Da WIKI a OPENLEAKS: chi è Daniel Domscheit-Berg

Il numero due di Wikileaks rompe con Assange e fonda il suo portale informatico

Alla fine degli anni ’80 lo scienziato David Bohm ribattezzava una recente scoperta scientifica con il nome di “paradigma olografico”. Secondo questa scoperta la realtà sarebbe solo un’illusione, un’apparenza. E’ proprio questa apparente illusione che mi riconduce agli ultimissimi sviluppi della vicenda Wikileaks: gli ultimi risvolti riguardo a Julian Assange, fondatore del portale informatico, rivelano infatti un’immagine dello stesso molto diversa da quella di personalità suprema, immune dal sistema infetto dalla corruzione e dalla criminalità. A partire dalla testimonianza di Daniel Domscheit-Berg, numero due di Wikileaks che ha recentemente pubblicato il libro “Inside Wikileaks”, in cui rivela indiscrezioni sul rapporto con Assange e sul funzionamento della loro creazione. Tedesco di nascita, il giovane Domscheit-Berg dal 2009 iniziò a lavorare a tempo pieno per Wikileaks, dimettendosi dalla Electronic Data System, presso la quale al tempo si occupava di progettazione e sicurezza delle reti.

Dal 2007 al 2010 (dal 2009 in linea definitiva) collabora con Assange. La rottura avviene come diretta conseguenza dello scandalo sessuale di cui Julian è accusato in Svezia. Al tempo Daniel gli consigliò di autosospendersi dall’organizzazione fino a quando tutto fosse stato risolto in nome della trasparenza: Assange gli  rispose di non sfidare la sua leadership. Il procedimento giudiziario mosso nei confronti di Assange colpì non solo il fondatore, ma l’intera organizzazione, coinvolgendo persino la gestione del denaro, amministrato in parte anche dal giovane tedesco. Vi è poi la questione “28 Novembre”: negli ultimi mesi il fondatore del portale informatico è stato al centro di forti polemiche in quanto rivelatore di dossier segretissimi, appartenenti ai più blindati archivi di stato. Tra questi troviamo la corruzione del governo afghano,la questione pakistana riguardo al nucleare, i legami tra Italia e  Putin, la questione Guantanamo e molto altro. Secondo le parole di Domscheit-Berg il tutto sarebbe stato compiuto in modo precipitoso, quasi Assange volesse soddisfare al più presto la sua insaziabile smania di popolarità. Secondo le rivelazioni di  Domscheit-Berg, Assange voleva rendere Wikileaks  un’organizzazione sotterranea “per l’insurrezione”: da notare l’antitetica relazione tra l’autodefinizione da 007 dei tempi moderni e  la trasparenza che pretende Assange dalla realtà politico-diplomatica odierna.

Ora invece è dietro l’aria riservata, il fascino da giovane informatico e la montatura nera dei suoi occhiali neri da vista che si cela il  detentore della chiave di un vero e proprio mutamento socio-culturale, una nuova era in cui il Web modificherà non solo la comunicazione ma pure la politica. Il progetto che Domscheit- Berg sta lanciando in questi ultimi mesi si chiama Openleaks ed è un sistema  che non farà politica, ma renderà la divulgazione informatica possibile, all’insegna della trasparenza da sempre perseguita dal suo fondatore. L’organizzazione ha confermato che non ha intenzione di usare questo sito per pubblicare le informazioni che hanno reso celebre Wikileaks, ma di usarlo come canale per aiutare terze parti a ottenere l’accesso ai documenti per poterli rendere pubblici

OpenLeaks si è preposta l’obiettivo di “agire in modo neutrale, senza un programma politico, ed essere democraticamente governata da tutti i suoi membri, e non da un gruppo o da un individuo”. Ciò che si propone è, infatti, di prendere le distanze dagli abusi politici del mezzo operati da Assange, interessato in primis a costruire un’immagine di se da sovversivo-hippie, rivelandosi invece parte di quel gioco di potere da cui pretendeva di rendere immune il mondo contemporaneo.

Per definizione chi detiene il potere non ha bisogno di visibilità; anzi, in genere evita la popolarità, per evitare di compromettere i propri progetti. Daniel Domscheit-Berg, meno conosciuto e poco coinvolto nelle faccende mediatiche che hanno segnato il suo collega/predecessore, sarà alla testa di una rivoluzione informatica fino ad ora perseguita focalizzandosi solo sulla sua realizzazione, senza ricorrere a pubblicizzare la sua persona.

“Inside Wikileaks” è un libro che aiuta a comprendere la personalità di chi, rimasto fino ad ora nell’ombra, farà molto parlare di se senza l’uso di espedienti mediatici.

Un Assange del futuro? In parte. L’esperienza degli errori del predecessore insegnano e rappresentano certamente una marcia in più.

3 Comments on Da WIKI a OPENLEAKS: chi è Daniel Domscheit-Berg

  1. Come si puo’ in realta’ conoscere sino in fondo l’animo umano, quale sia la spinta inerziale che induce le persone a perseguire i propri intenti, fama,gloria, ricchezza, eternita’, in verita’ non lo sapremo mai, perche’ nessuno si spinge cosi apertamente nel dichiarare a se stesso, ne tantomeno al mondo chi e’. Julian,Daniel, solo uomini, amici, in verita’ non si sono mai conosciuti, hanno solamente creduto in un ideale senza fare i conti con la propria anima.

  2. cito: “il giovane Domscheit-Berg dal 2009 iniziò a lavorare a tempo pieno per Wikileaks, dimettendosi dalla Electronic Data System di cui era al tempo Amministratore” .
    Amministratore della EDS?? ma che scrivete? Fose amministratore di sistemi.. ahahah.. controllate un po’ meglio quello che scrivete.. vergona!!

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