per riuscire a contrastare il fenomeno.

Dietro questo progetto ci sono quindi numerose teste che, come ci ha spiegato Gabriele, stanno lavorando per la nostra salute. La prevenzione non è più solo quella dalla malattia, ma anche dal curare la piaga del commercio illegale di farmaci. Mentre sul progetto Fakecare continuano i “lavori in corso”, speriamo che il passaparola sui rischi riesca a fornire informazioni efficaci.

About Elisabetta Blarasin 15 Articles
Studentessa. Cinica e convinta che le cultura ci aiuti a sopravvivere.

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