Sconfinare Jukebox: Kendrick Lamar – DAMN.

DAMN. Così s’intitola l’ultimo album di Kendrick Lamar, il suo quarto in studio, pubblicato il 14 aprile. L’album negli States ha debuttato al primo posto della Billboard 200 vendendo 353’000 copie nella prima settimana e diventando il maggior debutto del 2017 per ora. Al momento del rilascio era il più acclamato album hip hop dell’anno dai critici con una media di 97/100 su Metacritic.

Si tratta di una collezione di canzoni profondamente americane e nere, concettuali e reali. I brani sono analizzabili all’infinito: parlano di sensazioni, umori, ma anche di storie. L’unico modo per cambiare le cose è esplorare i propri sentimenti: ecco cosa sono i titoli dei brani in maiuscolo.

L’illustrazione della copertina raffigura l’artista afflitto, spento, dannatamente umano. Si guarda nella coscienza ed esplora i suoi vizi: orgoglio, lussuria, paura; si rende conto della sua fallibilità di uomo. Il messaggio che vuole trasmettere è che il successo, come tutte le altre cose della vita, finirà quando morirà e dare il meglio di sé stessi è questione di umiltà. Ricorda il delirante Kanye West di Yeezus.

La religione è un argomento ricorrente nelle canzoni di Kendrick e in questo album è particolarmente presente. E’ pieno di riferimenti al Deuteronomio, alla Lettera di Giacomo, ad altri libri della Bibbia e a Dio (che è anche il titolo della penultima canzone). Parla esplicitamente della povertà e della discriminazione delle minoranze che come dice la Bibbia fanno parte del destino umano. L’arma da usare in questo caso è la fede e la cura è guardare dentro sé stessi. La religione dunque è ciò che lo salva dalla dannazione che dà il titolo all’album. Questa musica non è solo lo spiraglio di luce nell’oscurità per chi vive la difficile vita delle strade americane, ma ognuno può farla sua, relazionarsi a una canzone o a dei versi in particolare.

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Il 30 marzo 2017 è stato rilasciato il primo singolo, HUMBLE. Il ritornello ripete ossessivamente “siediti, sii umile”, e mostra nel video Lamar seduto a quella che ricorda la tavola dell’ultima cena del Vangelo, rimarcando il dualismo tra le tentazioni del successo e la volontà di resistere. Più che della solita droga, crimine, o sesso, il successo è il tema principale dell’album. In ELEMENT. in particolare parla di come i sacrifici che lui e la sua famiglia hanno dovuto subire l’hanno portato a diventare il re dell’hip-hop.  DUCKWORTH. è il colpo di scena dell’album. Racconta la storia di come anni fa il direttore della sua etichetta ha quasi sparato a suo padre e di come le cose sarebbero potute andare molto diversamente per lui. Se si ascolta l’album dall’inizio alla fine, si ascolta la storia di Kendrick che supera la sua malignità (infatti nella prima parte è molto audace e si vanta particolarmente) e si dirige verso le sue paure; se si ascolta al contrario invece comincia dalle sue paure fino a mostrare quello che sarebbe diventato se avessero ucciso suo padre. Le canzoni del disco precedente avevano basi strumentali articolate che campionavano i classici della musica afroamericana anni ’70; in queste invece la maggior parte dei suoni è fatta con la drum machine e con effetti che ricalcano quelli della musica rap anni ’90, popolare nella West Coast.

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Per quanto riguarda i beat proposti, il caratteristico flow lineare di Lamar e l’introspezione dei testi, l’album è diverso e al di sopra dei soliti del genere. Nel disco il rapper riesce a esprimere la sua conflittualità rendendola un’opera cruda. E’ questo il suo punto di forza.

DAMN. dunque è per molti versi un disco rap molto tradizionale, fatto però dal miglior rapper in circolazione. Come ha scritto Justin Charity su The Ringer: «Kendrick ha passato gli ultimi sei anni reinventando – cinque volte, a questo punto – cosa significa fare un grande disco di rap di Compton, spingendosi così in là da fare invece un’opera jazz con To Pimp a Butterfly. Paragonato al suo capolavoro del 2015, DAMN. non sembra un progetto artistico. È molto più legato all’hip hop contemporaneo, senza sentire la necessità di adattarsi a ogni moda di SoundCloud. DAMN. dimostra che l’orecchio destro di Lamar è rivolto al passato solo perché quello sinistro è rivolto al futuro dell’hip hop».

Tutti i suoi brani sono finiti nella celebre Billboard Hot 100, nella top 70. Questo a supportare ulteriormente il successo dell’album, con un’accoglienza che riesce difficile a molti artisti, ma che ascoltato l’album sembra più che meritata.

https://www.youtube.com/watch?v=tvTRZJ-4EyI

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