Corruzione e sfruttamento distruggono il Perù, ma i volontari si battono per salvarlo

Bambino peruviano sui banchi di scuola (Credits: Facebook)

– di Andrea Pasotti

Questa è la storia di un finto benessere che dal nord scende ed entra in Perù, tratta da un’intervista ad un giovane volontario, Davide Benedetti, che ha vissuto e visto coi propri occhi la situazione peruviana.

In Perù alti palazzi e grandi stadi vengono costruiti coprendo in realtà la corruzione e delle tangenti stranamente legalizzate. Una legge peruviana permette al politico che dà vita al progetto di guadagnare il 10% dei ricavi derivanti dall’opera, facendo sì che nascano grandi costruzioni, il più delle volte inutili alla popolazione, ma che arricchiscono il portafoglio del governante. Molto altro denaro, proveniente questa volta dallo sfruttamento delle miniere, piove sulle teste dei sindaci locali, dando vita a divertenti storie in cui il sindaco scappa o si finge morto pur di godersi in pace la tangente appena ottenuta.

Le multinazionali provenienti da Stati Uniti e Canada sono ben felici di sfruttare al massimo le ricche miniere peruviane vedendo i loro bilanci gonfiarsi, sfregiando però senza ritegno la natura circostante.“Vicino al villaggio dove prestavo volontariato c’erano dei laghetti di uno strano colore a causa dello scarico dentro di essi di agenti chimici usati per le estrazioni, è uno schifo!” afferma Davide.

Foto di una giovane volontaria italiana in mezzo a bambini peruviani
Foto di una giovane volontaria italiana in mezzo a bambini peruviani

Dall’intervista traspare quanto l’Occidente sfrutti e porti via le ricchezze, ma lasci nel paese sud americano l’idea del malsano consumismo e non insegni nessuna vera virtù. Di conseguenza si possono vedere contadini che hanno una tavola che vede cibo da mesi sentire la necessità di avere l’ultimo modello di cellulare.

Il passato caratterizzato da invasioni e colpi di stato accomuna il Perù agli altri stati del continente sud americano, cosi come il costante sentimento di inferiorità che pervade le loro popolazioni, sentimento che limita un futuro che potrebbe essere luminoso. Essendo il secondo esportatore di argento e rame al mondo e potendo contare inoltre su abbondanti riserve di oro e petrolio, il paese nel giardino di casa Monroe è uno stato potenzialmente ricchissimo, ma che, come spesso accade, è vittima di corruzione e falsi miti.

Tutto ciò sta rovinando la mentalità dei giovani, i quali, attratti dalla ricchezza e dallo stile di vita nord americano, non accettano più l’abitare sulle Ande e la cultura autoctona, e provano a fuggire verso Lima. Il viaggio verso la capitale alla ricerca di una vita più occidentale finisce con i giovani disoccupati ed emarginati nella periferia cittadina – baraccopoli in continua espansione. Questo esodo rurale lascia inevitabilmente l’agricoltura priva di manodopera, creando carestie e povertà.

Baraccopoli nella periferia sud di Lima (Credits: FOCSIV)
Baraccopoli nella periferia sud di Lima (Credits: FOCSIV)

Quello di cui il Perù ha estremo bisogno sono fatica, cooperazione, coerenza e generosità, valori che l’operazione Mato Grosso esporta tramite Davide e molti altri volontari, non solo in Perù, ma anche in Brasile, Ecuador e Bolivia. L’associazione non regala soldi, ma cerca di aiutare costruendo case, scuole e combattendo l’esodo. Cercare di imprimere una diversa mentalità nelle popolazioni, le quali non devono sentirsi inferiori e devono esser in grado di gestire autonomamente le proprie risorse e ricchezze, è fondamentale.

Chiunque volesse dedicare quattro mesi a queste popolazioni, può informarsi su questa operazione attraverso il sito internet “Operazione Matogrosso”. Ci sono persone che hanno denaro e persone che sono ricche: Davide ci ha garantito che la vera ricchezza risiede nelle persone sempre pronte ad aiutare il prossimo. Provare per credere.

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Volontari dell’operazione Mato Grosso al lavoro
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