Sconfinando – Dublino, Temple bar e il Partito Comunista Irlandese: un piccolo segreto tra i “plastic pub” della città

L'ingresso di Connolly Books, "quartiere generale" del Partito Comunista Irlandese.

Dublino è una della mete turistiche più frequentate d’Europa: ogni anno centinaia di migliaia di spagnoli, italiani, francesi e statunitensi si recano nella città dell’isola smeralda alla ricerca di autentiche esperienze irlandesi. Il verde, la natura, i pub, la musica, la birra e altro ancora. La maggior parte dei visitatori vedrà la Guinness Storehouse (un’autentica turistata), farà un tour su un autobus doubledecker (anche se per i più temerari c’è il vicking tour su un mezza anfibio che si lancia nel fiume), un giro di shopping a Grafon Street e Henry Street e poi Temple Bar.

Quest’ultimo è il cuore della Dublino turistica, qualche pub storico, molti “plastic pubs” creati per i turisti, tanta musica “autentica” (di dubbia qualità) e molto alcool. Pochi sanno però che in questo quartiere c’è un luogo piuttosto anonimo in cui ogni tanto i turisti si avventurano trovandosi di fronte a libri in gaelico (fra cui spiccano il Capitale di Marx, gli scritti di Lenin, e volumi sulle relazioni diplomatiche Irlanda – Unione Sovietica), bandiere di Che Guevara, magliette per il centenario della rivoluzione boscevica e di Ho Chi Min. La maggior parte dei visitatori finiti per caso in questo posto fa qualche foto dell’ambiente inconsueto e se ne va.

Noi di Sconfinare, però, conoscendo l’ “indole siddina”, abbiamo deciso di indagare sulla natura di Connolly Books, un posto che non ci si aspetta di trovare nel bel mezzo della zona più turistica di Dublino, sulla Costa orientale della cattolica Irlanda.

Dopo alcune domande, i volontari che lavorano nel posto ci chiariscono subito che la libreria è di proprietà del Partito Comunista Irlandese e che mi trovavo nel quartier generale del Partito. Dopo aver brevemente spiegato cos’è Sconfinare, Eugene, un uomo baffuto con un cardigan azzurro ci dice che potremo fare l’intervista nel Teatro. Dietro la libreria infatti c’è un piccolo teatro (al massimo 100 posti) di proprietà del Partito che, mi spiega ancora l’uomo, è gestito da un comitato autonomo.

Ci delinea poi brevemente la storia del luogo, nato nel 1932 originariamente con il nome di “Connolly Book Club”, un anno dopo la rifondazione del Partito Comunista Irlandese. Quello stesso anno la libreria e la sede del partito rimasero vittime di atti di violenza fomentati dalla Chiesa Cattolica. In seguito a una predica fatta nella Cattedrale di Dublino contro i “pericoli del socialismo”, una folla di persona aggredì la libreria, distruggendola.

Negli anni 40 la sede fu ricostruita e operò fino agli anni 70 nella zona attorno a Pearse Street, quando il Partito fu espropriato dal governo con la scusa di voler allargare la vicina stazione dei vigili del fuoco (progetto che fu effettivamente eseguito solo nel 2012). Nel 1975 fu quindi acquisita la sede attuale della libreria, che è anche sede del Partito.

Da quell’epoca, la libreria è stata sede delle attività del Partito, dalle attività in sostegno alla Rivoluzione Sandinista in Nicaragua, a quelle a favore dei Birmingham 6 e a quelle più recenti contro l’Unione europea.

Eugene poi mi spiega l’ideologia di un partito che si chiama comunista nel XXI secolo (tema che racconteremo in un’altra occasione), lo sforzo continuo per cercare di creare una coscienza di classe, le lotte contro le privatizzazioni e il socialismo come orizzonte ultimo, un sistema per un mondo bilanciato, in armonia e senza ingiustizie.

A fine intervista ci allontaniamo dal teatro e all’uscita acquisto una piccola spilla del partito come ricordo di questo luogo inconsueto. Esco dalla porta principale e mi ritrovo nel viavai di turisti, alla mia sinistra sento un gruppo che canta qualche canzone pop in spagnolo dentro uno dei molti pub turistici della zona, alla mia destra l’Irish Film Institute, che meriterebbe un articolo a parte.

In seguito, scopro che il volontario della libreria che mi aveva concesso l’intervista era anche il Segretario Generale del Partito Comunista d’Irlanda, Eugene McCartan, in carica dal 2002. Un comunista italiano appassionato d’Irlanda una volta disse che i “compagni” irlandesi erano “pochi ma buoni”: dalla nostra breve esperienza con il loro Segretario Generale, possiamo dire che probabilmente aveva ragione.

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