Da Gorizia all’Unesco: se puoi sognarlo, puoi farlo!

Gorizia è una città conosciuta per diverse ragioni: per la sua storia, per il suo essere città di confine, per la Rosa di Gorizia, per il festival èStoria e la festa enogastronomica Gusti di Frontiera, per l’Università e in special modo per il SID (facoltà di Scienze Internazionali e Diplomatiche). Chi ci è nato passa da momenti in cui la ama a momenti in cui la odia mentre chi viene a viverci da fuori la ritiene una città chiusa all’esterno che non accetta le novità, priva di possibilità e retrograda! Ma, si sa non si può fare di tutta l’erba un fascio e se si sceglie di studiare e vivere a Gorizia bisogna cercare quegli spiragli lasciati aperti e ricavarne qualcosa di buono! L’esempio lampante di questa voglia di integrarsi, di migliorare e trovare del buono anche dove sembra che non ce ne sia affatto è una nostra collega e amica, studentessa alla facoltà di Scienze Internazionali e diplomatiche: Jessica, la quale ha svolto un tirocinio di 3 mesi al Campus delle Nazioni Unite a Torino presso l’Ufficio della Federazione Italiana Club e Centri per l’UNESCO.

imagesCome hai trovato la proposta di stage?

Dopo essere entrata a far parte del Club per l’UNESCO di Gorizia i membri mi hanno detto che c’era questa opportunità di tirocinio! Così mi sono informata e ho conosciuto, durante un incontro organizzato dal Club per l’UNESCO di Udine, la Presidente Nazionale, Maria Paola Azzario, in visita per la consegna del Premio per la pace alla città di Udine nel 2014. Durante quell’incontro la Presidente mi ha detto che c’era l’opportunità di fare lo stage nel suo Ufficio e di lavorare con lei. Inoltre, ho vinto una borsa di studio dal Club per l’UNESCO di Gorizia, che ringrazio perché questa borsa mi ha permesso di fare quest’esperienza.

Quali sono stati i tuoi compiti? 

Durante il mio stage, ho avuto l’opportunità di lavorare sia a livello locale, per il Centro per l’UNESCO di Torino, che a livello nazionale, per la Federazione. Per quanto riguarda il mio lavoro dal punto di vista locale ho svolto attività amministrativa e di segreteria e ho partecipato all’organizzazione di eventi del Centro tra i quali “La giornata internazionale del libro e del copyright”. Questo è un appuntamento UNESCO che si svolge al campus delle Nazioni Unite durante questo evento abbiamo coinvolto lo staff del mio Ufficio e di altri Uffici del Campus, studenti dell’ITCILO e della School of Development, funzionari ONU e molti altri. Il risultato è stato un incontro di letture di testi nella propria lingua madre, abbiamo così sentito proverbi africani, poemi messicani, poesie arabe, ma anche testi greci, spagnoli, portoghesi, inglesi, e  un poema letto in piemontese. Tutti hanno collaborato per rendere l’evento un vero incontro multiculturale. Un altro evento che abbiamo organizzato è stato l’evento conclusivo del Percorso Scuole che ogni anno il Centro per l’UNESCO di Torino organizza. Il campus così ha ospitato oltre 1000 studenti da diverse scuole del torinese e dintorni che durante l’anno hanno lavorato sul tema della luce e, durante l’evento conclusivo, hanno presentato i lavori svolti. Durante la giornata sono intervenuti anche diverse autorità, sia del campus che dell’amministrazione locale e regionale, tra i quali l’ex sindaco di Torino, Piero Fassino. A livello nazionale, ho lavorato al database della Federazione e all’appuntamento nazionale più importante della Federazione: l’Assemblea Nazionale. Il mio lavoro si è concentrato sul discorso di apertura del seminario nazionale e alla coordinazione della tavola rotonda. Per me è stata un’opportunità importante perché davanti a 145 presidenti dei Club e Centri per l’UNESCO e a ospiti importanti tra cui il vice Direttore Generale dell’UNESCO, Eric Falt, il Segretario Generale della Commissione UNESCO, l’Amb Savoia, e rappresentanti dell’ICCROM, MIUR e MIBACT ho avuto l’occasione di presentare l’UNESCO dal mio punto di vista e porre l’attenzione su quanto i Club per l’UNESCO possono fare per e con la società civile. È stata soprattutto un’opportunità per farmi conoscere a livello nazionale e non solo. Per questo motivo devo ringraziare in particolar modo la Presidente che, nonostante fosse la mia prima settimana di stage, ha deciso di darmi questo importante (e onorevole) compito.

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Qual è un momento che ti ha colpito particolarmente?

Potrei scegliere ogni momento in cui ho avuto l’opportunità di incontrare un “pezzo grosso “ del mondo delle UN e far così colpo sul cuore di ogni siddino che leggerà quest’intervista, ma risponderò a questa domanda in un mondo “non convenzionale”. Penso che il momento che più mi abbia colpito è stata la prima volta che sono entrata al ristorante per la pausa pranzo. Quando sono entrata la prima cosa che ha attirato la mia attenzione è stata la zona “condimenti”. Ti rendi conto di quante culture si incontrano in uno stesso posto quando non riesci a contare i condimenti presenti. C’erano spezie che io non avevo mai sentito nominare, salse e salsine per tutti i gusti e tutte le culture. Inoltre le persone che si ritrovavano lì per pranzo erano diversissime, uomini e donne distinti in giacca e tailleur, ma anche con outfit tradizionali dai colori più sgargianti o donne ricoperte da un burka. Chiudendo gli occhi poi il mix era ancora più evidente, si potevano sentire oltre 7 lingue diverse ed era facile ritrovarsi a parlare con il vicino di questioni internazionali, parlando come cittadini del mondo, lasciando fuori dalla porta di quella sala i titoli e le nazionalità, potendo così parlare tutti liberamente, tutti facenti parti di una grande comunità internazionale.

Come ti sei trovata con i colleghi?

In ufficio ho lavorato con Francesca per quanto riguarda il lavoro locale del Centro e con Barbara per quanto riguarda l’Ufficio di presidenza della Federazione. Con loro mi sono trovata molto bene. Ho lavorato poi con l’ing Chiesa che mi ha insegnato ad usare dei programmi informatici che non conoscevo, consegnandomi degli strumenti che sicuramente mi saranno utili per il futuro, tra cui nozioni di inDesign, Illustrator e programmi per creare e gestire un Database. Inoltre ho lavorato anche con Chiara, una stagista molto in gamba e con Umberto, un volontario del Centro e un avvocato del diritto internazionale. Tutto lo staff mi ha insegnato moltissimo e si è instaurato un buon feeling. Il più grande ringraziamento va alla Presidente, Maria Paola Azzario, è lei che mi ha insegnato di più, che è stata paziente e che mi ha dato l’opportunità di mettermi in gioco. Al di là del lavoro, sono convinta che sia un esempio per noi giovani.

Questo stage ti ha aiutato a capire cosa vuoi fare nella vita? D

iciamo che tutte le esperienze che sto facendo mi stanno aiutando a mettere insieme i pezzi del puzzle ma non voglio fissarmi già adesso l’obiettivo, né precludermi qualche possibilità perché so che nella vita tutto può cambiare da un momento all’altro! Per questo continuo a fare esperienze il cui unico comun denominatore è il piacere e la curiosità di farlo. Questo stage mi ha sicuramente aiutato a capire che un giorno vorrei lavorare in un ambito internazionale che riguardi la cultura, specialmente applicata all’istruzione, perché ritengo sia la base di qualsiasi cosa, il motore che porta avanti tutto e che rende possibile lo sviluppo. In particolare, lo stage mi ha aiutato a capire le potenzialità della Federazione Italiana Club Centri per l’UNESCO, un network nazionale che si inserisce in un contesto più ampio, europeo e mondiale, ma che soprattutto pone al centro delle attività i membri della società civile. Ognuno di noi può essere un protagonista per portare avanti la mission dell’UNESCO.

Qual è il tuo feedback dell’esperienza?

L’esperienza al Campus delle Nazioni Unite è stata molto stimolante soprattutto perché mi ha dato modo di incontrare e conoscere persone importanti, ma soprattutto mi ha permesso di vedere e vivere all’interno di un territorio UN, dove c’è un’unica bandiera che sventola e dove veramente si lavora per la pace mondiale. Mi ha fatto capire che ognuno di noi è una pedina attiva nella scacchiera mondiale.

Come deve muoversi uno studente di Scienze Internazionali e diplomatiche per fare questa esperienza?

Innanzitutto contattare il Club per l’Unesco di Gorizia, che è molto attivo ed è a disposizione per creare un filo conduttore tra gli studenti di Gorizia e l’Ufficio di Presidenza dei Club e Centri per l’UNESCO, dopodiché si può creare una convenzione tra l’Ufficio di Presidente e l’Università di Trieste.

Vuoi dire qualcosa agli studenti di Scienze Internazionali e diplomatiche? 

Io voglio incoraggiare tutti i nostri colleghi a cercare le opportunità che questa città ci offre. Non possiamo pensare di avere un ruolo attivo a livello internazionale, se non si parte dal locale. Dunque, il mio invito è di uscire dal portone di via Alviano 8 e di scoprire che Gorizia offre molte opportunità, sta però a noi trovare quella che più ci valorizzano e che calzano a pennello con i nostri sogni e le nostre ambizioni.

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