Cos’è successo al Bitcoin? Una criptovaluta in caduta libera

Il Bitcoin: una criptovaluta verso il fallimento? - Fonte: Publicdomainpictures
Il Bitcoin, la prima criptovaluta per capitalizzazione, scende sotto la quota dei 4000 dollari: una secchiata d’acqua gelida a spegnere l’entusiasmo di appassionati e investitori che proprio su di esso avevano scommesso. È semplicemente l’esplosione preannunciata di una bolla speculativa, o la situazione è più complessa?

Definire il 2018 un annus horribilis per il Bitcoin è più che corretto: in meno di 12 mesi, il valore della criptovaluta è passato da quasi 20.000 a meno di 4000 dollari. I risultati di mercato sembrano quindi dar ragione agli scettici che – anche quando il valore era in crescita – continuavano a considerare il mercato delle cryptocurrencies come una bolla pronta ad esplodere.

L’ambiziosa Bitcoin-wave

Alla sua nascita, tra il 2008 e il 2009, l’idea Bitcoin portava con sé una grande ambizione: essere una moneta virtuale necessitante di un istituto finanziario a garanzia della stessa, una rivoluzione senza precedenti dei mercati che avrebbe potuto – e probabilmente potrebbe ancora – cambiare radicalmente lo scenario finanziario globale.

La sua storia è lunga e altalenante: dalle prime esperienze di mining degli appassionati nelle loro case alle giga-factory sparse per il mondo che continuano a “estrarre” questo oro virtuale, apripista indiscusso di un mercato ormai esteso e variegato. Per avere un’idea della vastità di quest’ultimo, basti pensare che ad oggi si stimano più di 1500 criptovalute diverse.

Tra alti e bassi, in un decennio Bitcoin ha visto il suo apice. A fine 2017 il valore sfiorava i 20.000 dollari. Una crescita rapida, molto rapida: basti pensare che a febbraio 2011 il Bitcoin raggiungeva la parità con il dollaro americano, mentre a novembre 2013, il tasso di cambio era superiore a 1000 dollari per Bitcoin. Ed è proprio un’ascesa così repentina che forse ha messo in allarme molti analisti, portandoli rapidamente a formulare “l’ipotesi bolla”.

Un crollo previsto, ma una ripresa possibile. – Fonte Pixnio

Le ragioni del crollo improvviso

In primis, lo scetticismo di molti governi e multinazionali nei confronti delle criptovalute ha portato  all’abbassamento generale della fiducia degli investitori. Emblematica la frase del Ministro delle Finanze indiano, Arun Jaitley:

The Government does not consider cryptocurrencies legal tender or coin and will take all measures to eliminate use of these crypto-assets in financing illegitimate activities or as part of the payment system.”

L’atteggiamento generale nei confronti di questo mercato e delle criptovalute in generale non è molto positivo, e ciò ha sicuramente contribuito a relegare Bitcoin e affini a una sorta di “sottobosco finanziario” in mano ai traders online. A questo si aggiungono i ban agli annunci pubblicitari inerenti le criptovalute da parte dei maggiori social network, specialmente per gli ads legati alle ICO (initial coin offers), sempre a causa della cattiva fama del mondo crypto, spesso ancora considerato come poco trasparente e potenzialmente utilizzabile per attività illegali.

Da aggiungere al quadro complessivo sulla caduta di questo mercato – oltre alla cautela statunitense che ha visto la Security and Exchange Commission (commissione per i titoli e gli scambi) controllare le ICO con particolare attenzione – vi è il caso della Corea del Sud, terra ricchissima di investitori del settore che ha portato avanti un maggior numero di controlli e un generale aumento della richiesta di documentazione ai traders per operare.

Ma crollo non significa fine

Quando si pensa a una criptovaluta non si può non tener conto dell’orizzonte temporale. Il mercato crypto vive a ritmi molto più rapidi di quello finanziario tradizionale e gli schemi relativi alla volatilità sono diversi: abbiamo molti meno elementi per prevederne l’andamento e si tratta ancora di un terreno nuovo. La mancanza di uno storico sufficientemente ampio su cui analizzare l’andamento di una criptovaluta è una delle cause principali dell’estrema cautela nel valutare le ICO.

Inoltre, le criptovalute sono strettamente legate all’ambito tecnologico da cui provengono e dal quale dipendono. Innovazioni nel settore, come ad esempio nell’implementazione di Blockchain e di un “internet delle transazioni” possono cambiare radicalmente tutte le carte in tavola.

Tutto è ancora possibile e ciò che succederà nei prossimi mesi a livello di regolamentazioni e sviluppo sarà determinante per il futuro delle criptovalute e del mercato globale nel suo complesso.  Un mondo assolutamente da non perdere di vista.

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