Dylan Dog – Il film

Dylan Dog: era proprio necessario farne un film?

Il 16 marzo 2011 è uscito nelle sale italiane, in anteprima mondiale, Dylan Dog – Il film del regista Kevin Munroe, tratto dal personaggio dei fumetti creato da Tiziano Sclavi.
Il regista, forse prevedendo le critiche degli appassionati italiani, ha fin dall’inizio messo le mani avanti, affermando che il film è ispirato al personaggio, ma destinato ad un pubblico diverso, specificamente quello americano.
Una volta visto il film non si può non essere d’accordo, considerando che il Dylan Dog del film non è minimamente quello del fumetto.
I cultori del personaggio devono essere sbiancati scoprendo come nella sceneggiatura del film, Dylan Dog si sia trasferito da Londra a New Orleans, della sparizione dalla sceneggiatura di Groucho sostituito da un discreto Marcus e di altri mille dettagli non concordanti, che nemmeno il tentativo di inserire qua è là alcune caratteristiche del personaggio cartaceo come i vestiti o il titolo dello stesso formato riescono a far digerire.
L’elemento più invalidante della trasposizione video, però, è l’aver distrutto l’identità del personaggio di Sclavi senza riuscire a crearne un’altra propria.
Cosa distingue Dylan Dog – Il film dai vari Blade, Buffy o Underworld, in cui un super-eroe va a caccia di mostri? Se questo era l’obiettivo da raggiungere per piacere al pubblico americano lo si è indubbiamente raggiunto, ma al prezzo di devastare un personaggio e la sua profondità e ricchezza, costruita nel corso degli anni dagli sceneggiatori.
Da un punto di vista esclusivamente tecnico ed estetico, il film è senz’altro piacevole e ben fatto, nonostante una evidente differenza di ritmo tra la prima e la seconda parte, così come l’interpretazione di Brandon Routh è accettabile.
Alla fine dello spettacolo aleggia l’interrogativo sulla necessità o meno di produrre film ispirati dai fumetti nostrani, considerando anche i deludenti precedenti del passato, con i fiacchi risultati prodotti dai film tratti da Diabolik e Tex, che benché girati da registi italiani non hanno potuto non snaturare i rispettivi personaggi.
Rimane solo la speranza che questo ultimo tentativo hollywoodiano, risoltosi in un B-movie, abbia fatto capire definitivamente che le trasposizioni cinematografiche di personaggi cartacei non funzionano quasi mai e che sacrificare un personaggio della statura di Dylan Dog in simili tentativi è un prezzo che non vale la pena di pagare.

 

3 Comments on Dylan Dog – Il film

  1. sono d’accordo, da fanatico di Dylan Dog. mi preme però segnalare che forse il film “Dellamorte Dellamore”, su sceneggiatura di Sclavi, è un ottimo esempio dello spirito Dylandoghiano – pur non parlando delle avventure dell’acchiappamostri, ma di un semplice becchino. se qualche fanatico ha voglia di vederlo, io lo consiglio.

  2. Non ho alcun dubbio che il “Dailan” made in USA sia “una cagata pazzesca”, ma Munroe l’aveva già ammesso. cospargendosi il capo di cenere, quando gli eredi dei Marx s’erano rifiutati di cedere i diritti dell’immagine di Groucho. Già allora, prima che esistesse una sceneggiatura, ma quando già erano stati pagati i diritti a Sclavi, Munroe aveva tentato di fare ammenda. Da quel momento in poi “Dailan”, il mio “Dailan” è diventato un sottoprodotto del pop americano, con buona pace di noi puristi. Io non ho manco coraggio di andare a vedere il film (quindi sì, sto parlando di un film che non ho visto con l’arroganza di un critico navigato, scusate).
    Ora, detto ciò, io però non demonizzerei tutto il filone di film sui fumetti nostrani: il Diabolik di Mario Bava è fenomenale e non snatura i personaggi (tranne forse Eva, ma neanche tanto) e non esalterei neanche Della morte Dell’amore (che ho visto e ho trovato decisamente senza sostanza, noioso, ecc.); insomma non farei del caso isolato e sfortunato un paradigma di tutto il resto, anche perchè io segretamente aspetto un cineasta veneziano (fosse pure tinto brass) che recuperi dal dimenticatoio il mio marinaio preferito e gli dia finalmente gli onori della cronaca! :)

  3. Concordo sul fatto che Della morte Dell’amore ricalchi di più lo spirito del fumetto, pur essendo un film abbastanza insulso. Diabolik di Bava mi riesce difficile definirlo fenomenale, considerando anche il giudizio estremamente negativo delle sorelle Giussani che lo definirono una scimmiottatura di James Bond.

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