Considerazioni inattuali

Immagine presa da Spotted Pug Gorizia/facebook

Gli eventi dei giorni passati sono il frutto di un’escalation di insuccessi, delusioni, attriti e questioni irrisolte, ma più di tutto, sono il frutto di un decadimento progressivo davanti al quale non si può restare indifferenti e le cui le vittime sono, troppo spesso, gli studenti. L’elefante nella stanza è stato ignorato troppo a lungo: il SID sta morendo. Se il decesso si avvicina non resta che risalire alle cause. Di chi è la colpa? Mia e vostra. Contro chi bisogna puntare il dito? Tutti, pertanto, nessuno.

Il sottofinanziamento crescente, il mancato ricambio della docenza, la peculiare ed allo stesso tempo scomoda posizione di “sede distaccata”, la deviazione e lo sfruttamento improprio dei fondi destinati, professori che denigrano il titolo di studio per cui si fatica ogni giorno ed il progressivo disinteresse dall’università da parte degli studenti non hanno fatto che creare ed aggravare la rovina di un corso che dovrebbe creare individui capaci di potersi definire “classe dirigente” e che, invece, continuano spocchiosamente a fregiarsi di questo epiteto.

In questo clima mefitico ed asfissiante, in cui la docenza di qualità risulta una nicchia e non la maggioranza, in cui il confronto diventa competizione, in cui lo studio, fine a sé stesso, dà soddisfazioni sporadiche, gli studenti hanno cercato di crearsi la luce della speranza da soli. L’associazionismo e la rappresentanza ne sono state per molto tempo esempio.

Tuttavia, il clima infame non ha risparmiato neanche loro, portandole a chiudersi su sé stesse e scontrarsi le une con le altre piuttosto che rivolgere le forze verso quei luoghi che per troppo a lungo hanno trascurato lo stato delle cose: il fastosissimo Rettorato e l’impoverito Dipartimento.

Un becero populismo che invoca assemblee da una parte e una rigidità eccessiva dall’altra, restano prive di significato senza un dialogo sincero. L‘indignazione senza rabbia e reazione è sterile. Gorizia è piccola, ma sa fare rumore quando lavora all’unisono, facciamo buon uso di questa forza.

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