Editoriale #28

Dunque, chi c’è dietro Sconfinare? Chi tesse le trame di queste sedici pagine straripanti di parole? Chi ne controlla la linea editoriale? Col calcio mercato dei deputati rimandato alla prossima fiducia, con quello dei calciatori in via di chiusura, è il momento guardare alle manovre oscure che interessano il nostro giornale.

«Organo istituzionale d’Ateneo?». Beh, no. All’Università dobbiamo qualche numero, visto che con il Consorzio, l’Erdisu e la Regione, è (era?) tra i nostri principali finanziatori. E non per conoscenze, parentele e gelsomini, ma perché capita, anche in Italia, che i fondi vadano a un progetto creativo, quando ritenuto meritevole. «Principale mezzo di stampa studentesco?». Così si esagera. A Trieste ci sono anche Il Libretto e Fuorionda, mentre a Gorizia, forse esiste ancora Il Gomitolo. «Grancassa di Piergiorgio Gabassi, Pierluigi Cecchini o Pier Ferdinando Casini?». No, per fortuna, nessuna pretesa di tal genere. «E’ mica il giornale dell’ASSID?!». Non proprio: l’Associazione di Scienze Internazionali Diplomatiche è sì il nostro editore ma per una semplice ragione di comodità. Nel 2006, quando la testata fu registrata, ci chiesero chi fosse l’editore. Noi stessi, non bastò come risposta. Decidemmo di appoggiarci all’ASSID che, a quei tempi, aveva un unico tesserato attivo.

Dispiace deludere gli evocatori del complotto, scienza auto-assolutoria tanto cara a noi italiani, ma Sconfinare è rimasto ciò che era. Un insieme di giovani con la passione per la scrittura. Un contenitore libero in cui i redattori – vecchi, nuovi e occasionali – possono contribuire: raccontare, recensire, incensare o dileggiare qualsiasi cosa. Una redazione che cambia anno dopo anno, riunione dopo riunione, impaginazione dopo impaginazione, e plasma a propria immagine questo periodico. Da ormai quasi 5 anni. Per 28 numeri e oltre 30 collaboratori.

Ecco, dietro a Sconfinare, ci sono loro, presi uno ad uno, nella loro unicità. Senza diktat editoriali di sorta. La domanda che semmai dovrebbe essere fatta, è un’altra: chi c’è davanti a Sconfinare? Nel 2043, dicono, verrà stampata l’ultima copia del New York Times. Giocando d’anticipo, i nostri webmaster hanno rilanciato il sito: non soltanto archivio dei numeri cartacei ma strumento di sperimentazione del cosiddetto webjournalism. Sconfinare.net si chiama. Fateci un click, commentate e magari vi accorgerete che dietro Sconfinare, o meglio davanti,  ci potreste essere voi.

About Davide Lessi 16 Articles
Nasco 25 anni fa nel trevigiano, sinistra Piave. Faccio il calciatore, poi qualche cosa tra me e il prato si rompe: la tibia. Cerco rifugio in Friuli Venezia Giulia, mi laureo al SID a Gorizia e mi specializzo, non tanto, a Trieste. Pur avendo il sussidio disoccupazione a portata, rinvio ostinato la precarietà entrando nella Scuola Walter Tobagi a Milano. Perché il giornalismo è la mia passione: nel 2006, fondo con altri impenitenti il giornale Sconfinare (che dal maggio 2010 IRresponsabilmente dirigo), pubblico col Piccolo roboanti cronache di calcio giovanile e amatoriale, collaboro per 6 mesi al progetto bora.la, il quotidiano on line euroregionale. Amo l’Est e Obama, la mia cagna di quasi 3 anni.

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