Elezioni regionali del Friuli Venezia Giulia: le posizioni dei candidati riguardo l’immigrazione

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Il Friuli Venezia Giulia è una delle sei regioni chiamate alle urne domenica 29 aprile per scegliere il prossimo governatore che per i successivi 5 anni la guiderà. I candidati che corrono per occupare il posto della ormai ex governatrice, Debora Serracchiani, che ha deciso di non ricandidarsi più a livello regionale ma bensì a quello nazionale, sono quattro: Sergio Bolzonello, ex sindaco di Pordenone e vicepresidente della Regione, esponente del centrosinistra e sostenuto da quattro liste; Sergio Cecotti, ex sindaco di Udine e candidato per l’autonomismo friulano con Patto per l’Autonomia; Massimiliano Fedriga, segretario nazionale della Lega Nord Friuli Venezia Giulia e candidato scelto dalla coalizione di Forza Italia e Lega; Alessandro Fraleoni Morgera, esponente del M5S.

In queste elezioni regionali uno dei temi sicuramente più dibattuti e affrontati da tutti e quattro i candidati è l’immigrazione. Il Friuli Venezia Giulia con la precedente amministrazione ha saputo gestire sia il flusso migratorio proveniente dalla rotta balcanica sia la distribuzione dei migranti a livello regionale. Nel maggio dello scorso anno è stato varato un “Piano triennale per l’integrazione delle persone straniere immigrate”: esso prevede principalmente la continuazione del metodo di accoglienza diffusa, il quale consiste nel far sì che le prefetture si impegnino a reperire nuovi posti alloggiativi, per esempio acquisendo in comodato d’uso gratuito immobili di proprietà degli enti locali o impegnando organismi del terzo settore ad utilizzare immobili nella propria disponibilità, a verificare e a monitorare le strutture esistenti oppure realizzare uno specifico modello di accoglienza territoriale articolato in prima e seconda accoglienza. Il piano emanato dalla scorsa amministrazione regionale prevede inoltre lo stanziamento di fondi per garantire un’integrazione scolastica alle persone straniere e assicurare un supporto economico ai comuni che hanno a carico gli immigrati.

Riguardo a questo modello di gestione regionale del problema dell’immigrazione i quattro candidati prendono delle posizioni assai diverse, se non diametralmente opposte.

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Il candidato del centro sinistra Sergio Bolzonello ha come primo scopo la continuazione del programma avviato dall’amministrazione Serracchiani, di cui appunto lui faceva parte. L’aspirante governatore del FVG mira a potenziare il modello di accoglienza diffusa proponendo un’ulteriore estensione dei programmi SPRAR in tutti i comuni del Friuli Venezia Giulia. Un altro obiettivo di Bolzonello è dare un concreto sostegno alle comunità locali che si occupano in prima linea della gestione e della realizzazione dei programmi di accoglienza, con uno speciale riguardo ai piccoli comuni, i quali sono spesso quelli che incontrano maggiori difficoltà nell’organizzare l’arrivo e la gestione degli immigrati. Il candidato propone inoltre un attento inserimento sociale di queste persone straniere e una particolare attenzione ad eventuali effetti negativi che questi potrebbero causare all’interno delle varie comunità. Proprio per questo consiglia un rafforzamento dei centri di educazione per adulti con lo scopo di una efficace integrazione sociale.
Bolzonello suggerisce altresì un rafforzamento della coordinazione delle autorità statali al fine di migliorare la gestione della prima accoglienza preoccupandosi che ci sia una effettiva realizzazione dei programmi di prima accoglienza diffusa e che gli immigrati vengano soccorsi e soprattutto identificati, evitando che essi vaghino per le città senza essere controllati e gestiti.

Di tutt’altra opinione è il candidato del centro destra Massimiliano Fedriga, il quale fa dell’immigrazione uno dei punti cardine del suo programma elettorale. Il leghista associa a questo tema quello della sicurezza, proponendosi di migliorarla e potenziarla in modo tale da arginare il problema dell’immigrazione clandestina. A suo parere essa rappresenta un reale pericolo per i cittadini friulani, proprio per questo motivo si è ripromesso di fare tutto il possibile per eliminare il problema. Fedriga propone che la Regione stessa sia garante dei percorsi di integrazione nel nostro territorio per gli immigrati regolari, imponendo loro anche la conoscenza obbligatoria della lingua italiana. Il punto su cui più si batte il candidato del centrodestra è il metodo dell’accoglienza diffusa: il suo obiettivo è di interromperla immediatamente perché la ritiene la principale causa dell’aumento della microcriminalittà e dell’abbassamento del livello di sicurezza presente in FVG. La soluzione che propone è la sostituzione del piano triennale adottato dall’amministrazione uscente con un nuovo programma di accoglienza. Esso consisterebbe nell’istituzione di centri controllati dove i migranti devono sostare, senza avere la possibilità di circolare liberamente, fino a quando essi non abbiano ricevuto l’esito della loro richiesta di asilo. Diminuire gli arrivi e aumentare esponenzialmente i rimpatri, incrementando la sicurezza e la vigilanza territoriale, sono i principali scopi del candidato Fedriga per la regione Friuli Venezia Giulia.

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Alessandro Fraleone Morgera, il candidato proposto dal Movimento pentastellato, è consapevole che la regione FVG è una zona di confine nella quale confluiscono quasi costantemente un numero proficuo di migranti e proprio per questo è deciso nell’affrontare attivamente questo problema. Il Movimento propone l’instaurazione di un dialogo costante tra i Prefetti della regione e le forze dell’ordine che cooperano sul campo, così da gestire al meglio e in modo più controllato le migrazioni, specialmente quelle irregolari. A tal proposito Fraleoni si prefigge lo scopo di far ottenere al Presidente della regione la nomina come Commissario straordinario per l’emergenza immigrazione. Per amministrare più adeguatamente il problema, il M5S propone inoltre l’adozione di politiche di accoglienza e integrazione che mirino a garantire degli incentivi per i comuni che aderiscono alla rete SPRAR e ad evitare l’apertura del Centro permanente per i rimpatri (CPR). La preoccupazione del candidato e del suo gruppo politico è quello di agire sempre nel rispetto dei diritti umani, garantendo l’integrazione delle persone immigrate e favorendo la loro formazione civica e linguistica della cultura italiana.

L’aspirante governatore Cecotti prende una posizione ferma e severa riguardo al tema dell’immigrazione in Friuli Venezia Giulia attribuendone la cattiva gestione alle politiche adottate dagli ultimi governi. Ad essi infatti imputa la responsabilità dell’aver tagliato i fondi dedicati alle forze di sicurezza, al fallimento dei provvedimenti adottati per gestire i flussi migratori e al conseguente impatto sociale che tutto questo ha causato all’interno della società. Il partito che rappresenta, Patto per l’Autonomia, si propone di gestire in modo differente il problema adottando delle soluzioni più concrete: affidare cioè la gestione delle politiche riguardanti l’immigrazione direttamente agli amministratori locali e ai cittadini poiché li ritiene più competenti dell’amministrazione statale.

Tutti e quattro i contendenti hanno assunto una posizione chiara e precisa su come amministrare l’immigrazione regionale, proponendosi di adottare delle politiche anche molto diverse tra loro. Il 29 aprile si voterà e si scoprirà a chi andrà il compito di guidare il Friuli Venezia Giulia per i prossimi 5 anni, preoccupandosi specialmente di continuare a gestire e risolvere problemi sociali come l’immigrazione.

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