Demian: romanzo di formazione tra il Bene e il Male

Hermann Hesse (credits: Wikimedia Commons)

Hermann Hesse scrive Demian nel 1919, immediatamente dopo la Prima Guerra Mondiale e soprattutto nel contesto di una grave crisi personale che lo induce a ricorrere alla psicoanalisi. Il romanzo, pubblicato sotto lo pseudonimo di Emil Sinclair (anche protagonista dell’opera), è ricco di riferimenti autobiografici e racconta il travagliato processo di maturazione e crescita di un giovane uomo costretto in una realtà al contempo divisa e unita tra Bene e Male.

Demian è cronologicamente la prima delle opere di Hesse classificate come maggiori, seguita dalle più note Siddhartha, Il lupo della steppa e Narciso e Boccadoro che – insieme a molte altre – valsero allo scrittore il premio Nobel per la letteratura nel 1946 e lo portarono e diventare l’autore di lingua tedesca del Novecento più letto al mondo.  Filo conduttore di tutti i suoi romanzi sono la ricerca – spesso tormentata – e l’affermazione dell’identità personale; tra questi temi si inseriscono quasi sempre elementi legati alla fede e in particolare alle religioni tipicamente orientali.

La storia di crescita di Emil Sinclair è caratterizzata fin dall’infanzia dall’angosciante percezione dell’universale distinzione e allo stesso tempo compenetrazione di Bene e Male. In un primo periodo, il protagonista vede l’innocenza del proprio ambiente familiare, borghese e protettivo, contrapporsi a varie figure che incarnano la corruzione, il peccato o l’immoralità (primo fra tutti il compagno di scuola Franz Kromer, che adotta atteggiamenti prevaricanti nei confronti di Sinclair). In questo contesto, Max Demian, un ragazzo nuovo in città e più vecchio, appare agli occhi di Sinclair come una figura misteriosa, invitante, rassicurante ed amica.

Rappresentazione di Abraxas (credits: Wikimedia Commons)

Demian diventa un mentore, una guida che accompagna Sinclair alla ricerca di sé stesso, distruggendo progressivamente ogni sua convinzione ed ogni sua certezza, fino ad arrivare, a distanza di anni e dopo vari periodi di separazione tra i due, all’introduzione al culto di Abraxas, antica figura divina che rappresenta quell’unione degli opposti in un’unica entità che Sinclair aveva sempre percepito ma non era mai riuscito a comprendere. Il romanzo si conclude con la guerra alle porte e Sinclair ormai adulto, pronto a separarsi ancora una volta e definitivamente da Demian per permettere ad entrambi di seguire il proprio destino.

Il successo di Demian è immediato e diffuso soprattutto fra il pubblico giovanile tedesco: il romanzo, nonostante il suo carattere estremamente personale, è in grado di catturare lo spirito di un’intera generazione. I giovani reduci dagli orrori della Grande Guerra si riconoscono in Sinclair (nonostante nell’opera la guerra sia menzionata solo in conclusione): anche loro, come il protagonista di Demian, sono stati strappati violentemente ad un mondo di sicurezza borghese per andare incontro ad una realtà incerta. Con Sinclair i giovani tedeschi condividono la ricerca del proprio destino e la volontà di trovare una risposta universale, valida ed autentica.

Per questa ragione Demian è un romanzo attuale e contemporaneamente specchio del suo tempo, che permette identificazione e profonda comprensione ad un lettore del tempo come ad un lettore di oggi.

 

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