DIES IRAE vol. 6

Il DIES IRAE di Ottobre 2011

Recensioni in due righe. Tutto ciò che è stato ascoltato nel mese appena concluso: novità, anticaglie, prelibatezze e immondizia.

NB: Scorri sui link per ascoltare le migliori canzoni.

 

Freschi freschi

GIORGIO CANALI E ROSSOFUOCO, ‘Rojo’ (2011). Ci sono un sacco di motivi per considerarlo un capolavoro. E sono tutti (ma proprio tutti) sbagliati (4/20).

LANA DEL REY, ‘Videogames + Blue Jeans’ (Singolo, 2011). Io m’innamoro quattro volte al giorno. E’ la media, con questa oggi fanno cinque (16/20).

FENNESZ, ‘Seven Stars’ (2011). Anche gli androidi sognano (18/20).

JOLIE HOLLAND, ‘Pint of Blood’ (2011). JH è una cantautrice che sa fare il suo mestiere, e io ormai per il Texas ho una venerazione. (17/20)

LOTTE KOSTNER, ‘Stolen’ (2011). Pensi che a far cover sian buoni tutti, e invece è più delicato di quanto si creda (6/20).

THE LADYBUG TRANSISTOR, ‘Clutching systems’ (2011). Per favore, ditemi qualcosa che non sappia già (10/20).

MEMORY TAPES, ‘Player Piano’ (2011). Un disco freddo, non frigido (ne esistono anche di caldi, eppure frigidissimi) (14/20).

FIONN REAGAN, ‘100 Acres of Sycamore’ (2011). Un’opera elegante ed autunnale, buona per i nostri (numerosi) pomeriggi di pioggia e indolenza (15/20).

SOL INVICTUS, ‘The cruelest month’ (2011). H. Melville si mette a fare folk, e questo è il risultato (17/20).

E’ quasi come nuovo (suoni dal terzo millennio)

MANCHESTER ORCHESTRA, I’m like a virgin losing a child (2009). Un po’ i fratelli buoni dei Placebo vecchio stampo, ma senza la stessa inquietudine (9/20).

Antiquariato

FRANCO BATTIATO, ‘La voce del padrone’ (1981). L’aristocrazia in Sicilia la si prende col latte della mamma. Questo è forse il miglior disco italiano di sempre (20/20).

JOHN COLTRANE, ‘Africa/Brass’ (1961). Ci sono quelli che vengono rovinati dal contatto con l’India (Beatles? Qualcuno ha detto Beatles?). E poi c’è John Coltrane (20/20).

DUKE ELLINGTON, ‘The far east suite’ (1966). Ellington racconta la sua prima tournée nell’Est, omettendo colpevolmente una rilettura della colonna sonora di Aladin (18/20).

ELLA FITZGERALD, ‘Live in ’57 & ’63’ (1963). Ella Fitzgerald aveva la voce perfetta. E’ il motivo per cui non è mai stata capace di interpretare il blues (14/20).

TINY TIM, ‘God Bless Tiny Tim’ (1968). Un bruttone ai limiti del grottesco esegue un disco di cover in ukulele e falsetto di classici degli anni venti. SO che lo adorerete (16/20).

GEORGE THOROGOOD AND THE DESTROYERS (1977). Un disco di blues corrosivo e veloce da un maestro della chitarra slide (16/20).

IKE & TINA TURNER, ‘The Hunter’ (1970). Tina Turner! Un’icona della minigonna! (17/20).

Il disco del mese

AUSTRA, ‘Feel it Break’ (2011). Talento pop, una delle voci migliori della storia recente, un paio di pezzi che sono addirittura capaci di farmi muovere la testa (18/20).

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Tre precisazioni:

* I voti sono espressi in ventesimi e sintetizzano il giudizio sovrano e inappellabile del sottoscritto.
* Il “disco del mese” è scelto tra quelli usciti quest’anno.
* La media di voti che ho dato è discutibilmente alta. La mia credibilità potrebbe forse risentirne, ma francamente non credo: non sono io che ho la manica larga, è la musica che ascolto ad essere buona.

About Rodolfo Toè 30 Articles
Reporter a Sarajevo, collabora più o meno stabilmente per Le Courrier des Balkans, Osservatorio Balcani e Caucaso, Il Riformista. Ha una passione immoderata per Bon Iver, il calcio e il marzemino. Nel tempo libero legge la Bibbia e compone canzoni.

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