Elezioni regionali 2018: il Friuli Venezia Giulia alle urne a maggio

Fonte: Facebook

A cinque anni dalla vittoria di Debora Serracchiani su Renzo Tondo, la Regione si prepara a tornare al voto. Il 6 maggio la data più probabile.

È proprio Debora Serracchiani ad aprire il dibattito sulle elezioni 2018, annunciando la sua volontà di non ricandidarsi per un secondo mandato. Lei, che nel 2013 fu fautrice della vittoria del centrosinistra in Friuli Venezia Giulia, lascia la politica regionale dopo cinque anni di governo incisivo, dove – al di là delle critiche – non sono mancate le riforme e i progetti per il futuro, prima fra tutti la riforma sanitaria, fortemente voluta dalla Governatrice, svolta epocale per il sistema sanitario della Regione e che ha diviso – non poco – le opinioni dei cittadini friulani.

Il Partito Democratico affronta compatto la scelta del candidato per le elezioni e punta sulla continuità. Il nome su cui confluisce è quello di Sergio Bolzonello, ex sindaco di Pordenone e già vicepresidente della Regione. La sfida di Bolzonello sarà quella di unire attorno a sé non solo il suo partito, ma la sinistra regionale nel suo complesso, puntando ad una coalizione ampia che sappia raccogliere l’eredità del governo Serracchiani e proseguirne le opere riformiste ed i progetti di rilancio dell’economia regionale, dal turismo all’industria portuale triestina.

La Presidente della Regione FVG, Debora Serracchiani (Credits: Debora Serracchiani/ Facebook)

A rischiare di compromettere però la posizione di primo piano del PD nella sinistra regionale è l’avvicinamento a livello nazionale di Articolo 1-Mdp, Sinistra Italiana e Possibile. Un avvicinamento, questo, che potrebbe manifestarsi anche a livello regionale, vista anche la risposta positiva dei coordinamenti locali dei tre movimenti, in cerca – anche in Friuli Venezia Giulia – di un’alternativa all’impronta renziana del Partito Democratico. Una spaccatura che rischia di indebolire ancor di più un centrosinistra già in difficoltà e per il quale la prospettiva di un accordo tra le parti – allo stato attuale – appare lontana.

Più fumosa la situazione del centrodestra, dove la scelta del candidato orbita fondamentalmente intorno a due nomi, nonostante le indiscrezioni su altri candidati non manchino.
 Da una parte, Lega Nord e Salvini spingono per la scelta di Massimiliano Fedriga, già capogruppo del partito alla Camera dei Deputati e segretario nazionale della Lega Nord Friuli Venezia Giulia, in contrasto con l’idea di Forza Italia di candidare Riccardo Riccardi, già Consigliere Regionale nell’XI legislatura e Presidente del Gruppo consiliare “Il Popolo della Libertà/Forza Italia”.

Degno di menzione è anche il “Progetto FVG”, movimento di centrodestra capeggiato dall’imprenditore friulano Sergio Bini, uomo distante dai partiti ma cresciuto nell’ambiente della Democrazia Cristiana. La lista civica con cui Bini e il suo movimento vogliono presentarsi alle prossime elezioni regionali promette di presentare “uomini del fare”, professionisti del mondo civile e persone che si adoperino a servizio del prossimo e della collettività. Bini parla al centrodestra e punta ad una coalizione unita e ampia, condizione necessaria per vincere quella che lui stesso definisce una partita non facile.

Noto outsider del dualismo centrodestra-centrosinistra, il Movimento 5 Stelle è memore di un passato risultato elettorale non di poco conto. Alle elezioni 2013 Antonio Galluccio riuscì a ottenere quasi il 20%, nonostante la corsa al governo della Regione fosse sostanzialmente una corsa a due tra Serracchiani e Tondo. 
A pochi mesi dalle elezioni, però, la scelta del candidato del Movimento sembra essere un problema di secondo piano per i 5 Stelle, che affideranno la scelta – come loro consuetudine – alle primarie online.

Il Friuli Venezia Giulia si avvia così alle prossime elezioni, senza dubbio un bivio, uno snodo fondamentale: la rottura con il recente passato o il mantenimento della rotta già tracciata?

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